Parole del Papa all’Alleanza Mondiale delle Chiese Riformate

| 504 hits

CITTA’ DEL VATICANO, lunedì, 9 gennaio 2006 (ZENIT.org).- Pubblichiamo il discorso pronunciato questo sabato da Benedetto XVI nel ricevere in udienza una delegazione dell’Alleanza Mondiale delle Chiese Riformate.



* * *


Cari amici,

all’inizio di quest’anno do il benvenuto a voi, leader dell’Alleanza Mondiale della Chiese Riformate, in occasione della vostra visita in Vaticano. Ricordo con gratitudine la presenza di Delegazioni dell’Alleanza Mondiale sia al funerale del mio predecessore Papa Giovanni Paolo II che all’inaugurazione del mio ministero papale. In questi segni di rispetto e amicizia reciproci vedo con piacere un frutto provvidenziale del dialogo e della cooperazione fraterni intrapresi nei quattro decenni passati, e un pegno di sicura speranza per il futuro.

Questo mese scorso, infatti, ha segnato il quarantesimo anniversario della conclusione del Concilio Vaticano Secondo, che ha visto la promulgazione del Decreto sull’Ecumenismo Unitatis Redintegratio. Il Dialogo Cattolico-Riformato, nato a breve distanza da quell’evento, ha dato un importante contributo all’ardua opera di riflessione teologica e di indagine storica indispensabili per superare le tragiche divisioni che sono sorte fra i Cristiani nel XVI sec. Uno dei risultati di questo Dialogo è stato mostrare le significative aree di convergenza fra la comprensione Riformata della Chiesa come Creatura Verbi e la comprensione Cattolica della Chiesa come Sacramento primordiale della effusione di grazia in Cristo (cfr. Lumen Gentium, 1). E’ un segnale incoraggiante il fatto che l’attuale fase di Dialogo continui ad esplorare la ricchezza e la complementarietà di questi approcci.

Il Decreto sull’Ecumenismo ha affermato che “non esiste un vero ecumenismo senza interiore conversione” (n. 7). Proprio all’inizio del mio Pontificato ho dato voce alla mia convinzione secondo la quale “la conversione interiore … è il presupposto di ogni progresso sulla via dell’ecumenismo” (Omelia nella Cappella Sistina, 20 aprile 2005), ed ho richiamato l’esempio del mio predecessore, Papa Giovanni Paolo II, che ha parlato spesso della necessità di una “purificazione della memoria” come mezzo per aprire i nostri cuori alla ricezione della piena verità di Cristo. Il Papa precedente, in special modo in occasione del Grande Giubileo dell’Anno 2000, ha dato un forte impulso a questo tentativo nella Chiesa Cattolica, e mi fa piacere apprendere che diverse Chiese Riformate membri dell’Alleanza Mondiale hanno intrapreso iniziative simili. Gesti di questo tipo sono elementi basilari per una più profonda comprensione che deve essere alimentata con verità e amore.

Cari amici, prego che il nostro stesso incontro di oggi porterà i frutti di un rinnovato impegno nel lavorare per l’unità di tutti i Cristiani. La strada di fronte a noi ci chiama alla saggezza, all’umiltà, allo studio e allo scambio pazienti. Che ci sia dato di cominciare con rinnovata fiducia, in obbedienza al Vangelo e con la speranza fermamente radicata nella preghiera di Cristo per la sua Chiesa, nell’amore del Padre e nel potere dello Spirito Santo (cfr. Unitatis Redintegratio, 24).

[Traduzione del testo originale in inglese a cura di ZENIT]