Papa Francesco convoca una giornata di digiuno e preghiera per la Siria

Durante l'Angelus, il Santo Padre annuncia una veglia a San Pietro per sabato prossimo. E ammonisce i responsabili della guerra: "C'è il giudizio di Dio a cui non si può sfuggire"

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 1906 hits

Papa Francesco tuona contro la guerra e convoca una giornata di digiuno e preghiera per la Siria. È stato un appello accorato e pieno di pathos, quello lanciato dal Santo Padre durante l’Angelus di oggi a piazza San Pietro.

Il Pontefice ha ribadito il Magistero della Chiesa, ricordando che il dialogo è “l’unica strada per la pace” ed esortando i governi coinvolti a “intraprendere la via dell’incontro e del negoziato”.

“Tutti depongano le armi e si lascino guidare dalla voce della propria coscienza per non chiudersi nei propri interessi - ha proseguito il Papa -. Con tutta la mia forza chiedo alle parti in conflitto di ascoltare la voce della propria coscienza”.

“Il mio cuore - ha detto - è profondamente ferito da quello che sta accadendo in Siria e angosciato dai drammatici sviluppi che si prospettano”.

Francesco ha condannato “con particolare fermezza” l’uso delle armi chimiche, dichiarandosi particolarmente impressionato dalle “terribili immagini” delle vittime, in particolare bambini, di questo strumento bellico. “Pensiamo a quanti bambini non potranno vedere la luce del futuro”, ha aggiunto.

Nei confronti dei responsabili della guerra, c’è “il giudizio di Dio e della storia”, ha osservato, “a cui non si può sfuggire”. Il Pontefice ha invitato i potenti della terra a non illudersi sulle possibilità di una guerra preventiva: “Non è mai l'uso della violenza che porta alla pace, la guerra chiama la guerra, la violenza chiama la violenza”.

Papa Francesco si è fatto quindi “interprete del grido che sale da ogni parte della terra, da ogni popolo, dal cuore di ognuno, dall'unica famiglia umana, con angoscia crescente: è il grido della pace”. La pace, ha sottolineato, “è un dono troppo prezioso che deve essere promosso e tutelato”.

Papa Francesco ha poi ricordato le parole del suo predecessore Giovanni XXIII, che lui stesso canonizzerà tra pochi mesi: “Come diceva papa Giovanni, a tutti spetta il compito di ricomporre i rapporti della convivenza, della giustizia e dell'amore".

Di seguito il Santo Padre ha annunciato un’importante iniziativa per sabato 7 settembre, “vigilia della ricorrenza della Natività di Maria regina della pace”: la convocazione di una giornata di preghiera e digiuno per la pace in Siria.

Una giornata che, ha precisato il Pontefice, è dedicata a “Siria, Medio Oriente e al mondi intero” e vi sono invitati a partecipare “nel modo che riterranno più opportuno, i fratelli cristiani non cattolici, gli appartenenti alle altre religioni e gli uomini di buona volontà”.

La veglia di preghiera, ha annunciato Bergoglio, si terrà in piazza San Pietro, sabato 7 settembre, dalle  ore 19 alle 24. “Chiedo a tutte le Chiese particolari che, oltre a vivere questo giorno di digiuno, organizzino qualche atto liturgico secondo questa intenzione”, ha aggiunto.

Poco prima della recita dell’Angelus, il Papa ha chiesto l’intercessione di Maria per aiutare l’umanità a “superare questo difficile momento” e a “rispondere alla violenza, al conflitto e alla guerra, con la forza del dialogo, della riconciliazione e dell’amore”.