Precisazione dei Vescovi italiani su laicità, Concordato e difesa della vita

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ASSISI, mercoledì, 16 novembre 2005 (ZENIT.org).- I temi della presunta ingerenza della Chiesa negli affari dello Stato italiano, il rispetto della laicità, la difesa della vita, la condanna della RU-486, e le richieste di riforma del Concordato tra l’Italia e lo Stato del Vaticano sono entrati nel dibattito dei 260 Vescovi riuniti ad Assisi per 55° Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI).



Nel corso di una conferenza stampa che si è svolta martedì 15 novembre, monsignor Giuseppe Betori, Segretario Generale della CEI, ha precisato che il tema della “laicità” è molto sentito dai Vescovi, visto che è stato oggetto di sei interventi che hanno fatto seguito alla prolusione pronunciata lunedì dal Cardinale Camillo Ruini, Presidente dell’episcopato italiano.

Il presule ha spiegato che non si cercano privilegi, ma che “con serenità si vuole una missione irrinunciabile e che non ci rende estranei alla realtà sociale e civile, ma che ci impegna a far emergere una valenza civile del cristianesimo”.

Monsignor Betori ha riferito che i Vescovi italiani hanno chiesto di “sviluppare il concetto di laicità positiva”, già espresso dal Pontefice Benedetto XVI. “Il cattolicesimo è convinto di essere un presidio di un vero umanesimo e noi sentiamo con più urgenza il bisogno di rispondere alle richieste di umanizzazione che ci vengono dalla società”, ha commentato.

Sui temi etici, il Segretario Generale della CEI ha ricordato il referendum parzialmente abrogativo della legge 40 circa la fecondazione assistita per mostrare come si sia realizzata una convergenza “di non credenti sul fronte della difesa della vita”.

In merito alla pillola abortiva RU-486, Betori ha invece ribadito che “per noi l’aborto resta una realtà da condannare: da questo punto di vista per noi va combattuta tutta quella linea che vede nell’aborto un diritto civile. L’aborto in sé non sarà mai per la coscienza cristiana un diritto civile”.

“Tutte le modalità che si iscrivono in questa direzione vengono da noi rifiutate in quanto inclinano verso una minore percezione della gravità morale dell’atto dell’aborto”, ha aggiunto.

A questo proposito il presule ha annunciato che il comitato “Scienza e Vita” attivo durante il referendum sulla procreazione assistita riprenderà la sua attività, in forma nuova.

Per quanto riguarda invece un eventuale revisione del Concordato, come richiesto dai Socialisti Democratici Italiani (Sdi) e dai Radicali, monsignor Betori ha affermato che
per la Chiesa italiana la discussione è già chiusa.

“Noi non sentiamo l’esigenza di aprire nessuna discussione al riguardo – ha commentato –. Né le forze politiche se non in maniera estremamente marginale, né le forze culturali né il sentire diffuso fra la gente pongono l’esigenza di aprire un dibattito sulla riforma o l’abolizione del Concordato”.

Nel corso dell’omelia pronunciata durante la Messa celebrata il 15 novembre ad Assisi, nella Basilica inferiore di San Francesco, il Cardinale Camillo Ruini ha commentato un brano biblico in cui si parlava della persecuzione contro Elisar, uno scriba dell’epoca dei Maccabei.

Il Presidente della CEI ha preso spunto da questa lettura per respingere le polemiche sollevate in diversi giornali sul ruolo e sull\'interventismo della Chiesa cattolica in Italia.
“Non si può troppo alla leggera parlare di persecuzione verso coloro che credono in Cristo – ha affermato il porporato –. Io di solito dico in modo un po’ scherzoso che le pallottole di carta in realtà fanno poco male, però la pressione può essere alta specialmente verso quei cristiani direttamente esposti in diversi ambiti”.

Ma, ha poi aggiunto il Cardinale, “la pressione può essere frutto non tanto di ostilità ideologica e piuttosto per il cristiano si tratta di resistere alla omologazione della nostra società”. Si tratta di una pressione “dolce, che nasce dai comportamenti diffusi e omologati”, veicolati dalla nostra società.