Preoccupazione per la prostituzione in Sudafrica in vista dei Mondiali di calcio

Il Cardinal Napier crede che la FIFA stia premendo per la sua depenalizzazione

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ROMA, mercoledì, 18 novembre 2009 (ZENIT.org).- La Chiesa teme un'escalation della prostituzione in Sudafrica durante i Mondiali di calcio del 2010, il che faciliterebbe la diffusione del virus dell'Aids.

Il Cardinale Wilfrid Fox Napier, Arcivescovo della Diocesi sudafricana di Durban, a Roma in occasione dell'assemblea plenaria della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, ha espresso all'agenzia Fides i suoi timori.

"La preoccupazione più grande deriva da una possibile esplosione del fenomeno della prostituzione - ha dichiarato -. Mi sembra che la FIFA (Federazione Internazionale del Calcio, che organizza la World Cup 2010) stia facendo pressioni sul Governo sudafricano per decriminalizzare la prostituzione".

"Se questo dovesse avvenire, c'è da aspettarsi un forte aumento della diffusione del virus Hiv e dell'Aids", ha avvertito.

In vista dei Mondiali sudafricani, la Chiesa locale ha avviato un programma di sensibilizzazione sulla prostituzione e la tratta di esseri umani.

"Stiamo coordinando gli sforzi della Chiesa cattolica con quelli del Governo e di altre organizzazioni in vista dei Mondiali 2010", ha spiegato il porporato. "Abbiamo varato una compagna di sensibilizzazione e di prevenzione del crimine rivolta in particolare alle famiglie".

Purtroppo, ha riconosciuto, "vi sono troppi genitori che fanno finta di non vedere che i loro figli si dedicano ad attività illecite. Cerchiamo di collaborare con le famiglie e con le autorità per recuperare i giovani che hanno intrapreso la strada del crimine".

Il Cardinale ha anche commentato il vertice della FAO in svolgimento a Roma, affermando che "agli africani non servono gli OGM (Organismi Geneticamente Modificati), ma l'acqua".

"Dalle prime informazioni che ho potuto leggere sul vertice della FAO, ho l'impressione che questa organizzazione non conosca quelli che sono i veri problemi dell'alimentazione in Africa", ha ammesso.

"Abbiamo le nostre colture che crescono benissimo senza bisogno di modifiche genetiche, a patto che si dia loro l'acqua sufficiente. Insomma aiutateci a costruire pozzi, dighe e acquedotti; degli OGM non abbiamo bisogno".