Pasqua con il coprifuoco in Iraq

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BAGHDAD, domenica, 27 marzo 2005 (ZENIT.org).- I cristiani iracheni hanno vissuto o si preparano a vivere (a seconda del rito al quale appartengono) la Pasqua con il coprifuoco per il secondo anno consecutivo.



Per questo motivo, poiché che è proibito uscire di casa di notte, sono state privilegiate le celebrazioni che si svolgono la mattina o comunque di giorno.

Alcune famiglie non si sono recate in chiesa per paura, perché gli attentati colpiscono tutti, senza distinzione.

Il Vescovo ausiliare caldeo di Baghdad, monsignor Shlemon Warduni, in alcune dichiarazioni rilasciate alla “Radio Vaticana” ha affermato: “Chiediamo al Signore risorto che ci dia veramente quella pace e quella sicurezza che ha dato ai discepoli che non sapevano cosa fare”.

“Tante volte anche noi non sappiamo cosa fare, però ci rivolgiamo a lui sulla croce e ci incoraggiamo. Siamo sicuri che noi risorgeremo con lui, e ci darà la forza, la fede, per fare queste feste in unità con tutti voi, con tutti i cristiani di tutto il mondo”.

“Veramente, senza questa speranza noi saremmo già finiti – ha riconosciuto –. La nostra speranza, però, è grande nel Signore, perché abbiamo avuto tempi molto molto difficili e voi lo sapete”.

“L’animo degli iracheni, però, è abbastanza forte e cerca di andare avanti malgrado tutte le difficoltà. Abbiamo avuto tante sofferenze, ma speriamo sempre nel futuro”, ha poi concluso.