Parla la religiosa che afferma di essere guarita dal Parkinson per intercessione di Giovanni Paolo II

Il caso è all’esame della Postulazione della causa di beatificazione

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CITTA’ DEL VATICANO, mercoledì, 17 maggio 2006 (ZENIT.org).- Una guarigione inspiegabile che potrebbe elevare Giovanni Paolo II agli onori degli altari. Sulla rivista Totus tuus compaiono ampi stralci della testimonianza della suora francese che sarebbe guarita dal Parkinson per intercessione di Papa Wojtyla.



“Mi sembra di essere rinata – ha confessato la religiosa –. Oggi posso dire che l'amico che ha lasciato la nostra terra è adesso molto vicino al mio cuore. Ciò che il Signore mi ha dato di vivere per intercessione di Giovanni Paolo II è un gran mistero, difficile da spiegare a parole... ma niente è impossibile a Dio”.

Il caso della religiosa è all’esame del postulatore della causa di beatificazione di Giovanni Paolo II e dovrà essere approfondito e studiato da un’apposita commissione, anche se tutto sembra indicare che potrebbe essere riconosciuto come il miracolo necessario per proclamare beato Papa Wojtyla.

Numerosi passaggi della testimonianza della religiosa (di cui ancora non si conosce il nome) sono stati pubblicati da Totus tuus, la rivista della Postulazione della causa di beatificazione, e successivamente ripresi dal portale cattolico giovanile “Korazym”.

“La malattia era stata diagnosticata nel 2001 – ha raccontato la suora –, i sintomi si erano progressivamente aggravati: accentuazione dei tremiti, rigidità, dolori, insonnia... Un peggioramento costante”.

Poi, un altro “colpo”: la sensazione di una grande vuoto per la morte di Giovanni Paolo II. “Avevo perso l'amico che mi capiva e mi dava la forza di tirare avanti. Ma avevo anche la certezza della sua presenza viva”.

Poco tempo dopo, l’evento prodigioso. Il 13 maggio 2005, la religiosa francese ha ascoltato l'annuncio di Benedetto XVI della speciale dispensa per l'avvio della causa di beatificazione e canonizzazione di Papa Wojtyla.

Dal giorno successivo si è attivata una catena di preghiera di tutte le comunità francesi e africane della Congregazione. La suora ha quindi riflettuto sul brano “Se credi, vedrai la gloria di Dio”, tratto dal Vangelo di Giovanni. Doveva perfino lottare per tenersi in piedi. Scriveva il nome di Giovanni Paolo II, a stento. Poche ore dopo, ha ripreso a scrivere, ma con più facilità.

Dopo due mesi dalla morte di Papa Wojtyla, nel cuore della notte la suora si è alzata dal letto: non c’erano più dolori, non c’era nessuna rigidità. Ha provato l'impulso irresistibile di andare a pregare davanti al Santissimo Sacramento: una lunga adorazione, con una profonda pace. La meditazione sui misteri della luce. E’ comparsa una leggerezza nei movimenti che da quattro anni non c’era più.

A distanza di tempo, in occasione della festa del Sacro Cuore di Gesù: “All'uscita della Santa Messa sono sicura di essere guarita”, scrive la suora. “La mia mano non trema più”. Il neurologo è rimasto sorpreso constatando la scomparsa di tutti i sintomi. La Congregazione ha iniziato una novena a Giovanni Paolo II. Da allora sono trascorsi dieci mesi.