Per uscire dalla crisi: ripartire dalla famiglia

Il Forum delle Associazioni Familiari invita i candidati alle elezioni a sottoscrivere la Piattaforma valoriale e operativa

Roma, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 977 hits

“In una situazione nella quale la fine delle ideologie da un lato e la crisi economica dall’altro appiattiscono i programmi e le proposte politiche, l’imminente campagna elettorale potrebbe vedere come protagonisti i grandi temi etici e sociali su cui la società si confronta. E noi entriamo a pieno titolo in questo dibattito. Noi non scendiamo né saliamo in politica ma corriamo per la famiglia”. 

Lo ha detto ieri 19 gennaio a Roma, Francesco Belletti, presidente del Forum delle Associazioni Familiari (http://www.forumfamiglie.org/), in occasione della presentazione della Piattaforma valoriale e operativa per le imminenti elezioni politiche. 

I presidenti delle 50 associazioni e dei 20 Forum regionali che compongono il Forum delle Associazioni Familiari, hanno presentato alla stampa “Più famiglia oggi, più Italia domani” un manifesto con sette grandi “Sì” che riguardano la cittadinanza della famiglia, la sua centralità per lo sviluppo del Paese, il sostegno alla vita ed alle famiglie giovani, la conciliazione tra famiglia e lavoro, il welfare, la libertà educativa, l’identità italiana nel processo di integrazione europea. 

Ilmanifesto sarà sottoposto ai candidati perché su esso si impegnino con una scelta che diventa anche discriminante per le scelte degli elettori. L’elenco dei sottoscrittori del Manifesto sarà reso pubblico nell’imminenza delle elezioni perché il criterio della consonanza sui “valori non negoziabili” possa diventare criterio di voto. 

Il Forum si impegna poi a contattare, nel corso della legislatura, gli eletti per sostenere e verificare insieme l’attuazione di punti della Piattaforma da loro sottoscritta. 

Il Presidente del Forum ha spiegato che in Italia la famiglia ha confermato sul campo di essere “insostituibile capitale sociale, incessante generatore di bene comune e preziosa risorsa di coesione sociale e di solidarietà” ma “troppo deboli sono i sostegni alla famiglia da parte della società e della politica”. 

Per questo motivo Belletti ha proposto che la società, la politica e il sistema economico costruiscano una nuova ‘Alleanza con la famiglia’, per promuoverla e sostenerla, per valorizzarla non solo come ammortizzatore sociale, ma soprattutto come motore di sviluppo e di ripresa, e come irrinunciabile luogo di mediazione e di scambio di solidarietà tra i sessi e le generazioni. 

Per la costruzione di un’Italia più “a misura di famiglia”, più umana, solidale, capace di restituire fiducia e speranza, il Presidente del Forum ha proposto una Piattaforma con sette ‘sì’ alla famiglia e cioè: 

1)    Un coraggioso investimento su chi genera il capitale umano e sociale.

2)    Applicazione del principio dell’equità fiscale secondo la capacità contributiva, costituendo un Fondo permanente per la famiglia pari ad un punto di Prodotto Interno lordo (Pil) in più. Introduzione di modelli sperimentali di valutazione di impatto familiare (Vif) e un Piano nazionale per la Famiglia.

3)    Sostegni economici alla maternità e armonizzazione dei tempi famiglia –lavoro al fine di incrementare la natalità. Tutela e riconoscimento della vita dal concepimento alla morte naturale. Welfare sussidiario e solidale.

4)    Un piano straordinario di sostegno al lavoro per i giovani e le donne.

5)    Sostegno alla persone fragili e non autosufficienti tramite il Fondo per la non autosufficienza. Contrasto alla povertà. Integrazione interculturale e riconoscimento della cittadinanza dei minori nati in Italia da genitori stranieri.

6)    Libertà di educazione con politiche di reale parità scolastica.

7)    Mobilitazione affinchè l’Europa riconosca la famiglia e le associazioni familiari quali soggetti di cittadinanza attiva.   

Il Presidente del Forum ha concluso affermando: “Questo chiediamo a chi si candida al governo del Paese per i prossimi cinque anni. Questo valutiamo nei programmi elettorali. Questo verificheremo puntualmente nell’azione del governo e del Parlamento”.