Portogallo: la rinascita sociale dipende da quella spirituale e morale

Il Vescovo di Leiria-Fatima presiede il pellegrinaggio al Santuario

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FATIMA, giovedì, 14 aprile 2011 (ZENIT.org).- Per il Vescovo di Leiria-Fatima, monsignor António Marto, la rinascita sociale necessaria al Portogallo di oggi dipende dalla rinascita spirituale e morale.



Il presule ha presieduto questo fine settimana il pellegrinaggio della Chiesa locale al Santuario di Fatima, “cuore spirituale della Diocesi”.

Secondo quanto ha reso noto l'Ufficio Comunicazione del Santuario, nella sua omelia, alludendo alla crisi che si vive in Portogallo e basandosi sulla liturgia della Parola di domenica, monsignor Marto ha fatto appello a una nuova cultura politica.

“Il Signore ci rivolge oggi questa parola come fece con Lazzaro, in questo momento di gravissima crisi che il Portogallo sta attraversando. Lazzaro vivi e vieni a me!”, ha detto.

“Siamo convinti che non ci sarà una vera rinascita sociale senza una rinascita spirituale e morale di tutti noi e della nostra società”, ha indicato.

E' necessario in primo luogo condurre “una vita più sobria, che rinuncia a un consumismo superfluo; una vita con più rigore, che rinuncia all'illusione di pensare che tutto sia facile; una vita con più responsabilità personale e sociale, che rinuncia a un'onda ingannevole di irresponsabilità che si è propagata nella nostra società”.

Monsignor Marto ha anche chiesto una nuova realtà politica nel Paese. “Non ci sarà rinascita sociale senza una nuova cultura politica, che si basi sui valori della verità, dell'onestà – che allontana ogni tipo di corruzione, onestà di coscienza e di costumi – e della trasparenza che non nasconde la verità della situazione al suo popolo”.

“Non ci sarà rinascita sociale senza una nuova cultura politica che sia capace di superare i particolarismi degli interessi, dei giochi di potere e dei privilegi di parte, e di vincere l'ossessione irrazionale e quasi demenziale di gettare le colpe gli uni sugli altri, il che non serve il bene dei cittadini, soprattutto dei più poveri, e non aiuta a costruire un clima sociale di fiducia”.

Per questo, ha concluso il Vescovo, serve una nuova cultura politica per trovare “vie di dialogo, di collaborazione e di consenso”, e sono necessarie nuove direzioni “che ci permettano di uscire dalla crisi di emergenza economica e sociale nella quale siamo sprofondati”.