Parla un esorcista: la strategia di Satana è confondere

Intervista con padre Pedro Mendoza, dell’arcidiocesi di Città del Messico

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CITTA’ DEL MESSICO, giovedì, 16 settembre 2004 (ZENIT.org).- Satana esiste e la sua strategia è la confusione, ha constatato in questa intervista concessa a ZENIT padre Pedro Mendoza Pantoja, esorcista dell’arcidiocesi di Città del Messico.



Il sacerdote è uno degli organizzatori del Primo Incontro Nazionale di Esorcisti ed Ausiliari della Liberazione del Messico, che si è tenuto dal 31 agosto al 2 settembre nella sede della Conferenza Episcopale Messicana e al quale hanno partecipato circa 500 persone.

Padre Mendoza Pantoja coordina il lavoro di 8 esorcisti, uno per ogni vicaria territoriale della diocesi, considerata una delle più grandi del mondo.

Cos’è un esorcista?

Padre Mendoza: E’ un vescovo o un sacerdote da questi designato che per mandato di Gesù e in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo recita una preghiera in cui, in caso di possessione diabolica, ordina in maniera imperativa a Satana di uscire e di lasciare completamente libero il posseduto, o in modo deprecativo, vale a dire con l’intercessione o la supplica, chiede che per il sangue prezioso di Cristo e l’intercessione della Vergine Maria che venga liberata una persona, un luogo, una casa o una cosa da ogni influenza demoniaca, sia essa infestazione, ossessione o oppressione.

Chiunque può essere un esorcista?

Padre Mendoza: No. Secondo il Vangelo, Cristo ha arricchito i suoi apostoli con doni carismatici quando li ha inviati ad evangelizzare. In Matteo 10,1 Si legge: “chiamati a se i dodici apostoli, diede loro il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire ogni sorta di malattie e d’infermità”.

Lo stesso si può leggere anche in Marco 16, 17-18. Per questo motivo spetta ai vescovi, successori degli apostoli, esercitare il ministero di scacciare i demoni; essi però, secondo il canone 1172 del Codice di Diritto Canonico, possono designare perché eserciti questo ministero, in maniera stabile o per un caso specifico, un “sacerdote che sia ornato di pietà, di scienza, di prudenza e d'integrità di vita”. Questo vale nel caso di possessioni diaboliche e di esorcismo propriamente detto, chiamato anche esorcismo solenne.

Ogni presbitero, tuttavia, in virtù della sua ordinazione partecipa al sacerdozio di Cristo ed ha con Lui la missione di liberare i fedeli da ogni ossessione, oppressione o influenza demoniaca, con preghiere deprecative di intercessione e supplica, con l’evangelizzazione e l’amministrazione dei sacramenti, soprattutto della Penitenza e dell’Eucarestia.

Ogni sacerdote, quindi, è esorcista per quanto riguarda la Pastorale della Liberazione all’interno della sua missione evangelizzatrice, e questo avviene per mandato di Cristo; non è necessario essere designati per realizzare il cosiddetto esorcismo minore. I laici non possono essere esorcisti.

L’incontro che avete organizzato convocava anche gli “Ausiliari della Liberazione”: Chi sono e che cosa fanno?

Padre Mendoza: Gli Ausiliari della Liberazione sono i sacerdoti che non hanno carattere di esorcisti: ufficiali, medici, psichiatri, religiosi e laici che aiutano il sacerdote esorcista nel discernimento o assistendolo nell’esercizio del suo ministero, ad esempio con la loro preghiera di intercessione. I sacerdoti aiutano con la preghiera di liberazione ed i laici con quella di intercessione. Il sacerdote non esorcista ufficiale può esercitare l’esorcismo minore, anch’esso chiamato preghiera di liberazione, assistito da tutti i laici, che lo accompagnano nel discernimento e con preghiera di intercessione. I laici non possono compiere preghiere di liberazione.

A quanto pare quello che voi avete promosso è stato il primo incontro di esorcisti del Messico e uno dei primi di questo tipo al mondo. Sembra, addirittura, che negli ultimi quarant’anni la figura dell’esorcista stesse scomparendo. E’ un’impressione che corrisponde alla realtà?

Pedro Mendoza: Effettivamente è così. I motivi sono vari ma rientrano tutti nella grande sfida che la seconda metà del secolo scorso ha presentato alla Chiesa nel suo compito di evangelizzazione.

