Padre Matteo La Grua: una vita contro Satana (Prima parte)

Poco prima di morire il noto esorcista ha realizzato un libro-intervista in cui esorta a non cedere nella battaglia con le potenze delle tenebre

Roma, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 5877 hits

Il francescano padre Matteo La Grua (1914-2012) è stato un esorcista di fama internazionale. La sua lunghissima vita è stata segnata da molte virtù e carismi speciali, a partire dalle capacità taumaturgiche e dal dono di saper scacciare i demoni.

Gli ultimi quarant’anni della sua vita, padre Matteo li ha trascorsi alla guida dei gruppi palermitani del Rinnovamento nello Spirito Santo, dove è diffusa la preghiera di liberazione.

Di lui, padre Gabriele Amorth affermò: “Non è mai esistito esorcista più potente”.

Alcuni mesi prima di morire, assai anziano e malato ma lucidissimo, padre La Grua ha affidato alla giornalista Roberta Ruscica il compito di realizzare un libro-intervista con lui. Una sorta di testamento spirituale, da lui fortemente voluto, in cui l’esorcista racconta la sua attività ed esorta sacerdoti e laici a non mollare mai nella battaglia contro il maligno.

Ne è scaturito il volume Contro Satana. La mia lotta per vincere le potenze delle tenebre (Piemme, 2013). Sui contenuti del libro-intervista, ZENIT ha intervistato Roberta Ruscica.

Padre Matteo La Grua si è spento quasi centenario nel gennaio 2012. Per quale motivo, sentendo vicina la fine, ha sentito l'esigenza di essere intervistato non con un semplice articolo ma con un libro di oltre 200 pagine?

Roberta Ruscica: Questo viaggio incominciò la mattina che bussai alla porta della sua segreteria. O meglio al laboratorio dei miracoli, perché non si contano le guarigioni - non solo spirituali - che avvengono anche oggi. Quel giorno mi presentai come una giornalista che voleva superare l’ennesima “sfida”, perché il frate della Noce “buttava fuori” i cronisti curiosi e fastidiosi… A me aprì prima la porta del suo cenacolo, poi quella del suo cuore. Padre Matteo non ha scelto una giornalista, ma una figlia che si lascia guidare per quella Porta stretta, che è stato il suo ministero.

I frati conventuali e molti sacerdoti hanno dichiarato che il libro-intervista pubblicato dalla Piemme è il suo testamento. Lui mi disse: “A novantasette anni, ho capito che  il tempo del silenzio è finito. Mi resta un filo di voce per parlare della mia povera vita di frate”. Padre Matteo ha lasciato uno  “strumento” capace di arrivare al cuore di coloro che soffrono nel corpo e nello spirito.

Si fa sempre un gran parlare di esorcismi e di esorcisti in chiave spettacolare e morbosa, dimenticandoci che un esorcista è principalmente un uomo di Dio, con la funzione di ripristinare la Sua Grazia e di sfidare il potere delle tenebre. Padre Matteo era questo tipo di uomo?

Roberta Ruscica: Padre Matteo non voleva apparire come un esorcista noto per le sue liberazioni. Fuggiva di fronte ai riflettori della stampa o dei salotti buoni. Eppure alla porta del Convento bussavano personaggi famosi del mondo dello spettacolo, anche la più importante nobiltà europea o giudici, uomini delle Forze dell’Ordine. Tutti accorrevano in gran segreto.

Come lui mi spiegò: “Prima accoglievo il povero. Poi il ricco che si rivolgeva per chiedere una benedizione, ma non voleva la liberazione. Molti preferivano rimanere al servizio di Satana”.

Indubbiamente il cenacolo della Noce, uno dei quartieri più degradati di Palermo, poteva trasformarsi in un luogo di grande pellegrinaggio. Ma Padre Matteo ha messo sempre al primo posto tre perle preziose: povertà, umiltà e accoglienza. Mi affidò un pezzo di carta, dove aveva scritto: “Sono un umile servo di Dio al servizio della Chiesa”. Era sempre severo nei confronti dei suoi colleghi: “Se si impegnassero a fare dei veri esorcismi, potrebbero bastare quelli che ci sono. Un esorcismo può costare la vita. Oltre Dio, non c’ è altro”. La morbosità e la spettacolarizzazione non possono andare a braccetto con una missione così delicata. Padre Matteo sosteneva: “La liberazione è un dono di Dio. Soltanto Dio può liberare: quando e come vuole. Se Satana è potente, Dio è onnipotente. Il Signore può liberare anche senza l’intervento di intermediari umani”.

[La seconda parte sarà pubblicata domani, sabato 31 agosto]