“Pio XII ... ci riferiremo a lui come ad un Santo”

Pubblicate le memorie di un diplomatico USA nascosto in Vaticano

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ROMA, lunedì, 14 giugno 2004 (ZENIT.org).- Martedì 15 giugno uscirà nelle librerie d'America il volume “Inside the Vatican of Pius XII” (“Dentro il Vaticano di Pio XII) edito dalla casa editrice "Doubleday". Si tratta delle memorie di Harold H. Tittmann, un diplomatico statunitense che visse all’interno del Vaticano dal 1940 al 1944.



Il libro è di notevole interesse poichè riporta i racconti di un testimone oculare di quanto e come la Santa Sede e il Pontefice Pio XII agirono e si comportarono nei confronti del nazismo.

Molto interessante anche l’evoluzione dei rapporti tra il pontefice Pio XII e il presidente statunitense Franklin D. Roosevelt.

Per commentare il volume ed approfondire la conoscenza storica di quegli anni, ZENIT ha intervistato padre Peter Gumpel S.J., il quale ha già letto il volume e che conosce nei dettagli quanto avvenne in quegli anni.

Può spiegarci la storia ed il contesto in cui si collocano le vicende raccontate nel libro di memorie di Harold H. Tittmann?

Padre P. Gumpel: Tittmann era un eroe di guerra. Pilota di aereo nella prima guerra mondiale, fu abbattuto e ferito gravemente. A causa delle ferite perse la gamba destra, un rene e mezzo polmone. Nel 1920 Entrò nel Servizio diplomatico. Lavorò all’ambasciata Usa a Parigi e poi per 11 anni, dal 1925 al 1936 a Roma. Dopo un periodo al Dipartimento di Stato nel 1939 venne trasferito a Ginevra in Svizzera.

Venne trasferito a Roma nel 1940 in qualità di assistente di Myron Taylor, rappresentante personale presso la Santa Sede nominato da Roosevelt. Quando nel dicembre del 1941 l’Italia dichiarò guerra agli Stati Uniti, Tittmann si rifugiò dentro al Vaticano, da dove uscì solo con l’arrivo delle truppe alleate nel 1944.

Le sue memorie sono molto interessanti perché si tratta di un testimone oculare: aveva rapporti quotidiani con il Segretario di Stato Luigi Maglione, con Domenico Tardini e Giovan Battista Montini e di frequente incontrava il Pontefice Pio XII.

Quali secondo lei le novità rilevanti che emergono da questo libro?

Padre P. Gumpel: Per coloro che conoscono il materiale di archivio e che si sono specializzati nello studio di questo periodo storico, non ci sono grosse novità. La corrispondenza di Tittmann con gli Stati Uniti conferma l’assoluta indipendenza della Santa Sede nell’opposizione ai nazisti e nell’opera di sostegno alle vittime del conflitto.

Per tutti coloro però che non conoscono il materiale di archivio e che hanno letto solo libri ostili alla Santa Sede, il volume di Tittmann è una ventata di salutare verità.

In questo senso il volume assume una notevole importanza per far conoscere al vasto pubblico quanto e come la Santa Sede operò in quegli anni.

Come erano le relazioni tra Santa Sede e Governo USA nel periodo in cui il regime nazista dominava in Europa?

Padre P. Gumpel: Nonostante una certa cultura antiromana ed antipapale diffusa dai gruppi protestanti, le relazioni tra Santa Sede e governo americano erano buone.

Già prima dello scoppio del secondo conflitto mondiale ci fu un’azione parallela tra Pio XII e il Governo USA per evitare la guerra. Pio XII e Roosevelt agirono di concerto anche per evitare che l’Italia entrasse in guerra.

Pacelli conobbe personalmente Roosevelt durante la visita negli USA nel 1936. I rapporti divennero più intensi da quando Roosevelt nominò Taylor quale rappresentante personale del presidente presso la Santa Sede: Fu in questo contesto che operò Tittmann.

Quando gli Stati Uniti decisero di sostenere i sovietici nella lotta contro Hitler, molti cattolici americani chiesero alla Santa Sede se questo fosse possibile. Quale fu la risposta del Pontefice?

Padre P. Gumpel: Appena Hitler attaccò la Russia nel 1941, sorse un grave problema con i cattolici americani. L’Unione Sovietica aveva bisogno di materiale bellico e Roosevelt acconsentì a fornirglielo.

Il problema era dovuto al fatto che nel 1937, il pontefice Pio XI aveva pubblicato l’enciclica “Divini Redemptoris” che vietava ai cattolici di prestare qualsiasi aiuto ai bolscevichi. Roosevelt chiese a Pio XII di cercare una soluzione a questo problema.

Il pontefice decise di non intervenire pubblicamente, ma istruì il delegato apostolico Amleto Cicognani e più precisamente l’Arcivescovo di Cincinnati, John Timothy McNicolas, di informare attraverso una lettera i cattolici americani in cui si spiegava che l’atteggiamento nei confronti dei comunisti rimaneva tale, ma non contro il popolo russo.

L’aggressione dei nazisti colpiva il popolo russo che andava aiutato. Fu così che i cattolici non si opposero agli aiuti ai russi.

Quale era il giudizio di Tittman nei confronti del Pontefice Pio XII?

Padre P. Gumpel: Si tratta di un giudizio eccellente. Tittman scrive che Pio XII era un uomo affascinante (“a charming man”), con grandi doti spirituali.

“Il Pontefice Pio XII era spesso descritto come un Papa politico, - afferma Tittman,- ma è possibile che nel futuro noi ci riferiremo a lui come ad un Santo” (Originale inglese: “Pope Pius XII was often described as a political Pope, …. Very possibly the future will rate him a saint”).