Nei primi 50 anni, Satana attaccò l’umanità nel campo delle idee e del pensiero: razionalismo, materialismo, gnosticismo, massoneria, rosacrocianesimo, settarismo, socialismo, marxismo-leninismo, ecc., che allontanano l’uomo da Dio. C’è stata la negazione di un Dio personale e dell’esistenza di Satana come essere personale anch’esso; si è scambiato il Dio vero con un dio impersonale che si identifica con questo mondo materiale e si è ridotto Satana ad un mero simbolo.

Questa influenza ha contagiato anche i nostri teologi, che ultimamente non parlavano più né del diavolo né degli angeli. In compenso, però l’uomo ha sentito la nostalgia di Dio. La sua ricerca del soprannaturale, come soluzione ai problemi in cui si è visto coinvolto per il suo allontanamento da Dio, lo ha fatto cadere nelle maglie del New Age, che con le sue spiritualità ingannevoli e le sue soluzioni magiche ed esoteriche fittizie ha aperto la porta alle manifestazioni del demonio in molte persone che sono rimaste invischiate nelle sue pratiche esoteriche e magiche.

La Chiesa, ha dovuto, quindi, ravvivare qualcosa che era stato già archiviato come appartenente al passato, ma che oggi, nella missione permanente delle nuova evangelizzazione, è molto importante: annunciare a coloro che si sono allontanati dalla Chiesa la Pasqua di Cristo che è venuto a liberarci dagli agguati di Satana..

Si dice che in alcuni Paesi il successo delle sette sataniche non abbia potuto essere affrontato dalla Chiesa in maniera adeguata per mancanza di esorcisti. Crede che ci sia qualcosa di vero in questa affermazione?

Padre Mendoza: La risposta a questa domanda è legata a quella precedente. In effetti anche gli stessi sacerdoti sono stati sommersi dalla marea di confusione alla quale il New Age ci porta con la sua mescolanza di idee, inganni e menzogne, manipolando spiritualità orientali intrise di panteismo, così come le medicine tradizionali, che in se stesse sono un dono di Dio e non hanno nulla di diabolico, ma della cui efficacia i promotori del New Age si servono per cercare di darsi un tono e per far credere che tutto ciò che dicono sia vero.

Anche noi vescovi e sacerdoti siamo stati colti di sorpresa, senza sapere che cosa fare né come agire di fronte a questo mare di confusione. Alcuni sono rimasti spaventati dalla fenomenologia che presentano i colpiti dal demonio, o meglio hanno usato uno scetticismo grossolano per farsi scudo di fronte a queste realtà, attribuendole a problemi psicologici o a malattie difficili da curare; questo li ha portati a non prestarvi attenzione.

Nei seminari, del resto, non viene fornita una preparazione specifica per affrontare questa problematica. E’ per questo che attraverso i nostri incontri e i nostri congressi a livello nazionale e internazionale cerchiamo di fornire una formazione sia per noi esorcisti ufficiali che per tutti i sacerdoti e i laici impegnati nella pastorale della liberazione.

Molti, forse anche credenti, negano la possibilità che ci possano essere persone possedute dal demonio. Sostengono che si tratta piuttosto di problemi psicologici o psichiatrici: Come distingue un esorcista i casi di possessione da quelli di turbe di altro genere?

Padre Mendoza: Il Codice di Diritto Canonico e lo stesso Nuovo Rituale di Esorcismi, così come il Catechismo della Chiesa Universale, stabiliscono che prima di eseguire l’esorcismo maggiore è necessari fare un discernimento, per vedere se si tratta di una vera possessione o di una semplice ossessione o oppressione diabolica, avvalendosi anche di consulenze di medici e psichiatri affinché esprimano la loro opinione.

E’ sempre il sacerdote, comunque, a dover decidere, perché il rituale di esorcismi indica quali sono i segni che possono mostrare o far sospettare una vera possessione diabolica: parlare o capire, come se fossero proprie, lingue sconosciute; rivelare cose occulte o lontane; manifestare forze superiori alla propria età o condizione fisica; allontanarsi violentemente da Dio; avversione al Santissimo Nome di Gesù, della Vergine Maria e dei Santi, a immagini, luoghi ed oggetti sacri.

A molte persone, tuttavia, questi casi di possessione diabolica sembrano più che altro storie di film hollywoodiani, come se la strategia del demonio fosse quella di far credere che non esista. Come esorcista, crede che questa sia la verità?

Pedro Mendoza: In realtà, secondo me, Satana utilizza varie strategie per allontanarci da Dio. Ciò che interessa il diavolo è più che altro confonderci, affinché crediamo che non esiste e che, se è così, non esistono nemmeno l’inferno e il paradiso e non abbiamo quindi paura di stare lontani da Dio.

