Per una politica della famiglia

L'intervento del prof. Stefano Zamagni secondo il sito del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali dei cattolici italiani

Roma, (Zenit.org) | 310 hits

“Altro che luogo di affetti e basta”, la famiglia è “il massimo generatore di capitale umano, capitale sociale, capitale relazionale”. A ribaltare una concezione diffusa che vede “la famiglia solamente come una delle voci di spesa del bilancio pubblico e non anche come risorsa strategica per lo sviluppo umano integrale” è stato Stefano Zamagni, ordinario di economia politica all’Università di Bologna, che venerdì 13 è intervenuto ai lavori della 47ª Settimana Sociale dei cattolici italiani.

Secondo Zamagni, “si continua a considerare la famiglia variabile dipendente che, in quanto tale, deve adeguarsi a quanto viene deciso per gli altri attori sociali”. E soprattutto, ha aggiunto,  “non riesce ad essere accettata l’idea che la famiglia, prima ancora di essere soggetto di consumo, è soggetto di produzione”.

Mentre “è ormai ampiamente diffusa la consapevolezza del ruolo decisivo che la famiglia svolge come soggetto sociale e come produttore di importanti esternalità positive che vanno a beneficio dell’intera società”, ha denunciato il docente, “non procede con eguale consapevolezza la messa in cantiere di provvedimenti e di misure volti ad una politica della famiglia in sostituzione delle inadeguate politiche per la famiglia”.

Nella società odierna, infatti, si continua “ad avanzare con politiche settoriali per età (bambini, giovani, anziani non autosufficienti, etc.), anziché passare a politiche del corso di vita aventi per fine un sistema integrato per la promozione del benessere familiare”.

A partire da “una armonizzazione responsabile” tra famiglia e lavoro, utile a “superare la diffusa femminilizzazione della questione conciliativa a favore di un approccio reciprocitario tra famiglia e lavoro” e a “provocare un ripensamento radicale circa il modo in cui avviene l’organizzazione del lavoro nell’impresa di oggi”. 

“La famiglia mai può dimenticare che la sua missione è anche quella di rendere lo Stato più civitas e meno polis”, ha ricordato Zamagni sottolineando che “poiché è la civitas che genera la civilitas, si può comprendere perché, oggi più che mai, c’è disperato bisogno della famiglia”.

Che però, ha concluso, “deve sforzarsi di più di coltivare quella che l’antropologo indiano Arijun Appadurai ha chiamato la capacità di aspirare, cioè la capacità che chiama in causa la partecipazione delle persone alla costruzione delle rappresentazioni sociali e simboliche che danno forma al futuro, ai progetti di vita”.