Padre spirituale di tanti, amico di tutti

Un libro ricorda Padre Jesús Castellano Cervera, ocd, il suo incontro con Chiara Lubich ed il Movimento dei Focolari.

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di Antonio Gaspari

ROMA, sabato, 17 marzo 2012 (ZENIT.org).- Mercoledì 14 marzo è stato presentato presso l’Aula Magna della Facoltà Teologica Teresianum di Roma il libro “Il castello esteriore – il 'nuovo' nella spiritualità di Chiara Lubich” a cura di Fabio Ciardi, edito da Città Nuova.

Il volume contiene gli scritti di Padre Jesús Castellano Cervera ocd, dedicati alla spiritualità del movimento dei Focolari e della sua fondatrice.

Il carmelitano scalzo Padre Castellano Cervera, scomparso prematuramente nel giugno del 2006, è stato una persona di spessore umano e spirituale straordinario.

Dottore in Teologia, docente da più di trent'anni al Teresianum e in altri centri accademici romani, consultore di sette Dicasteri del Vaticano lavorò strettamente con l'allora cardinale Jozef Ratzinger oggi Papa Benedetto XVI..

Autore di tanti saggi e libri, molteplici le collaborazioni, innumerevoli le conferenze, seppure profondamente radicato nella spiritualità carmelitana è stato apprezzato in tutti gli ambiti di movimenti ecclesiali e nuove forme di vita consacrata in Italia e all'estero.

Padre Jesus era amato e stimato da tutti per la sua saggezza e comprensione. Sempre positivo  e pronto a cogliere le novità in campo spirituale ed umano.

Collaboratore fedele dei Pontefici, ha vissuto servendo e testimoniando Cristo nel rapporto con tutti.

Nell’introduzione al libro il curatore Fabio Ciardi degli Oblati di Maria Immacolata (OMI) ha scritto che Padre Jesus è stato un “vero padre di tutti” un cuore aperto e universale “una vita vissuta nella semplicità e nell’umiltà  in “sapienza e scienza, santità e normalità, intuizioni e concretezza”.

Pur essendo a conoscenza di tanti problemi che affliggevano la Chiesa, era un grande ottimista, non cedeva mai allo sconforto.

A padre Jesus non bastava approfondire e spiegare la spiritualità carmelitana, così dalla fine degli ani settanta ha preso contatto con la Comunità di Taizè, con il Cammino Neocatecumenale, con la Comunità di Gerusalemme, con la Sant’Egidio, con la Comunità Missionaria di Villaregia e con l’Opera di Maria di Chiara Lubich.

Di quest’ultima rimase così profondamente colpito da diventare un devoto e un consigliere del Movimento dei Focolari.

In occasione del suo funerale, Salvatore Martinez del Rinnovamento dello Spirito scrisse che padre Jesus esprimeva una “santità di vita e di pensiero”. Enzo Bianchi della Comunità di Bose lo ricorda come “indimenticabile amico”.

Molto intenso il rapporto con Kiko Argüello e Carmen Hernandez, iniziatori del Cammino neocatecumenale. A Padre Castellano la Santa Sede aveva affidato la revisione delle Catechesi di iniziazione del Cammino. Al suo funerale Kiko e Carmen hanno inviato un telegramma di condoglianze e ringraziamento: “Siamo vicini ai Padri Carmelitani, riconoscenti al Signore per tutto il bene che noi personalmente e tutto il Cammino neocatecumenale abbiamo ricevuto da padre Jesus”.

Ma è con la conoscenza e frequentazione del carisma del Movimento dei Focolari che Padre Jesus Castellano ha trovato la comunione più profonda..

Nell’introduzione ad una raccolta dei suoi scritti, padre Jesus racconta che in Chiara Lubich ha trovato “la solidità di una dottrina pienamente cattolica che riassume le istanze più vive della spiritualità di tutti i tempi, ma con il tono moderno e attualissimo di una apertura a tutto l’umano”.

La vicinanza era così forte che in un'altra occasione padre Jesus confessa di appartenere al Movimento dei Focolari come religioso.

“Vivendo la spiritualità del movimento - ha narrato - abbiamo sentito la vocazione all’unità , alla comunione dei carismi della vita religiosa nella Chiesa con l’impegno di rivivere i nostri fondatori”.

Alla presentazione del libro sono intervenuti Sua Em. Rev. Il Cardinale João Braz de Aviz, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, Bruno Moriconi, preside del Teresianum, e Santino Bisignano, omi.