Padre Lombardi: "Abbiamo un Papa che vuole servire"

Il portavoce vaticano emozionato per l'elezione di un "confratello" gesuita e colpito dalla scelta del nome "espressivo di uno stile di semplicità e testimonianza evangelica"

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Salvatore Cernuzio | 1607 hits

“Non so cosa dire, sono ancora sotto shock e partecipo a questo momento di gioia della Chiesa”. Ha esordito così padre Federico Lombardi nel briefing con la stampa terminato pochi minuti fa, mezz’ora dopo il saluto del nuovo Pontefice Francesco.

Tra gli applausi dei giornalisti, il portavoce vaticano si è dichiarato “colpito” dal fatto che il nuovo Papa sia latino americano. “Sappiamo quante attese c’erano da parte dei cattolici dell’America Latina" – ha detto – e questa scelta del Collegio cardinalizio è stata una “bella risposta" a tali aspettative.

Soprattutto è stata la scelta del nome ad aver stupito il direttore della Sala Stampa vaticana. Un nome “coraggioso, notevole, espressivo di semplicità e di testimonianza evangelica”.

Il richiamo al Poverello di Assisi identifica un preciso “stile di spiritualità”, fatto di umiltà e di pastoralità semplice. Lo ha dimostrato il fatto che il Pontefice neo eletto abbia chiesto “la benedizione del popolo su di lui, inchinandosi per prendersela, prima di dare la sua” ha osservato padre Lombardi.

È un aspetto questo – ha proseguito - che pone Papa Bergoglio in “perfetta continuità con lo spirito di Benedetto XVI” che ha sempre manifestato “la sua gratitudine verso il popolo”. Il Santo Padre, durante il suo saluto alle migliaia di fedeli in piazza San Pietro, ha infatti rivolto un pensiero al suo predecessore, affermando di pregare per lui e “manifestando una profonda comunione spirituale” con il Pontefice emerito.

Tanto che, ha informato Padre Lombardi, ha subito manifestato il desiderio di mettersi in contatto con Papa Benedetto: “Il nuovo Papa ha parlato per telefono con Benedetto XVI e vedrà di poterlo incontrare nei prossimi giorni”.

C’è poi un aspetto del nuovo Papa che ha solleticato la curiosità della stampa: come Padre Lombardi, il Pontefice appartiene alla Compagnia di Gesù. Più di un giornalista ha chiesto al portavoce vaticano se conoscesse personalmente il Santo Padre e cosa provasse “da gesuita”.

Il direttore della Sala Stampa ha dichiarato di non conoscere personalmente Bergoglio, ma di aver avuto modo di incontrarlo durante le Congregazioni della Compagnia di Gesù e di quelle recenti prima del Conclave.

“Non me lo aspettavo vestito di bianco” ha rivelato con un sincero sorriso che lasciava trasparire la forte emozione per l’elezione di un confratello. Ha quindi confidato ai giornalisti di essere sorpreso dal “coraggio dei cardinali” di “passare l’oceano e allargare gli orizzonti, eleggendo per la prima volta un Papa di un altro continente”.

In particolare, padre Lombardi ha sottolineato lo “spirito dei gesuiti” che sarà sicuramente una caratteristica del Pontificato di Papa Francesco. Ovvero uno “spirito di servizio” sulla scia di Sant’Ignazio che ha formato i suoi seguaci a servire “con uno sguardo efficace, i bisogni della Chiesa universale contemporanea”.

I gesuiti, ha precisato Lombardi, “cercano di essere servitori della Chiesa non in condizioni di autorità, ma di servizio”. Per questo - ha aggiunto - “cercano solitamente di desistere dall’essere nominati vescovi e cardinali e sembra strano che uno di noi sia addirittura eletto Papa”.

Evidentemente - ha rimarcato il portavoce - il neo Papa “ha accettato perché si è sentito chiamato a compiere questo dovere per la Chiesa universale” al di là delle sue aspettative. Quella di Bergoglio è stata dunque “una chiamata forte e non una ricerca di potere”, che quindi, ha concluso Lombardi, dà una “risposta radicale” a tutti coloro che hanno ritratto in questi giorni le votazioni del Conclave come una continua lotta di potere.