Portavoce dei Vescovi statunitensi chiede sostegno per la “Holly’s Law”

Mira a bloccare l’approvazione dei farmaci abortivi

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WASHINGTON, D.C., lunedì, 6 febbraio 2006 (ZENIT.org).- Un funzionario del Segretariato Pro-Vita dei Vescovi statunitensi ha espresso sostegno per la “Holly’s Law”, legislazione che vuole bloccare l’approvazione governativa del farmaco abortivo RU-486.



“La Conferenza Episcopale sostiene decisamente la Holly’s Law”, ha affermato Deirdre McQuade, portavoce del Segretariato. “Ci opponiamo ad ogni aborto come eliminazione di una vita umana. Il metodo RU-486, però, aggrava questa offesa minacciando anche la vita e il benessere delle donne”.

La McQuade, insieme ai rappresentanti di altre organizzazioni che sostengono il disegno di legge, è intervenuta nel corso di una conferenza stampa svoltasi la scorsa settimana e patrocinata dai sostenitori di questa misura al Congresso.

“La Holly’s Law è un disegno di legge molto modesto”, ha osservato. “Prevede solo una sospensione temporanea dell’approvazione della RU-486 da parte della Food and Drug Administration di modo che il controllore generale possa verificare l’aderenza dell’organismo alle regole legali nel suo processo di approvazione del farmaco”.

“Se i sostenitori della RU-486 credono che l’FDA abbia rispettato la legge approvando la RU-486 per l’aborto, non dovrebbero avere niente da temere dalla revisione proposta”, ha affermato la McQuade. “Se, però, l’FDA ha infranto le regole per facilitare l’approvazione della RU-486, l’organismo ha valutato chiaramente la ‘salute’ dell’industria abortiva più di quella delle donne e bisognerebbe tenerne conto”.

Morte delle donne

“Dopo cinque anni di traumi e morti associate alla RU-486, la risposta dell’FDA è stata limitata ad una definizione del farmaco emendata e consultiva. Quante altre donne devono morire prima che sia rivista la legislazione relativa alla RU-486?”, ha chiesto la McQuade.

Il nome Holly’s Law è stato dato in memoria di Holly Patterson, una diciottenne californiana morta per choc tossico dopo che le era stata somministrata la RU-486. Otto donne sono morte negli Stati Uniti dopo aver abortito con questo farmaco.

Tra le altre organizzazioni che hanno partecipato alla conferenza stampa, figurano Concerned Women for America, Susan B. Anthony List, Family Research Council, National Right to Life Committee e Democrats for Life.