Per uscire dalla crisi, l'Italia ha bisogno dei cattolici

Durante un convegno su potere finanziario e democrazia, il Movimento Cristiano Lavoratori annuncia l'udienza da papa Benedetto XVI

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di Luca Marcolivio

ROMA, venerdì, 20 aprile 2012 (ZENIT.org) -  Da alcuni anni la parola “finanza” desta nella gente comune apprensioni ed ansie per il futuro. Il magistero della Chiesa, a tal proposito, ha espresso una posizione molto chiara, sebbene quasi sempre inascoltata.

Una tavola rotonda sul tema, promossa dal Movimento Cristiano Lavoratori (MCL), in collaborazione con l’Ufficio Pastorale Sociale del lavoro del Vicariato di Roma, si è tenuta ieri pomeriggio, alla presenza di esponenti del mondo ecclesiale, politico, economico ed accademico.

Al convegno, intitolato Con la gente oltre la crisi: potere finanziario e democrazia, sono intervenuti: Carlo Costalli, presidente nazionale del MCL; Enzo De Santis, presidente provinciale del MCL di Roma; Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte Costituzionale; Luca Antonini, professore di Diritto Costituzionale all’Università di Padova; Gianfranco Fabi, professore di Economia, all’Università Cattolica di Milano; monsignor Walter Insero, direttore della Pastorale Sociale, del Lavoro e della Comunicazione del Vicariato di Roma; Gianni Alemanno, sindaco di Roma. L’incontro è stato moderato da Pier Paolo Saleri, vicepresidente della Fondazione Italiana Europa Popolare.

Le relazioni sono state precedute da un momento di preghiera, condotto da monsignor Francesco Rosso, assistente ecclesiale di MCL. Di seguito monsignor Rosso ha ricordato il quarantennale dalla fondazione del MCL e la sua scelta di caratterizzarsi come “movimento ecclesiale”, per la “costruzione di una società che abbia alla base i principi cristiani”.

Tra potere finanziario e democrazia, ha osservato il sacerdote, c’è uno “squilibrio” e la libertà dell’uomo non può essere limitata da “strapoteri che invece di aiutare l’uomo a realizzarsi, lo fagocitano e lo dominano”.

Eppure “Cristo, con la sua resurrezione, ci ha liberati e questa libertà ci permette di richiamare i poteri forti per ripensare alle motivazioni del loro agire e ad un’etica che non può essere caratterizzata da egoismi e sopraffazioni”, ha aggiunto monsignor Rosso.

Nel suo intervento il presidente provinciale del MCL romano, Enzo De Santis, ha ricordato l’udienza in Sala Nervi nella quale, 30 anni fa, il beato Giovanni Paolo II riceveva i membri di MCL nel loro primo decennale, elogiando il movimento per aver saputo “salvare quei valori che furono all’origine dell’impegno sociale dei lavoratori cristiani nella società fin dal secolo scorso”.

Per l’occasione De Santis ha annunciato una nuova udienza, sempre in Sala Nervi, con l’attuale pontefice, Benedetto XVI, in programma per il prossimo 19 maggio, in occasione dei 40 anni dalla fondazione del MCL.

“Sarà il momento più alto delle nostre celebrazioni – ha commentato il presidente provinciale del MCL – e gli uomini e le donne dell’Unione Provinciale di Roma saranno presenti numerosi, entusiasti, determinati e pienamente consapevoli del ruolo storico che, ancora una volta, i lavoratori cristiani debbono giocare nella terribile crisi economica, sociale e politica, che la nostra Italia sta attraversando”.

Un incontro, quello con Benedetto XVI, tutt’altro che di circostanza. Come ricordato da De Santis, il Santo Padre ha infatti recentemente ammonito sul rischio dello strapotere della finanza che, ormai “non rappresenta più uno strumento per favorire il benessere, per favorire la vita dell’uomo, ma diventa un potere che lo opprime, che deve essere quasi adorato: ‘Mammona’, la vera falsa divinità che domina il mondo”.

L’alternativa a questa degenerazione è rappresentata da un modello di pensiero “fondato sul primato della persona e su una logica autenticamente comunitaria”, ha proseguito il dirigente MCL.

“Dobbiamo, allora – ha aggiunto De Santis – dare un segnale forte che le nostre scelte, e parlo anche delle scelte della politica, non si piegano alla logica di quel potere ma sanno andare oltre l’urgenza e la contingenza per ricostruire un tessuto sociale comunitario e per rivendicare il primato della politica sull’economia, sulla finanza e sulle loro logiche”.

Secondo il presidente nazionale del MCL, Carlo Costalli, la crisi economica, politica e morale è un frutto del “fallimento di gran parte degli attuali attori politici che hanno fin qui ‘indirizzato’ le scelte politiche degli ultimi anni”. Per uscire da questo impasse “è necessaria una più significativa e coordinata presenza dei cattolici”, ha aggiunto.

Senza il contributo dei cattolici, sarà difficile “dar vita ad un  nuovo blocco sociale indispensabile per realizzare quella vera rivoluzione riformista di cui l’Italia ha bisogno”, ha poi concluso il presidente del MCL.

Interpellato da ZENIT sull’ipotesi di un rischio per la democrazia di fronte all’egemonia del settore economico-finanziario, Costalli ha risposto che il vero problema è “la difficoltà della politica a stare al passo con i tempi e a farsi interprete delle grandi trasformazioni dei mercati globali”.

È opportuno, inoltre, secondo il presidente del MCL, mettere fine al “dualismo, spesso propagandistico, tra chi vorrebbe lo sviluppo tout court e chi vorrebbe soltanto il rigore nelle politiche di bilancio”. Una volta uscito dalla crisi da indebitamento, il paese dovrà quindi tornare a promuovere uno sviluppo economico concentrato essenzialmente sull’“economia reale”.

A fronte del fallimento del modello marxista e di quello liberista, ha proseguito Costalli, è tempo di riportare in auge l’economia sociale di mercato, come auspicato dal Magistero ecclesiale.

“Non è un caso – ha aggiunto – che il paese europeo più lontano dalla crisi sia proprio la Germania che, proprio grazie alla prassi dell’economia sociale di mercato, sta rilanciando il PIL, le esportazioni e l’occupazione”.