Papa Francesco e Hans Urs von Balthasar

La donna nella Chiesa nel pensiero del teologo svizzero e la sua ricezione da parte del magistero

Roma, (Zenit.org) | 1102 hits

Il linguaggio di papa Francesco tanto è semplice, quanto è profondo: raramente indica i rimandi bibliografici – a volte li accenna solo –, ma se vi si pone attenzione vengono colte reminiscenze di testi teologici ben precisi. Così di ritorno dal Brasile nelle risposte alle domande dei giornalisti tra altre cose ha affermato: «Una Chiesa senza le donne è come il collegio apostolico senza Maria. Il ruolo delle donne è l'icona della Vergine, della Madonna. E la Madonna è più importante degli apostoli. La Chiesa è femminile perché è sposa e madre. Si deve andare più avanti, non si può capire una Chiesa senza le donne attive in essa […] Ma ricordiamo che Maria è più importante degli apostoli vescovi, e così la donna nella Chiesa è più importante dei vescovi e dei preti». Tali parole richiamano il pensiero di Hans Urs von Balthasar e la sua ricezione da parte del magistero di Giovanni Paolo II e nel Catechismo della Chiesa Cattolica.

H. U. von Balthasar, Neue Klarstellungen, trad. it. Nuovi punti fermi, Jaca Book, Milano - prima edizione 1980 - seconda edizione 1991, p. 112: «L'elemento mariano nella chiesa abbraccia il petrino senza pretenderlo per sé. Maria è “Regina degli apostoli”, senza pretendere per sé poteri apostolici. Essa ha altro e di più».

Giovanni Paolo II, Allocuzione ai Cardinale e ai Prelati della Curia Romana (22 dicembre 1987): L'Osservatore Romano, 23 dicembre 1987. «Questo profilo mariano è altrettanto – se non lo è di più – fondamentale e caratterizzante per la Chiesa quanto il profilo apostolico e petrino, al quale è profondamente unito [...]. La dimensione mariana della Chiesa antecede quella petrina, pur essendole strettamente unita e complementare. Maria, l'Immacolata, precede ogni altro, e, ovviamente, lo stesso Pietro e gli apostoli: non solo perché Pietro e gli apostoli, provenendo dalla massa del genere umano che nasce sotto il peccato, fanno parte della Chiesa “sancta ex peccatoribus”, ma anche perché il loro triplice munus non mira ad altro che a formare la Chiesa in quell'ideale di santità, che già è preformato e prefigurato in Maria. Come bene ha detto un teologo contemporaneo, “Maria è ‘regina degli apostoli’, senza pretendere per sé i poteri apostolici. Essa ha altro e di più” (H.U. von Balthasar, Neue Klarstellungen, trad. it., Milano 1980, p.181)».

Giovanni Paolo II, Mulieris dignitatem. Lettera apostolica sulla dignità e vocazione della donna, 27: «nella gerarchia della santità proprio La donna”, Maria di Nazareth, è “figura” della Chiesa. Ella “precede” tutti sulla via verso la santità; nella sua persona “la Chiesa ha già raggiunto la perfezione, con la quale esiste immacolata e senza macchia (cfr. Ef 5,27)”. In questo senso si può dire che la chiesa è insieme “mariana” ed “apostolico-petrina”»

Catechismo della Chiesa Cattolica, 773: «Nella Chiesa tale comunione degli uomini con Dio mediante la carità che “non avrà mai fine” (1 Cor 13,8) è lo scopo cui tende tutto ciò che in essa è mezzo sacramentale, legato a questo mondo destinato a passare. “La sua struttura è completamente ordinata alla santità delle membra di Cristo. E la santità si misura secondo il ‘grande Mistero’, nel quale la Sposa risponde col dono dell'amore al dono dello Sposo” . Maria precede tutti noi “sulla via verso la santità” che è il mistero della Chiesa come “la Sposa senza macchia né ruga” (Ef 5,27). Per questo motivo “la dimensione mariana della Chiesa precede la sua dimensione petrina”».