Più di 40.000 giovani a Roma per il 35° Pellegrinaggio di fiducia sulla Terra

Presentato oggi l'evento della Comunità di Taizé alla presenza del cardinale Vallini e del sindaco Alemanno. Migliaia di giovani di diverse confessioni verranno da tutta Europa per pregare nella Capitale e incontrare il Papa

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di Salvatore Cernuzio

ROMA, martedì, 4 dicembre 2012 (ZENIT.org) – La Capitale si prepara ad essere invasa pacificamente da oltre 40.000 giovani provenienti da tutta Europa. Tanti sono, infatti, i ragazzi e le ragazze che hanno aderito al “35° Pellegrinaggio di fiducia sulla Terra” della Comunità di Taizé, in programma a Roma dal 28 dicembre 2012 al 2 gennaio 2013.

Organizzato dalla Comunità ecumenica francese, in collaborazione con il Vicariato di Roma e la Pastorale giovanile, l’incontro internazionale fa rivivere la volontà di frère Roger,  fondatore della Comunità, che sin dal 1940 auspicava ad un cammino delle nuove generazioni “sui sentieri della fiducia tra le persone, i popoli e Dio”.

L’iniziativa avviene ogni anno, a fine anno, in una capitale d’Europa. Dopo l’incontro del 2011 a Berlino, approda ora nella Capitale per concludere l’anno passato e inaugurare il nuovo nel segno della convivenza pacifica e della speranza per il futuro.

La folla di pellegrini vivrà intere giornate di preghiera nelle chiese locali e  visiterà le grandi basiliche romane e le tombe degli Apostoli. Sabato 29 dicembre, alle 18, poi verrà accolta da Benedetto XVI per una preghiera comune in piazza San Pietro.

Il programma dell’evento è stato presentato, questa mattina, nella sala Rossa del Vicariato di Roma alla presenza del cardinale Vicario Agostino Vallini, del sindaco di Roma Capitale, Gianni Alemanno e di frère Marek e frère David della Comunità di Taizè.

“Questo pellegrinaggio invita i giovani a riflettere sulle realtà del mondo a partire dal loro esser cristiani per rispondere a domande provocatorie” ha dichiarato il cardinale Vallini. “È possibile essere un segno di fiducia nella società di oggi?” ha chiesto il porporato; “apparentemente sembra di no, invece i giovani possano cambiare l'atmosfera di una società”.

In un momento, infatti, “nel quale il pericolo della frammentazione, di una vita all'insegna del ‘si salvi chi può’, può caratterizzare l’esistenza dei popoli – ha proseguito – il fatto che migliaia di giovani, nonostante la crisi e gli interrogativi sul futuro, vengano a Roma e dicano vogliamo essere un segno di fiducia è un messaggio di grande umanità e positività”.

La fiducia è, dunque, “il tema più urgente per il mondo di oggi” ha affermato il cardinale Vicario. Senza di essa “è difficile stabilire relazioni umane che aspirano alla pace”. Basti pensare “alle porte blindate delle nostre case, al continuo sospetto che nutriamo verso l’altro”. “L'uomo, invece, è chiamato a costruire un mondo di pace basato sulla fiducia” ha concluso il cardinale.

Proprio perché animati da questa idea circa 40.000 ragazzi hanno espresso la volontà di venire nella Capitale, ognuno proveniente da un mondo, un movimento, una confessione o una cultura totalmente differente, uniti però dalla volontà di dire in partenza “io mi apro a te e spero che tu ti apra a me”.

L’esperienza dell’evento promosso dalla Comunità di Taizé porta con sé, inoltre, il valore dell’accoglienza, che si è tradotta, in questo caso, nel forte impegno delle comunità parrocchiali, delle famiglie e della città di Roma, come ha ricordato Gianni Alemanno.

“Si tratta di una esperienza molto forte e particolare - ha detto – per cui  abbiamo offerto il massimo dei servizi che Roma può offrire agli eventi di natura religiosa che abitualmente ospita: dai trasporti, all’appoggio logistico al Circo Massimo dove verrà allestita la ‘tendopoli’ che sarà il punto di riferimento dei ragazzi”.

Questo è un aspetto “solo materiale” ha aggiunto il sindaco. “La vera notizia non è quello che farà il comune di Roma, ma le famiglie che già numerose si sono rese disponibili ad ospitare questi giovani che vengono a pregare, visitare le Basiliche e incontrare il Santo Padre”.

“Accogliamo questi ragazzi come atto di dono per la città – ha esortato il primo cittadino – certi che porteranno a chiunque li incontrerà un’esperienza di rinnovamento spirituale che aiuterà a vivere il Natale non solo in un’ottica consumistica”.

Oltre alle numerose famiglie che hanno aperto le proprie case per dare vitto e alloggio ai pellegrini, sono tante le parrocchie nella periferia di Roma che hanno assicurato un posto a circa 100 ragazzi ciascuna.

Un’accoglienza “positiva e quasi commovente” hanno sottolineato frère Marek e frère David, che però ancora non basta. Il numero di giovani cattolici desiderosi  di partecipare continua infatti a crescere ogni giorno.

A questo si è aggiunto anche un nutrito gruppo proveniente da Paesi ortodossi come Russia, Romania, Serbia e, in particolare, Ucraina, che ha già registrato 3.000 adesioni. Anche alcuni Paesi per lo più protestanti come Germania, Svizzera e Inghilterra hanno assicurato la loro presenza e si prevede la partecipazione di  molti cittadini romani.

“L’incontro è libero e apre a tutti la possibilità di stare insieme riuniti intorno a Cristo, vivendo momenti di preghiera e condivisione” hanno detto i frati di Taizé. “C’è bisogno di tanti posti però”. Pertanto “contiamo sulla ospitalità delle famiglie romane e aspettiamo che aderiscano anche altre comunità e parrocchie”.

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Chi vuole ospitare i giovani partecipanti al “35° Pellegrinaggio di fiducia sulla terra” può rivolgersi alla parrocchia più vicina o al centro di preparazione della Comunità di Taizé in via Orione, 8 (Roma).
Oppure è possibile compilare il modulo di adesione sul sito: http://www.taize.fr/it

Per il programma completo dell’evento cliccare su http://www.taize.fr/it_article14173.html