"Portare la gioia del Vangelo a ogni persona"

Intervento di monsignor Salvatore Fisichella nella conferenza stampa di presentazione della "Giornata dei movimenti"

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) | 426 hits

Alle ore 12.30 di oggi, si è svolta nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede la conferenza stampa di presentazione della "Giornata dei movimenti, delle nuove comunità, delle associazioni e delle aggregazioni laicali", che si terrà sabato 18 e domenica 19 maggio.

Pubblichiamo di seguito l’intervento di monsignor Salvatore Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione.

***

Nel cinquantesimo anniversario dall’inizio del Concilio Ecumenico Vaticano II non poteva mancare, per celebrare in maniera efficace l’Anno della fede, l’incontro con le realtà ecclesiali che sono uno dei frutti più evidenti del Concilio. Abbiamo scelto la vigilia di Pentecoste perché fosse ancora più immediato che la presenza nella Chiesa di oggi dei movimenti, delle nuove comunità, delle associazioni laicali e delle svariate realtà ecclesiali è il segno della presenza dello Spirito di Cristo Risorto che guida la sua Chiesa nell’opera di evangelizzazione. E’ sufficiente riprendere tra le mani alcuni dei testi più significativi del Vaticano II quali la costituzione sulla Chiesa,Lumen gentium, e il decreto sull’apostolato dei laici, Apostolicam actuositatem, per verificare l’impulso che il Concilio ha voluto dare ai cristiani laici per riprendere con entusiasmo e forza la loro presenza del tutto peculiare nel mondo contemporaneo. La ripresa di queste tematiche nel Sinodo del 1987 che sfociò nell’Esortazione apostolica del beato Giovanni Paolo II, Christifideles laici, è un’ulteriore conferma dell’attenzione che in questi decenni è stata dedicata al grande e coraggioso impegno di laici e laiche nella Chiesa e, con la Chiesa, nel mondo di oggi. L’ultimo sinodo sulla nuova evangelizzazione e la trasmissione della fede, infine, ha trovato espressioni di grande riconoscimento per l’inestimabile opera che queste realtà realizzano in diverse parti del mondo nei più svariati servizi in cui la Chiesa è presente.

Nell’organizzazione dell’Anno della fede, quindi, non solo era giusto dare voce alla multiforme e variegata voce di così tante realtà ecclesiali, ma soprattutto si è desiderato creare un momento di incontro, di preghiera, di condivisione e di ascolto che permettesse di vivere e riprendere con altrettanta forza e motivazione il cammino della nuova evangelizzazione. Tutte queste realtà, infatti, esprimono a pieno titolo l’impegno per la nuova evangelizzazione e trovano in questa espressione di Giovanni Paolo II il fondamento della loro azione ecclesiale e la motivazione per la testimonianza quotidiana di fede. Variano i nomi, le metodologie e gli strumenti che esprimono la ricchezza dello Spirito distribuita nei carismi propri di ogni iniziatore, ma l’obiettivo e le finalità restano identiche e comuni per tutti: portare la gioia del Vangelo a ogni persona. Dobbiamo verificare con grande gioia che la risposta dei movimenti, delle nuove comunità, delle associazioni e delle aggregazioni laicali non si è fatta attendere ed è stata da subito generosa e grande. Hanno già fatto giungere la loro adesione, infatti, oltre 120.000 persone. Si sono iscritte circa 150 differenti realtà ecclesiali provenienti dall’Italia, Argentina, Bielorussia, Brasile, Congo, Francia, Germania, India, Irlanda, Lituania, Malta, Messico, Nuova Zelanda, Polonia, Portorico, Slovacchia, Spagna, Stati Uniti, Svizzera, Trinidad, Tobago e tanti altri Paesi… certamente convergono da tutti i continenti e attestano la cattolicità della Chiesa che non conosce confini.

Il programma del 18-19 maggio prossimi è inserito all’interno di quello slogan che si è scelto per dare senso all’incontro: "Io credo! Aumenta in noi la fede". I pronomi personali attestano il significato sotteso. Ognuno nella fede è chiamato a pronunciare in prima persona la sua adesione a Cristo e alla Chiesa. E’ una scelta libera e personale che comporta la conferma della fede battesimale. Molti giovani, uomini e donne in queste realtà ecclesiali spesso hanno ritrovato non solo la fede un tempo perduta per strada o divenuta sterile e indifferente, ma hanno compiuto una vera conversione di vita. La fede, comunque, è anche un atto comunitario. E’ un "noi" che si carica del valore della comunità che è in primo luogo la Chiesa, la quale si rende visibile nelle diverse realtà che sono via e mediazione per esprimere la fede. L’"io credo", dunque, e la richiesta di crescere insieme, come un "noi" nella fede esprimono la pluralità e l’unità dei vari partecipanti.

L’incontro si svilupperà soprattutto nei giorni di sabato e domenica. Sabato, alle 7 del mattino inizierà per molti gruppi il pellegrinaggio alla tomba di Pietro nelle modalità che sono state già sperimentate negli eventi precedenti. Alle ore 15 inizierà in piazza san Pietro il momento dell’accoglienza e della riflessione con musiche e testimonianze. La presenza del famoso gruppo Gen Verde sarà di particolare attenzione. La conduzione è affidata a Lorena Bianchetti mentre il coro che animerà queste ore è stato composto per l’occasione da circa 150 persone scelte tra i diversi movimenti. Sette testimonianze di diverso tenore arricchiranno questo momento di attesa del Santo Padre che giungerà alle 18. La presenza di Papa Francesco sarà segnata da un momento iniziale di preghiera con l’intronizzazione dell’immagine della Vergine Maria Salus Populi Romani e dall’ascolto della Parola di Dio. Seguiranno due testimonianze molto significative. La prima, di John Waters, irlandese, scrittore ed editorialista. Ha iniziato la sua carriera giornalistica con la più importante rivista irlandese politico-musicale, Hot Press. E’ uno dei più grandi conoscitori della musica contemporanea, scrive regolarmente per The Irish TimesMail on Sunday; ha scritto commedie per teatro e radio, insieme a diversi libri. Meritano di essere ricordati Lapsed Agnostic (2008) e Beyond Consolation (2010) dove narra la sua fede ritrovata dopo anni di buio. La seconda, è quella di Paul Batthi, pakistano, medico chirurgo. Laureato all’Università di Padova, ha esercitato come medico di base prima in Pakistan e poi in Italia fino al 2011 anno in cui, come si sa, venne ucciso il fratello Shahbaz, all’epoca ministro per le minoranze del governo di Islamabad. In quello stesso anno è stato nominato Consigliere speciale per l’Armonia nazionale del Primo Ministro del Pakistan. E’ leader di All Pakistan Minorities Alliance. Dopo queste testimonianze, che riflettono l’esperienza di nuova evangelizzazione, Papa Francesco risponderà spontaneamente ad alcune domande che gli verranno rivolte da rappresentanti delle realtà presenti.

Mi piace ricordare che tra le persone presenti ci saranno diversi disabili, per alcuni dei quali è stato allestito anche un servizio di traduzione nella lingua dei segni per le persone non udenti. Saranno presenti anche i genitori di Francesco un giovane morto sotto le macerie della Casa dello Studente nel terremoto dell’Aquila e un consistente gruppo di Parlamentari italiani che da diversi anni si incontrano per la loro scuola di comunità, espressione di Comunione e Liberazione.

La s. Messa di Pentecoste sarà celebrata da Papa Francesco domenica 19 maggio alle 10.30, a cui farà seguito il tradizionale Regina Caeli della domenica da Piazza san Pietro.