Pellegrinaggio di solidarietà in Giordania, Libano e Terra Santa

Promosso dall'Opera Romana Pellegrinaggi

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BEIRUT, martedì, 3 ottobre 2006 (ZENIT.org).- Ha avuto inizio questo lunedì a Beirut il pellegrinaggio di solidarietà in Giordania, Libano e Terra Santa guidato dal direttore generale dell’Opera Romana Pellegrinaggi, padre Cesare Atuire



Il pellegrinaggio è iniziato in Libano, “un Paese ferito, ma vivo”, “che malgrado le difficoltà e i disagi vissuti durante il conflitto del luglio scorso sta lentamente tornando alla normalità”.

Il gruppo formato da rappresentanti dell’Opera Romana Pellegrinaggi accompagnati da alcuni giornalisti, dopo aver visitato Beirut, prevede questo martedì la visita ad Amman (Giordania), per poi proseguire verso la Terra Santa.

Nella capitale libanese, come rende noto un comunicato, i pellegrini hanno incontrato il Patriarca Maronita Nasrallah Boutros Sfeir.

“Nelle parole del Patriarca la speranza di un Paese che si sta impegnando nella ricostruzione e la sentita gratitudine per i militari italiani impegnati nella missione nel sud del Libano. ‘Sosteneteci nella preghiera – ha affermato il Patriarca alla conclusione del cordiale incontro -. Pregate per la causa del Libano’”, si legge nel comunicato.

I pellegrini hanno quindi visitato il santuario di Harissa, Nostra Signora del Libano, eretto nel 1904 in occasione del 50° anniversario della proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione e al quale sono devoti sia cristiani che musulmani.

Il testo descrive Beirut come una città in cui “i segnali di vita e di speranza non mancano, come quelli che vengono dalla radio cattolica della Carità distrutta da un’autobomba nel 2005 e che oggi ha ripreso a trasmettere”. Fondata dalla congregazione dei Missionari Libanesi, “vede impegnati una trentina circa di volontari”.

La prima giornata del pellegrinaggio è stata, conclude il comunicato, “sicuramente densa di incontri, il cui unico e vero protagonista è stato il grande desiderio di rinascita di un Paese che guarda al futuro con grande speranza”.