Percorsi di editoria religiosa ed altro

Intervista di Maria Trigila a Giuseppe Costa, direttore della Libreria Editrice Vaticana

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di Eugenio Fizzotti

ROMA, venerdì, 13 luglio 2012 (ZENIT.org).- «In un rapporto di qualche anno fa si legge che in Italia l’editoria presenta circa 55mila titoli tra novità e ristampe, e 260 milioni di copie stampate e immesse nei canali di vendita, un indice di lettura fra la popolazione italiana in leggera crescita, ma ancora lontano dai valori registrati alla metà degli anni Novanta e ancor più lontani rispetto a quelli degli altri Paesi europei. I dati – commentava il Presidente degli Editori – ci dicono come l’odierna editoria stia sentendo la congiuntura economica sfavorevole, registrando un calo delle vendite in termini reali superiore a quello percentuale. E questo nonostante gli editori stiano contenendo i prezzi: in libreria si vendono più libri, sia pur di poco, ma i ricavi totali, in termini reali, diminuiscono».

È a pp. 64-65 del libro Percorsi di editoria religiosa ed altro (Rubbettino, Soveria Mannelli, 2011) che si legge questa informazione che Giuseppe Costa, giornalista e scrittore di numerosi saggi, attuale direttore della Libreria Editrice Vaticana, fornisce a Maria Trigila in un’intervista dal notevole significato culturale la cui pubblicazione è arricchita da una prefazione di Giuliano Virgili il quale riconosce che «un libro non è soltanto un documento che si consulta per esigenze d’informazione, studio o professione [… ma è] un corpo vivo con cui si entra fisicamente, mentalmente ed emotivamente in contatto, attraverso una relazione personale basata su connessioni sensoriali uniche e complesse. È per questo che l’inconfondibile fisicità di ogni singolo libro – la sua forma estetica, ma anche il suo modo di comunicare – va a costituire nel tempo la memoria di quel libro, tanto che, a distanza di anni, si è spesso in grado di ricordarne perfettamente le sembianze: il colore della copertina, le immagini, la legatura, la carta, perfino il carattere di stampa e l’odore» (pp. 7-8).

A una delle prime domande che Maria Trigila gli rivolge per sapere com’è cresciuta in lui l’attenzione verso i libri Giuseppe Costa risponde di aver iniziato a leggere quando nel dicembre 1955 cominciò a frequentare l’oratorio dei Salesiani a Gela, dove «non c’erano librerie o grandi biblioteche» e «la prima industria libraria fu avviata dalle suore Paoline, che a cavallo delle loro biciclette distribuivano libri in tutta la zona, oppure c’erano i classici venditori porta a porta» e, poiché l’oratorio era fornito di una bella biblioteca, venivano dati «in prestito qualcuno dei tanti libri per ragazzi che le Edizioni Paoline o l’EditoreLa Sorgentestampavano proprio in quegli anni» (p. 14).

Rispondendo alle successive domande Giuseppe Costa descrive il suo personale itinerario formativo e professionale che, dopo gli studi di Teologia Pastorale effettuati a Roma, lo vide coinvolto per un anno nell’editrice salesiana Elledici di Leumann, per nove anni direttore del Bollettino Salesiano, notiziario mensile della Congregazione Salesiana di San Giovanni Bosco, per quattro anni frequentatore di un Master in giornalismo nella Marquette University di Milwaukee negli Stati Uniti, dal 1994 direttore della casa editrice SEI di Torino, che gli permise di contattare la grande editoria americana e di moltiplicare la produzione nella collana Varia, suscitando molto interesse e ricevendo molta gratitudine, successivamente titolare della cattedra di Giornalismo ed Editoria nella Facoltà di Scienze della Comunicazione della Pontificia Università Salesiana di Roma e infine dal 2007, con rinnovo per altri cinque anni nel luglio del 2012, direttore della Libreria Editrice Vaticana che, oltre alle apprezzatissime opere di Joseph Ratzinger e alle encicliche di Benedetto XVI che «hanno generato una nuova attenzione da parte del mondo culturale e anche la necessità che questi documenti venissero resi fruibili al fedele comune, venissero, diciamo così, volgarizzati e fatti conoscere», pubblica volumi di autori che affrontano tematiche di natura teologica e biblica e con eccessiva riconoscenza ho accettato che pubblicasse a fine maggio del 2012 il mio volume Psicologia e maturità nella vita consacrata, che affronta nell’orizzonte esistenziale del pensiero di Viktor E. Frankl alcune tematiche riguardanti la maturità, la vocazione religiosa, le modalità per affrontare eventuali crisi vocazionali.

Un interesse particolare rivestono le risposte di Giuseppe Costa alle domande fatte da Maria Trigila concernenti altre editrici che propongono volumi con contenuti religiosi. I primi riferimenti riguardanola BollatiBoringhieridi Torino che diffonde volumi di Mircea Elide, storico delle religioni, di Rabindranath Tagore, considerato come «il più mistico dei poeti e il più poeta dei mistici» (p. 30) e di Alphonse Dupront sulla potenza della religione e la latenza del religioso. Anchela Einaudinella collana dei tascabili ha pubblicato opere che analizzano l’ebraismo, il buddismo, l’islamismo e soprattutto il cristianesimo. Un volume di Sofia Boesch Gajano dell’editrice Laterza analizza «problemi metodologici e storiografici legati alla santità presso varie religioni» (p. 31), mentre molti testi, particolarmente di don Primo Mazzolari, sono stati pubblicati fin dal 1954 da Rienzo Colla per l’editriceLa Locusta.Oltre300 volumi, tra i quali opere di sant’Agostino, san Tommaso d’Aquino, san Pier Crisologo, sant’Antonio, sant’Ireneo e san Roberto Bellarmino sono stati pubblicati dall’editrice Cantagalli di Siena, e ampio spazio a temi sulla spiritualità del cattolicesimo liberale è dato dall’Editore Rubbettino che è quello che pubblica questo volume di Giuseppe Costa.

E un’altra fonte di informazione è racchiusa nelle domande riguardanti le fiere nazionali e internazionali alle quali Giuseppe Costa partecipa sistematicamente (a Francoforte, a Parigi, a Torino, a Bologna) e che, oltre a fare il punto sull’editoria libraria, costituiscono un punto di incontro particolarmente apprezzato di librai e di stampatori per esaminare sia la situazione economica e sia il ruolo che rivestono per favorire la diffusione e l’attuazione di una visione della vita che consenta l’accettazione e la trasmissione di valori e di prospettive educative.