Piccola grande storia di un sacerdote centenario

Amatissimo dai suoi parrocchiani, don Luigi Curti è alla guida di una piccola comunità nel varesotto da 78 anni

Roma, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 407 hits

A Marzio, piccolissimo paese delle Prealpi varesotte, di appena trecento anime, continua a svolgere instancabilmente la sua opera pastorale, don Luigi Curti, uno dei sacerdoti più anziani d’Italia. Don Luigi ha compiuto un secolo di vita lo scorso mese, essendo nato a Verceia (Sondrio) il 15 febbraio 1914.

Chi lo conosce, racconta di un sacerdote fuori dal comune, innamorato di Cristo e dal cuore grande. È forse nella capacità di vivere e condividere quotidianamente la gioia del Signore, il segreto della longevità di don Luigi. “Nascessi cento volte, cento volte fare il prete e il parroco”, ha recentemente dichiarato l’arzillo sacerdote, che è parroco a Marzio da ben 78 anni.

Gli auguri per i suoi cent’anni, il parroco di Marzio li ha ricevuto anche da papa Francesco, da sempre molto attento alla realtà dei sacerdoti anziani. Il Santo Padre ha impartito a don Luigi una “particolare benedizione apostolica”, invocando per il sacerdote “copiose ricompense per il bene compiuto […] la materna protezione della Beata Vegine Maria e una nuova effusione di doni dello Spirito Santo, affinché il suo ministero continui ad essere icona e trasparenza dell’amore di Cristo buon pastore”.

“Il Papa è Cristo in terra e perciò la sua benedizione mi ha commosso tanto”, ha dichiarato don Luigi, durante i festeggiamenti per il suo centenario, un’occasione per la quale un mese fa, alla parrocchia di San Sebastiano, a Marzio, sono accorse quasi 600 persone, circa il doppio dei residenti. Un momento storico per questo piccolo centro abitato prealpino, per il quale è stato allestito anche un maxischermo.

Alla presenza del sindaco di Marzio, Maurizio Frontali (assente giustificato per motivi di salute, il vescovo di Como, monsignor Diego Coletti), di tutti i parrocchiani, della Pro Loco locale, di alcuni Alpini e da decine di parenti e amici giunti da fuori, l’anziano sacerdote ha concelebrato assieme a circa 30 sacerdoti della diocesi di Como. Potendo la chiesa contenere non più di 250 persone, molti hanno seguito la messa dal sagrato.

Conclusa la funzione, i parrocchiani hanno allestito un buffet per il parroco e gli altri preti presso l’Hotel Vittoria ma don Luigi, ormai stanco, si è ritirato in buon ordine, consumando in canonica il pasto offertogli.

Anche in età avanzata, don Luigi si è sempre avvalso di pochissimi collaboratori parrocchiali, quasi sempre laici. Fino a dieci fa ha potuto contare sulla sorella Caterina, che lo aiutava in particolare nel bucato.

Un’abitudine peculiare cui l’anziano sacerdote non ha mai rinunciato è quella di non accendere i riscaldamenti in parrocchia, nemmeno quando nevica. In compenso d’inverno indossa strati e strati di maglioni e, secondo alcuni parrocchiani, questo metodo è un altro dei segreti della sua longevità…

E intanto a cent’anni don Luigi – che da giovane era noto per la sua salute cagionevole - è ancora in grado di leggere senza occhiali e di intonare i canti liturgici senza minimamente stonare né sfigurare, nota per nota, strofa per strofa.

A San Sebastiano matrimoni, funerali e prime comunioni è sempre don Luigi a celebrarli e, quando si tratta di accompagnare un defunto al cimitero per l’inumazione, lui è sempre presente: in queste occasioni c’è sempre qualcuno disponibile ad accompagnarlo in macchina, anche se lui preferirebbe andare a piedi.

Divenuto sacerdote nel 1936, don Luigi Curti fu inizialmente destinato all’insegnamento nei seminari. Al momento dell’ordinazione, tuttavia, era rimasta senza parroco la comunità di Marzio, cosicché il vescovo gli assegnò tale paese, una località talmente piccola, che il giovane sacerdote non fu in grado di trovarla nemmeno sulla cartina geografica.

Riuscì a giungere a destinazione, solo dopo aver consultato una zia di Busto Arsizio, una delle pochissime persone a sapere dove fosse ubicato il paesino.

Giunto a Marzio, don Luigi trovò la parrocchia vuota e nessuno ad accoglierlo. Senza perdersi d’animo, iniziò a suonare la campana e a bussare a tutte le porte del paese. Dopo 78 anni è ancora lì e il suo incarico di parroco a San Sebastiano non si è mai interrotto. Per i fedeli di Marzio, don Luigi è insostituibile.

È raro incontrare sacerdoti che eccellano tanto nelle doti intellettuali quanto in quelle pastorali e don Luigi Curti è uno di questi. Il suo straordinario talento di studioso di teologia gli guadagnò, già dagli anni ’50, la convocazione per numerose conferenze in tutta Italia e anche in Francia, al punto che nel 1961 l’Osservatore Romano lo paragonò addirittura al Santo Curato d’Ars.

In quasi ottant’anni di sacerdozio è stato amico di illustrissime personalità del cattolicesimo italiano: padre Agostino Gemelli, Armida Barelli, San Luigi Guanella.

Don Luigi, comunque, è tutto tranne che un freddo divulgatore di nozioni dottrinali, né si è mai lasciato vincere da quelle tentazioni di “carrierismo” diffuse anche nel clero.

Priorità assoluta per lui è stare tra la gente, essere – per dirla con papa Francesco – un “pastore che odora di pecora”, contagiare la gente con il suo amore per Cristo. È anche per questo che il centenario parroco di Marzio non ha mai voluto abbandonare la sua piccola storica comunità.