Presentato "Il Cammino di San Benedetto", la guida di Simone Frignani

Dialogo a più voci, a Subiaco, valorizzando l'Italia "minore"

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di Antonio D’Angiò

ROMA, lunedì, 9 luglio 2012 (ZENIT.org).- All’interno della bella Sala San Gregorio Magno dell'Abbazia di Santa Scolastica di Subiaco, con un dipinto a parete intera di metà seicento che ha fatto da sfondo agli interventi, si è svolta sabato 7 luglio la presentazione della guida “Il Cammino di San Benedetto – 300 Km da Norcia a Subiaco, fino a Montecassino a piedi o in bici” curata da Simone Frignani ed edita da Terre di Mezzo.

L’evento è stato condotto a buon ritmo da Alessandro Cannavò (capo redattore del Corriere della Sera), e ha mostrato anche l’impegno che le istituzioni e associazioni che operano sul territorio (Amministrazione Comunali di Norcia Cassino e Subiaco, Ente Parco dei Monti Simbruini, CAI Lazio) stanno profondendo per creare nuove forme di fruizione delle bellezze naturalistiche e artistico – religiose di questi luoghi della cosiddetta Italia minore.

Come spesso avviene per questa tipologia di pubblicazioni, il registro interpretativo degli interventi ha spaziato dall’approccio più prettamente spirituale a quello più tipico di una ricerca e disponibilità di informazioni per un “cammino” o “pellegrinaggio”.

Le riflessioni sui perché dell’aumento di questa pubblicistica; se questo possa significare anche una crescita della dimensione religiosa di tante persone e cosa cercano le persone nell’avvicinarsi non solo fisicamente a un monastero, sono state al centro degli interventi dell’Abate Meacci di Subiaco e del giornalista Giorgio Boatti, autore quest’ultimo dell’opera “Sulle strade del silenzio” edito da Laterza.

Entrambi hanno auspicato che tutto ciò non sia solo frutto di mode passeggere ma che ciò implichi anche un percorso che tenga le radici ben piantate nella spiritualità o nella ricerca di sé, come Boatti ha voluto ricordare raccontando i passaggi iniziali della sua vicenda personale e, quindi, del suo libro.

Soprattutto quando alla “comunità benevolente” percepita da Boatti all’interno dei monasteri, l’Abate Meacci - in modo volutamente più disincantato - ha ricordato invece la “torsione” che procura sull’intero territorio circostante la presenza di un monastero.

Il taglio dato al suo intervento dal giovane sindaco Francesco Pelliccia è stato quello di rimarcare non solo quanto il supporto a questi percorsi sia al centro della valorizzazione del turismo responsabile ma che, accanto a questo, sono in cantiere o già operative iniziative di valorizzazione sportiva del fiume Aniene (con manifestazioni di rafting) o anche di tipo museale che diano il dovuto risalto al legame tra Subiaco e la Stampa che, ricordiamo, qui ha visto i natali italiani.

Tra queste due dimensioni, spirituale da un lato e turistico - naturalistica dall’altro, hanno spaziato gli interventi di Simone Frignani, autore della guida, che ha anche raccontato come sia arrivato a questa idea e come l’abbia poi realizzata.

Il percorso, di circa 300 chilometri, con cammini medi giornalieri di 19 km. e un dislivello di 400 metri, parte da Norcia e poi, tra i centri più noti, attraversa Cascia e Leonessa, Subiaco, Arpino e Cassino.

Frignani, emiliano, dopo che nel 2008 ha compiuto il pellegrinaggio ortodosso del monte Athos e nel 2009 il cammino di san Francesco, con la sua mountain bike si è posto alla scoperta di questo percorso in precedenza non esistente e, dopo diversi tentativi, ha individuato quel tracciato che consentisse una dimensione del pellegrinaggio che non fosse solo fatica ma che, anche tramite un “dolce cammino” potesse la mente “spaziare partendo dalle gambe”.

All’interno della guida (e del sito www.camminodibenedetto.it), oltre ai tragitti e alle bellezze artistiche e religiose più note, sono segnate anche una serie di tradizioni locali che danno il senso profondo della varietà e ricchezza cultuale che si può incontrare lungo quello che, Frignani ha ricordato spesso, deve mantenere una sua importante connotazione spirituale.

E, tutto ciò, pur avendo come modello il famosissimo “cammino di Santiago” spagnolo, vede Frignani impegnato nella strutturazione di quella rete di percorsi del pellegrinaggio che intendono fare da reticolo ad altre forme di turismo, soprattutto ad altre forme di esperienza personale, riscoprendo anche il significato più intimo dell’italianità.