Per la difesa di "Uno di Noi"

E' in corso una petizione per chiedere alla Commissione europea di ascoltare la voce di 1,7 milioni di cittadini a favore della vita

Roma, (Zenit.org) Redazione | 242 hits

Il comitato Uno di Noi lancia una nuova petizione. Dopo aver raggiunto oltre 1,7 milioni di firme, stavolta l’obiettivo è raggiungerne 20 mila, tramite la piattaforma CitizenGo.

“Lo scorso anno - affermano gli organizzatori - più di 1,7 milioni di cittadini europei hanno partecipato alla campagna Uno di noi, chiedendo all'Unione Europea di porre fine ai finanziamenti alle attività che presuppongono la distruzione dell'embrione umano, in particolare nel settore della ricerca, dello sviluppo e della sanità pubblica. Si è trattato della prima grande iniziativa di partecipazione diretta dei cittadini europei alla vita politica dell'Unione, oltre che di un'importante azione a difesa del diritto alla vita in ogni sua forma e della dignità di ogni essere umano a partire dal concepimento”.

Ma ora l'iter dell'iniziativa Uno di noi, nonostante il gran numero di cittadini firmatari e il grande successo riscosso, rischia di interrompersi. Infatti, come si legge nel comunicato “la Commissione Europea deve decidere entro il 28 maggio se accogliere l'iniziativa (rimandando così la materia al parlamento), accettarla solo in parte o respingerla del tutto. In quest'ultimo caso, gli enormi sforzi degli organizzatori di Uno di noi e le firme dei circa 1.7 milioni di cittadini europei saranno stati inutili”.

“La Commissione - è scritto - ha un altissimo potere discrezionale in tale materia, e può decidere di interrompere il percorso dell'iniziativa Uno di Noi per ragioni molto varie (di natura economica, giuridica o politica). Il rischio che essa possa esprimersi contro Uno di Noi è molto alto: i politici abortisti, in piena campagna elettorale, stanno mettendo in atto enormi pressioni per bloccare il progetto e le potenti lobby pro-aborto (come l'International Planned Parenthood Federation) si stanno mobilitando per tutelare i propri ingenti interessi economici (sia in ambito di ricerca che di promozione dell'aborto nei Paesi in via di sviluppo)”.

Per questo, gli organizzatori invitano a partecipare alla nuova petizione, per chiedere ai membri della Commissione europea di non mettere a tacere la voce di 1,7 milioni di cittadini e per chiedere loro “il più insistentemente possibile di non cedere alle pressioni degli attivisti e delle lobby pro-aborto.