Piero Angela: “senza nascite non c’è futuro”

"Perché dobbiamo fare più figli”, il nuovo libro del giornalista e divulgatore scientifico

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di Antonio Gaspari

ROMA, lunedì, 9 giugno 2008 (ZENIT.org).- E’ appena arrivato nelle librerie e nelle edicole l’ultimo libro di Piero Angela e di Lorenzo Pinna dal titolo “Perchè dobbiamo fare più figli” (Mondatori, 245 pp., 17,00 Euro).

Il più noto divulgatore scientifico italiano, autore di almeno 25 libri e di 20 trasmissioni televisive, spiega la drammaticità del crollo delle nascite e della dissoluzione dei matrimoni. Due mali che stanno fiaccando il mondo avanzato mettendone in pericolo il futuro.

Di formazione positivista, Angela era noto per aver affrontato il problema della crescita della popolazione in maniera critica, mentre con questo libro ribalta completamente l’approccio neomalthusiano.

Per dare un esempio di come si stia evolvendo la situazione demografica in Italia, gli autori descrivono e disegnano una foto di matrimonio di 50 anni fa, con tanti bambini avanti e pochi anziani dietro.

Oggi invece la stessa foto di matrimonio vede tanti anziani a fianco degli sposi e pochi bambini avanti. E’ il classico esempio della piramide demografica che si è rovesciata e che, se non verrà riequilibrata, apporterà seri danni alla civiltà europea in particolare.

Con l’aiuto di cifre e grafici, il libro illustra come dal 1951 al 2007, i bambini sono passati dal 27% al 14% della popolazione, mentre, nello stesso periodo, gli anziani oltre i 65 anni sono passati dall’8% al 20%.

Che si viva più a lungo è un grande beneficio, ma gli autori spiegano che il problema è la scarsità delle nascite. All’inizio del secolo ogni donna italiana aveva in media 4 figli, mentre nel 2000 solo uno.

Il libro sottolinea che in Italia ci si sposa di meno e sono in crescita separazioni e divorzi. Tra gli anni '50 e '60 in Italia ci sono stati 400.000 matrimoni di media, oggi, con una popolazione maggiore, sono 251.000.

In aumento anche le separazioni, 82.000 nel 2005, e i divorzi 47.000. Secondo i dati Istat i divorzi nel 2005 sono aumentati del 74% rispetto al 1995.

Dal punto di vista economico, il libro sottolinea la gravità del crollo delle nascite, soprattutto in relazione al mantenimento del sistema pensionistico.

La crescita demografica del dopoguerra, permetteva un rapporto che vedeva 24 anziani ogni 100 occupati. Oggi il rapporto è di 71 anziani per 100 occupati e nel 2020 sarà di 100 anziani ogni 100 occupati.

Se non si tornerà ad una crescita demografica significativa, è evidente che il sistema pensionistico rischia di collassare.

Un'altra questione su cui gli autori sono molto critici, è quella di pensare di risolvere il crollo demografico incrementando l’immigrazione in maniera selvaggia.

A parte il problema di penalizzare i Paesi in via di sviluppo, prelevandone le giovani generazioni, Angela e Pinna spiegano che l’integrazione è una questione complessa, che in Europa ci sono diversi esempi di fallimento del multiculturalismo, soprattutto quando le religioni e le culture sono molto diverse e in conflitto tra loro.

Ed in ogni caso – sottolineano gli autori – l’immigrazione non risolve l’emergenza demografica determinata dal crollo delle nascite e dalla crisi della famiglia.

A questo proposito, il libro indica come soluzione urgente, “un adeguato aiuto alla famiglia”, ricordando che “il nostro Paese è molto arretrato negli investimenti sociali per la famiglia e per i giovani”.

A questo proposito si ricorda che in Germania la spesa sociale per giovani e famiglie, tocca il 10,4% del totale della spesa sociale, in Francia il 9,5%, nell’Unione Europea l’8% e in Italia solo il 4,1%.

In merito alla decadenza demografica, i due autori affermano che non si tratta solo di una riduzione delle tasse nei confronti delle famiglie ma di una vera e propria emergenza che può essere risolta solo mettendo la famiglia e la crescita demografica al centro delle politiche nazionali.

Il libro è ben scritto, chiaro nell’esposizione e negli esempi. Inoltre, per aiutare la focalizzazione dei temi esposti è corredato da diverse vignette.