Piviale, velo omerale e benedizione

Risponde padre Edward McNamara, L.C., professore di Teologia e direttore spirituale

Roma, (Zenit.org) | 480 hits

Nella sua consueta rubrica settimanale, padre McNamara fornisce oggi una risposta a due quesiti posti da un nostro lettore in Canada.

1) Bisogna usare un piviale e un velo omerale di colore viola per le benedizioni con il Santissimo Sacramento durante il tempo dell’Avvento e della Quaresima o devono essere sempre di colore bianco?

2) È vero che il prete o vescovo non dovrebbe impartire una benedizione alla presenza del Santissimo Sacramento esposto (oltre che con l'ostensorio)? Se ad esempio viene recitata la Liturgia delle Ore, che io sappia deve concludersi con "Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen”, piuttosto che con "Vi benedica Dio onnipotente...". -- P.S., Montréal, Québec (Canada)

Per quanto riguarda la prima domanda bisogna fare una distinzione. Il velo omerale usato per coprire l'ostensorio durante la benedizione o per trasportare la pisside o il ciborio, è sempre di colore bianco, durante l’intero anno liturgico. Un’eccezione parziale costituisce la celebrazione della Passione del Signore nella liturgia del Venerdì Santo, nella quale è consentito di portare l'Eucaristia per la comunione dalla cappella del Santissimo Sacramento all'altare usando un velo omerale rosso.

Diversa è la situazione per quanto riguarda il piviale. Per la benedizione viene usato di norma  il bianco. Tuttavia, se una solenne celebrazione della Liturgia delle Ore precede direttamente la benedizione, allora il celebrante può indossare sia il bianco che il colore liturgico corrispondente al giorno del tempo liturgico (rosso, viola, rosa o verde).

In questi casi, è a volte necessario cambiare i normali posti a sedere dei ministri in modo che presiedano la liturgia rivolti verso il Santissimo Sacramento esposto, anche se significa che celebreranno non voltati verso il popolo.

Per quanto riguarda la seconda domanda, è corretto che nessuna benedizione pubblica venga impartita in presenza del Santissimo Sacramento esposto. Il nostro lettore menziona la procedura corretta per la conclusione di una celebrazione delle Lodi o dei Vespri durante l'esposizione del Santissimo.

A questa norma c'è una piccola eccezione. Le attuali rubriche per l’esposizione e la benedizione indicano infatti che il celebrante "benedice l'incenso senza dire nulla" (Cerimoniale dei Vescovi, n° 1109). Questa è effettivamente una novità ed è l'unico caso di benedizione davanti al Santissimo Sacramento esposto.

Il probabile motivo di questo cambiamento è stato quello di semplificare e unificare il rito dell'incenso da infondere nel turibolo, eliminando le differenze tra le varie situazioni liturgiche, ad esempio l’utilizzo dell'incenso durante la Messa o durante una solenne celebrazione della Liturgia delle Ore.

Negli ultimi anni però non sono mancati i liturgisti che hanno chiesto di ripristinare la pratica precedente di non effettuare alcuna benedizione durante l'esposizione.

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I lettori possono inviare domande all’indirizzo  liturgia.zenit@zenit.orgSi chiede gentilmente di menzionare la parola “Liturgia” nel campo dell’oggetto. Il testo dovrebbe includere le iniziali, il nome della città e stato, provincia o nazione. Padre McNamara potrà rispondere solo ad una piccola selezione delle numerosissime domande che ci pervengono.