Padre Matteo La Grua: una vita contro Satana (Seconda parte)

Poco prima di morire il noto esorcista ha realizzato un libro-intervista in cui esorta a non cedere nella battaglia con le potenze delle tenebre

Roma, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 1896 hits

[La prima parte è stata pubblicata ieri, venerdì 30 agosto]

Nella prima parte del libro, racconti di come l'incontro con padre Matteo ti abbia in qualche modo cambiato la vita e di come realizzare quest'opera con lui, sia stata per te una sorta di missione e di chiamata. In che modo è avvenuto?

Roberta Ruscica: Non c’erano segreti con Padre Matteo. Lui leggeva la tua anima. Mi esortò: “ Lei è una brava giornalista. Scrive bene. Ma non deve lasciarsi guidare dal cuore, ma dalla mente”. Ecco lui si è servito del mio cuore. Come dico sempre: “Ha utilizzato il Manuale d’Amore”. Quando Padre Matteo si convinse che non cercavo né un vantaggio economico né un successo personale. Quando avevo deciso di abbandonare il campo. Lui si mise all’opera. E mi lasciai trasportare dal fiume lento del Suo Amore. La mia vita è un’altra vita. Se il tuo cuore è colmo di rancore, non si possono affrontare temi spirituali. Ho ricevuto un grande regalo: perdonare quelli che hanno procurato la mia infelicità. Non nascondo che ho dovuto superare i marosi pur di giungere alla pubblicazione di Contro Satana. Dissidi, tranelli, incomprensioni, calunnie, dicerie… Il Nemico mi ha messo contro tutti e tutto. Come Padre Matteo mi disse nella sua ultima telefonata: “Ci siamo solamente io e te… Gli altri non contano”.

Prima di questa esperienza - per te professionale e, al tempo stesso, fortemente spirituale - qual'era il tuo atteggiamento verso gli esorcisti e verso la Chiesa in generale?

Roberta Ruscica: Quando il direttore mi domandò: “Devi intervistare un esorcista”. Le risposi: “Ma scherza. Piuttosto intervisto un capo di Cosa Nostra”. Allora pensavo che un esorcista fosse uno stregone. Oggi molti sacerdoti che combattono le forze del Male, sono i miei migliori amici. La Chiesa è stata sempre la mia Casa. O meglio una dolce Madre che accoglie i suoi figli. Ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia cattolica, in un gruppo scout che era seguito da un sacerdote severo, ma paterno. Ho incontrato un frate meraviglioso come Padre Giulio Savoldi. A questo proposito vorrei fare un appello: Bisogna valorizzare la grande missione degli esorcisti. Il libro Contro Satana è un buon viatico. Mi è stato riferito che molti preti lo suggeriscono nel segreto della confessione. Il mio grande “sogno” è regalare una copia del libro a Papa Francesco.

Vivendo ed esercitando il suo ministero a Palermo, padre Matteo ha avuto ha che fare con la realtà della mafia. In passato anche tu ti sei occupata di questo tema, come giornalista di inchiesta e di cronaca giudiziaria. Ritieni che questa "coincidenza" rientri in un piano divino?

Roberta Ruscica: Sicuramente è così. Il mio incontro con il frate “santo” rientra in un piano divino. Anche la pubblicazione del suo libro-intervista.  Non l’ho mai denunciato pubblicamente - dopo aver realizzato moltissimi servizi in esclusiva per Sette e Io Donna – ma ho ricevuto una minaccia dalla mafia. Molti colleghi hanno costruito la carriera sulle minacce.  Invece ho affrontato solamente ostacoli, perché non mi hanno permesso di lavorare. La mia unica arma è il Santo Rosario, la Santa Messa, che non ho mai trascurato, neppure nei periodi più oscuri. Ringrazio i monsignori che mi sono stati vicini con la preghiera. E ho un bellissimo ricordo: prima di volare in Cielo, monsignor Alessandro Maggiolini mi chiamò e mi disse: “Pregherò per te”.

Che conclusione si può trarre dopo aver letto il tuo libro-intervista? Come possiamo vincere il potere delle tenebre, noi che, oltre a non essere esorcisti, siamo poveri peccatori?

Roberta Ruscica: Contro Satana è un libro di speranza. Le pagine che raccontano le storie di guarigioni sono intrise dell’Amore della Vergine Maria, la sola Donna che Padre Matteo ha amato. Si può combattere la buona battaglia rimanendo ancorati a Dio. E nell’intervista spieghiamo come questo “miracolo” si realizza. La paura appartiene a chi si lascia soggiogare dai tentacoli del Maligno. Padre Matteo ci insegna che “la vita non è rosa, la vita è poesia”.