Per un sano sviluppo, necessaria una urgente politica di tutela familiare

Intervento di monsignor Celestino Migliore presso la sede delle Nazioni Unite

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NEW YORK, martedì, 7 dicembre 2004 (ZENIT.org).- Secondo l’arcivescovo Celestino Migliore, la famiglia svolge un ruolo insostituibile nel raggiungimento della sicurezza e dello sviluppo, e per questo motivo è necessaria ed urgente un’efficace politica familiare che la promuova e la tuteli.



Il prelato, nunzio apostolico ed osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, ha sottolineato l’importanza dell’istituzione familiare davanti alla Plenaria della 59ª Assemblea Generale dell’ONU, riunitasi il 6 dicembre sul punto 94, “Decimo anniversario dell’Anno Internazionale della Famiglia”.

I dibattiti e i programmi dell’Organizzazione, ha spiegato, si concentrano su “un ampio concetto di sicurezza”, che comprende quelle che nel linguaggio che viene usato nell’ONU vengono definite “hard threats” (“dure minacce”), come il terrorismo e le armi di distruzione di massa, e “soft threats” (“leggere minacce”), come la disoccupazione, lo sfruttamento di donne e bambini, lo scarso accesso ai servizi sanitari, la povertà.

Dal momento che la povertà e la disuguaglianza che affliggono molti Paesi sembrano difficilmente superabili, “non c’è da sorprendersi del fatto che la riduzione della povertà si sia posta al vertice dell’agenda dello sviluppo”, ha affermato.

In questo contesto, ha proseguito l’arcivescovo, la delegazione della Santa Sede “vorrebbe offrire il suo sostegno alla famiglia, cellula fondamentale della società per la sua natura e per l’indispensabile contributo che è chiamata ad apportare nel raggiungimento della sicurezza e dello sviluppo”.

La famiglia intesa come “unione stabile e duratura tra un uomo ed una donna”, è in primo luogo “il modo più naturale e più adatto ad assicurare la procreazione, e quindi il rinnovamento delle generazioni”.

La crescita economica, ha aggiunto il prelato, richiede “un minimo di dinamismo demografico”.

Oltre alla dimensione demografica, bisogna considerare che è all’interno di questa “prima comunità naturale” che l’individuo acquista “un certo numero di qualità, di conoscenza, di comportamenti che un giorno gli o le permetteranno di diventare un produttore, ovvero un costruttore creativo della società”.

Non si tratta soltanto di generare dei figli, ha spiegato Migliore, ma anche di educarli. In questo contesto è “particolarmente adatto” il concetto di capitale umano: “Come primo luogo di formazione del capitale umano, la famiglia appare davvero indispensabile allo sviluppo”, ha infatti sottolineato.

Per questo motivo c’è tutto l’interesse ad approntare gli strumenti necessari per “il giusto riconoscimento del fatto che la famiglia è non solo un luogo di consumo, ma anche di creazione della vera ricchezza, oggi piuttosto ignorata”, ha proseguito.

“Ci può essere dunque azione in favore della famiglia solo se c’è prima una vera volontà politica di promuovere un modello”, ha affermato, sottolineando che l’espressione “cellula base della società” si riferisce ad una precisa concezione dell’ordine sociale che risiede nell’esistenza di comunità di persone stabili “che deve essere riscoperta e riconosciuta a tutti i livelli istituzionali”.

La politica familiare potrebbe essere per il nunzio apostolico “la struttura generale in cui dovrebbero essere inserite le misure da mettere in pratica per rispondere alle sfide economiche e sociali del nostro tempo”.

“Il riconoscimento della necessaria promozione della famiglia, concepita come una politica preventiva, non deve significare la nazionalizzazione della famiglia”, ha avvertito. “Non si tratta di un nuovo diritto sociale che ha bisogno di essere inventato, ma delle condizioni di giustizia che è consigliabile realizzare”.

Una politica davvero familiare dovrebbe essere “completamente separata”, comprendendo in primo luogo, “specifici obiettivi”, vale a dire il fatto di “promuovere un modello che almeno non penalizzi chi desidera avere figli”.

Oltre a questo, dovrebbe avere delle “modalità”, ovvero “una giusta compensazione dei costi legati all’istruzione ed un reale riconoscimento del lavoro domestico”.

Il terzo elemento richiesto sono i “requisiti specifici”: “Un’azione a lungo termine, basata su criteri di giustizia e di efficacia perché la famiglia è un investimento per il domani”.

“Solo un vero risveglio delle coscienze sull’importanza di questi aspetti – ha concluso l’arcivescovo Migliore – permetterà l’efficace realizzazione della politica familiare”.