Più forte della crisi, la carità

La testimonianza di padre Aldo Trento, missionario fra i malati terminali delle favelas di Asunción

| 813 hits

ROMA, sabato, 1 dicembre 2012 (ZENIT.org) - Padre Aldo Trento, il missionario italiano che in Paraguay ha rilanciato l’esperienza delle reducciónes come alternativa alle favelas accogliendo e dando istruzione ai bambini e fondando una clinica per malati terminali con richieste di assistenza da tutto il Paese, è stato per pochi giorni in Italia.

Nelle scorse settimane, il missionario ha presenziato ad alcuni incontri-testimonianza, cogliendo l'occasione per presentare Rio Sole. Cronanche di "Santi" dal Paraguay, l’ultimo volume pubblicato con Ares disponibile in libreria.

Dopo aver celebrato la Messa a Trivolzio, sulla tomba di Riccardo Pampuri, il santo medico dei Fatebenefratelli cui Padre Aldo ha dedicato/affidato la sua casa di cura ad Asunción, il missionario ha preso parte a tre momenti pubblici. 

Venerdì 16 novembre, presso l’Auditorium di Casatenovo-Lc (Viale Parini 1) Padre Aldo ha dialogato insieme con il Dott. Camillo Candia, ad del gruppo Zurich Italia sul tema «Dio ha parlato. Ma come può saperlo l’uomo?». Come la fede cambia la vita, in un incontro organizzato dal Movimento di Comunione e Liberazione.

Domenica 22 novembre, a Cuneo (Sala Lanteri, Via Emanuele Filiberto 4, ore 16.30), anche qui su invito di CL, ha parlato de L’esperienza del Paradiso in mezzo al dramma della miseria umana. Mentre giovedì 22 novembre, infine, è stato ospite del Comune Città di Seregno e della Onlus Dazeroauno per un concerto del Gospel Choir Rejoice.

Il comune denominatore dei tre incontri è stata una riflessione sulla crisi attuale e di tutte le crisi umane alla luce dell’esperienza di fede tale da imprimere una speciale impronta di carità alla vita di padre Aldo, che ha poi finito per coincidere totalmente con la sua missione.

L’incontro con Padre Aldo, anche solo attraverso i suoi scritti ci pone immancabilmente a tu per tu con il mistero della vita e della morte, denudato da ogni sovrastruttura e ricondotto all’essenziale; ed è portatore di un valore unico proprio per questa trasmissione così diretta delle ragioni della fede, a partire dagli aspetti apparentemente più tragici e negatori della vita.

Traspare in padre Aldo, come in tante altre figure di missionari, una qualità di amore alla quale non siamo abituati: un amore disposto a bruciare la propria esistenza nel metterla a servizio degli altri, con coinvolgimento totale del proprio tempo, dei propri averi… e frutto di questa qualità è il conseguimento reale ed efficace di una forma di bene comune che forse la nostra società secolarizzata non è in grado di raggiungere per altra via. Il contributo anche culturale di questo missionario e del suo libro sta in questo diverso approccio alle persone e alla realtà.

"Rio Sole" è l’ultimo libro di padre Aldo Trento, che racconta dal principio la storia di come in Paraguay questo indomito missionario italiano abbia recuperato l’esperienza delle antiche reducciónes, dando vita a una nuova, prospera comunità cristiana.

Ma la forza di questo racconto e di questa esperienza sta nel fatto che padre Aldo, dando conto del quotidiano servizio agli ultimi delle favelas di Asunción, con particolare attenzione ai malati terminali, guarda ogni giorno la morte in faccia, ma sempre con la speranza che genera l’amore che lo anima.

Raccontando della morte in presa diretta, svelandone il lato naturale e umano, si fa qui «cultura della vita», con ragionamenti essenziali, ma efficaci, e puntuali rimandi alle riflessioni filosofiche e ai fondamenti della fede, con grande ricchezza di esempi evangelici. E il lettore, pagina dopo pagina, assisterà a un continuo miracolo, che non sta nella guarigione fisica dei malati assistiti nella Clinica della Provvidenza, ma nella Pace con cui queste persone, anche quelle che per tutta la loro esistenza sono state lontane da Dio e dai Sacramenti, affrontano il passaggio alla vita ultraterrena, veramente nell’abbraccio e nella certezza di Gesù Risorto.

L’esperienza che trapela dalle oltre cento lettere di p. Aldo, tutte inedite trasmette la febbre di vita che arde in quest’uomo semplice e appassionato che, davanti al dolore di tanti fratelli raccolti dalle miserie delle favelas di Asunción non fugge via, ma si pone con la faccia e le mani di un Altro.

Il parroco della parrocchia di San Rafael e il direttore della Clinica per malati terminali è, infatti, Lui, Cristo, il Rio Sole, la luce divina che splende su questa terra ancestrale e benedetta dove il popolo guaraní aveva trovato la sua tierra sin mal nelle reducciónes fondate dai padri gesuiti (note al grande pubblico per il film Mission, con Robert De Niro).

Oggi quel popolo vive in condizioni di schiavitù morale e fisica, ma ha trovato nell’opera di padre Aldo una nuova esperienza di vita comunitaria e cristiana sull’esempio di quegli antichi e splendenti insediamenti dei gesuiti. E il sole che splende sul Chaco, un tempo il loro territorio di caccia, si trasforma nell’Altro Sole, l’ostia dell’Eucaristia che splende nell’ostentorio con cui padre Aldo benedice tre volte al giorno i suoi malati.

Le cure mediche ad alto livello, le attenzioni umane, l’ordine e la pulizia fanno il resto; così la Clinica per malati terminali si trasforma per tanti nell’anticamera del Paradiso, mentre nel cortile gli oltre 300 bambini salvati dalla strada giocano, studiano, imparano un lavoro che darà speranza al loro futuro. 

A proposito del titolo scelto per il volume così annota il curatore – il giornalista di Famiglia Cristiana Alfredo Tradigo – nella sua Prefazione: «Nelle favelas padre Aldo è di casa e viene spesso a visitare i suoi “santi”, a tenere d’occhio quei bambini abbandonati che prima o poi adotterà, strappandoli alla miseria.

Da questi luoghi nascono le storie “estreme” raccontate in questo libro, storie di speranza che si riaccende come la luce di un accendino nel nero baratro dell’abbandono e della disperazione. E come tanti ex-voto le storie si allineano e fioriscono in queste pagine: dietro ciascuna volti, teneri germogli, fiori raccolti prima di appassire, corpi lavati, curati e resi belli. Volti che ormai fanno parte della vita di padre Aldo, sono la sua casa, la sua famiglia.

Una famiglia di santi dove “santo” appunto significa “salvato”. Uomini e donne e bambini che nella Clinica Divina Provvidenza hanno scoperto l’anticamera del Paradiso. Per questo sono “santi”. Perché il santo non è chi è senza peccato, ma chi, riconoscendo il proprio peccato, si lascia salvare da un Altro».

Per informazioni, presentazioni, richiesta di materiali (anche fotografici) e di contatti con l’Autore e il Curatore si prega di contattare l’Ufficio Stampa delle Edizioni Ares:

Dott. Riccardo Caniato, cell. 333.3584110, riccardo.caniato@ares.mi.it

Dott. Alessandro Rivali,  cell. 349.3344541, alessandro.rivali@ares.mi.it