Parrocchie all'avanguardia nello Sviluppo Sostenibile

Il progetto "Chiesa Ecologica" si prefigge di favorire la tutela, l'adeguamento ambientale, l'efficientamento energetico del patrimonio immobiliare ecclesiastico

Roma, (Zenit.org) Federico Cenci | 186 hits

Da qualche anno nella società civile si sta sviluppando una sempre maggiore sensibilità sui temi del miglioramento ambientale, economico, sociale e istituzionale. Sensibilità che si traduce nel concetto di sviluppo sostenibile.

Se ne iniziò a parlare nel 1972, nel corso della prima conferenza Onu sull’ambiente, anche se il primo documento volto a chiarirne gli obiettivi venne redatto nel 1987, per opera dell’ambientalista norvegese Gro Harlem Brundtland. Il lavoro raccolse consensi ma anche numerose critiche, giacché affermava la necessità di imporre un controllo demografico di tipo “malthusiano” al fine di gestire lo sviluppo dei Paesi del Terzo Mondo.

La svolta avvenne a Johannesburg, nel 2002, durante quello che è ricordato come il Summit Mondiale dello Sviluppo Sostenibile. In questa sede venne sancito ufficialmente che l’umanità rappresenta la maggiore risorsa del pianeta, escludendo di fatto politiche finalizzate al controllo delle nascite. I Paesi più industrializzati chiesero e ottennero di spostare gli investimenti sullo sviluppo umano, nella convinzione che un maggior sviluppo garantisce un minor impatto ambientale.

È da questo momento storico che il concetto di sviluppo sostenibile iniziò a diffondersi, sino ad approdare nel mondo ecclesiastico, da sempre attento a sollecitare la responsabilità dell’uomo nella custodia del Creato.

In questo contesto si inserisce “Chiesa Ecologica”, progetto di ricerca universitaria promosso dal Cesab (Centro di ricerche interuniversitario in Scienze Ambientali e Biotecnologie) e organizzato insieme all’Ateneo pontificio Regina Apostolorum, alla Facoltà di Scienza della Comunicazione dell’Università Lumsa, alla Pastorale universitaria del Vicariato di Roma, alla Steadfast Onlus, alle società Tegma e Metaenergia.

Il progetto si prefigge di favorire la tutela, l’adeguamento ambientale, l’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare ecclesiastico. Il primo stadio di questo progetto nasce dal basso, dalle realtà territoriali delle parrocchie italiane: esponenti del Cesab si stanno adoperando per incontrare e parlare con i parroci, al fine di capire quanto sono “ecologicamente sostenibili” le nostre parrocchie.

In questo senso si è espresso recentemente padre Geraldo Garofalo, parroco di Santa Maria della Perseveranza, ubicata nel quadrante Ovest della Capitale e affidata ai Missionari Servi dei Poveri. Il parroco, che guida questa parrocchia di periferia dal 2001, si è dimostrato assai interessato alle politiche di sviluppo sostenibile, ritenendo tuttavia importante realizzarle “in modo concreto”. Finora, aggiunge padre Geraldo, è stata fatta “solo pubblicità”, ritiene perciò necessario che vi sia “la collaborazione di tutti” al fine di informarsi e muoversi per applicare lo sviluppo sostenibile, poiché non basta più “demandare al governo”, quando si tratta di queste problematiche.