Presentato a Roma il secondo corso su Esorcismo e preghiera di liberazione

Vengono affrontati anche fenomeni di devianza giovanile quali le sette sataniche

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ROMA, venerdì, 14 ottobre (ZENIT.org).- Come si diventa esorcisti? Quali sono le qualità richieste per affrontare un conflitto con il maligno? Come fare per distinguere la possessione malefica da ombre o problemi psicologici?



A queste ed ad altre domande cerca di rispondere il secondo corso su “Esorcismo e preghiera di liberazione” organizzato dall’Istituto Sacerdos dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e dal GRIS (Gruppo di Ricerca ed Informazione Socio-Religiosa).

Nel corso della presentazione del corso, svoltasi a Roma giovedì 13 ottobre padre Gabriel Gonzàlez, L.C., Direttore dell’Istituto Sacerdos ha spiegato che “Ci sono sfide pastorali nella realtà parrocchiale ed ecclesiale che hanno bisogno di un’analisi ed approfondimento: pensiamo alle mode sataniche fra i giovani, alle diverse sette che operano intorno alle nostre parrocchie, e, soprattutto, ai veri e propri fenomeni paranormali di tipo diabolico. Senza dimenticare anche i problemi psichiatrici che possono confondersi con realtà preternaturali”.

Giuseppe Ferrari, Segretario Nazionale del GRIS, ha raccontato che nella seconda metà dell’anno 2003, un sacerdote della diocesi di Imola, don Fabio Arlati, gli fece presente le difficoltà nelle quali si dibattevano i sacerdoti alle prese con i problemi di quelle persone che, entrate in qualche modo in contatto con il mondo dell’occulto e della magia, desideravano uscirne, oppure che si sentivano in qualche modo prese di mira dall’azione del demonio.

L’ostacolo più grande, nella risoluzione di tali problemi, era dato dall’impreparazione dei presbiteri che il più delle volte non si sentivano in grado o non si sentivano dotati degli strumenti necessari per venire incontro in modo adeguato alle esigenze delle suddette persone.

Fino a quel momento situazioni del genere erano state affrontate in modo occasionale da singoli sacerdoti, o in maniera sistematica da esorcisti incaricati a tal compito dal Vescovo della propria diocesi. In alcune diocesi erano state costituite anche commissioni formate da esperti in vari campi per affrontare il problema con un approccio pluridisciplinare.

“Dopo aver parlato con diversi esperti di varie università – ha precisato Ferrari – preparai un programma per un corso di livello universitario, rivolto ai sacerdoti, su ‘Esorcismo e preghiera di liberazione’, che affrontasse la tematica sia a livello teorico che pratico”.

Nell’aprile del 2004 Ferrari ebbe così modo di parlarne con padre Paolo Scarafoni, L.C., Rettore Magnifico dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, il quale accolse la proposta immediatamente.

Prendendo spunto dal caso del tecnico navale della Marina Britannica Chris Cranmer – il quale ha rivolto domanda al Ministero della Difesa al fine di rendere il satanismo riconosciuto all’interno delle Forze Armate –, Ferrari ha spiegato che i cultori del satanismo potrebbero affermare di sentire non rispettata la propria dignità di persona dall’esercizio di pratiche che tendono a scacciare quell’entità o quell’energia alla quale intendono rivolgere il loro culto.

“Proprio per questo è bene evidenziare che il rito dell’esorcismo rispetta pienamente la libertà e la dignità umana – ha sottolineato il Segretario Nazionale del GRIS –, non impone nulla a nessuno e non ha alcun effetto se non vi è adesione della volontà della persona a liberarsi da ciò che ritiene male e cioè dall’influenza o azione del demonio, vera o presunta che sia”.

Ferrari ha concluso auspicando che “sacerdoti ben formati e informati e convinti testimoni della propria fede, possano trarre incentivo da questo corso, ad essere guide illuminate e sprone per i laici a vincere con il bene il male in ogni occasione e in ogni ambito in cui operano”.