Per Caritas Internationalis l'unica opzione per la crisi siriana sono colloqui

Lo ha affermato il Segretario Generale dell'organizzazione umanitaria, il francese Michel Roy

Roma, (Fides.org) | 303 hits

La guerra civile in corso in Siria può essere risolta solo attraverso colloqui di pace, afferma una nota diffusa dalla Caritas Internationalis e inviata all’Agenzia Fides. Il Segretario Generale di Caritas Internationalis, il francese Michel Roy, ha spiegato: “Il popolo siriano non ha bisogno di ulteriori spargimenti di sangue, ma di una rapida fine del conflitto. Ha bisogno di una tregua immediata. Un intervento militare da parte di potenze straniere non farà che approfondire la guerra e aumentare la sofferenza”. La nota ricorda che “le tragiche conseguenze degli interventi militari in Iraq, Afghanistan e Libia”.

Per questo, afferma la nota giunta a Fides, “Caritas ritiene che l'unica soluzione umanitaria sia il negoziato. Il dialogo può porre fine alla guerra in Siria , salvaguardare la vita delle persone e costruire un futuro sostenibile per tutti. La priorità deve essere quella di rilanciare i colloqui a Ginevra come il primo passo verso un cessate il fuoco e un accordo di pace”.

La Caritas afferma che “il presunto uso di armi chimiche a Damasco ha evidenziato come la situazione umanitaria sia diventata catastrofica per milioni di persone in Siria. L' uso di armi chimiche è un crimine orribile”. Caritas condanna tutti gli attacchi contro i civili: “Secondo il diritto internazionale, i combattenti hanno il dovere di proteggere le vite dei civili”. La comunità internazionale – aggiunge la Caritas –“ha l'obbligo di trovare una fine alle sofferenze del popolo siriano, e questo si può realizzare solo attraverso un ampio dialogo”.

Intanto Caritas Siria e altri partner della Chiesa continuano a fornire assistenza umanitaria a migliaia di cittadini e rifugiati siriani, senza alcuna discriminazione per etnia, credo religioso o politico. Mons. Antoine Audo, Arcivescovo caldeo di Aleppo e presidente di Caritas Siria, ha detto: “Ci auguriamo che l'appello di Papa Francesco per un autentico dialogo tra le parti in conflitto possa essere un primo passo per fermare i combattimenti”.

(Fonte: Agenzia Fides 31/08/2013)