Dall’altro lato, si manifesta con oppressioni e ossessioni per tormentare terribilmente coloro che gli hanno aperto la porta, perché abbiano paura di lui e non cerchino di liberarsene. Alcuni, invece, vengono favoriti da lui perché credano nel suo potere ed abbiano fiducia in lui.

Possiamo spiegare in questo modo il culto satanico e la morte santa per ottenere il potere, il suo favore e la sua protezione. Satana è il padre della menzogna e dell’inganno.

Ogni ministero nella Chiesa è una grazia di Dio e un servizio reso ai fratelli. Lei considera una grazia per la sua vita il ministero di esorcista?

Padre Mendoza: Tutta la mia vita è una grazia di Dio: il mio Battesimo è il dono che mi trasforma in figlio di Dio, membro della Chiesa e coerede con Cristo della Sua gloria; il ministero sacerdotale è il dono che mi permette di partecipare alla Sua Pasqua e alla Sua opera di salvezza e servizio nei confronti dei miei fratelli.

Anche il ministero di esorcista è un dono della Sua grazia e della Sua misericordia, che nella mia piccolezza, nella mia insignificanza e nei miei limiti mi permette di sperimentare, come Suo strumento, il Suo potere liberatore e salvifico nel servizio dei miei fratelli; questo mi esorta e mi spinge ad aderire maggiormente a Lui per prendere parte alla sua vittoria e, con essa, alla Sua gloria.

Com’è il servizio dell’esorcista nei confronti della Chiesa e dei suoi fratelli? In altre parole, ci può raccontare qualche caso in cui il suo ministero di esorcista le abbia permesso di sperimentare appieno la sua vocazione come uomo e sacerdote?

Padre Mendoza: In molti casi, praticando la preghiera di liberazione (da 24 anni, anche senza essere esorcista), ho constatato il potere di cui Dio fa partecipi noi sacerdoti nel servizio ai nostri fratelli che soffrono. La terapia di fede con la preghiera di guarigione, di liberazione e di perdono permette di ottenere molte volte ciò che sembra impossibile, fuori portata, alla scienza medica e psicologica.

In sei anni da esorcista mi sono occupato di vari casi di oppressioni e ossessioni diaboliche in persone tormentate e già disperate dopo essere passate per ogni tipo di specialisti, guaritori e stregoni che hanno peggiorato la loro situazione, al punto da spingerli a pensare ad una possessione diabolica e portarli a chiedere ansiosamente un esorcismo.

In certi casi ci sono stati segnali che mi hanno portato a sospettare una presenza o ossessione diabolica e, pur non essendo sicuro, ad eseguire il cosiddetto esorcismo di diagnosi, vale a dire la preghiera imperativa, per cercare di farli arrivare alla pace e alla tranquillità pur senza arrivare a compiere pienamente l’esorcismo solenne, essendo sufficiente il fatto di continuare con la preghiera di liberazione.

E’ stata una grande soddisfazione ottenere la liberazione dei miei fratelli, attraverso il mio umile ministero e per il potere della preghiera di intercessione, vedere l’aumento della loro fede, grazie ad un’evangelizzazione e ad una catechesi che li porta a convertirsi, a rinnovare la loro fede, ad aderire più pienamente al Signore e a vederli continuare la loro vita pieni di amore e di fiducia in Dio.

Cosa deve fare una persona che crede di essere vittima della possessione diabolica o che conosce qualcuno che potrebbe trovarsi in questa situazione?

Padre Mendoza: Ricorrere al proprio parroco e fare una buona confessione affinché, come prima istanza, questo sacerdote venga a conoscenza del suo caso. Se il parroco scopre un’influenza demoniaca ma non segni di possessione diabolica, il consiglio è di pregare accompagnato dalla sua équipe di liberazione e di inserirlo in qualche gruppo di evangelizzazione o di crescita nella fede o ancora in qualche ministero della parrocchia.

Se coglie dei segni che lo facciano sospettare di una possessione diabolica o se non si sente in grado di affrontare il problema, allora si rivolga all’esorcista della sua diocesi o a quello più vicino. Non dovrà mai ricorrere a stregoni o a cure magiche.

[Per ulteriori domande, commenti o chiarimenti alle precedenti, si può contattare padre Mendoza Pantoja, scrivendo all’indirizzo pedromen@prodigy.net.mx]