“Prima conosciamo le altre confessioni e religioni. Poi dialoghiamo”

Intervista al direttore di un nuovo Master in Chiesa, Ecumenismo e Religioni

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CITTA’ DEL VATICANO, mercoledì 25 maggio 2005 (ZENIT.org).- Prima di dialogare con le altre Chiese e religioni bisogna conoscerle, e conoscere anche la propria. È questa l’idea alla base del nuovo Master “Chiesa, Ecumenismo e Religioni”, un’iniziativa della Facoltà di Teologia dell’Ateneo Regina Apostolorum di Roma che inizierà ad ottobre.



Ne abbiamo parlato con il professor Joan-Andreu Rocha Scarpetta, direttore di questo nuovo programma, che insieme al decano della Facoltà di Teologia, P. Thomas Williams, LC, ha creato il Master.

Perché avete deciso di lanciare questo nuovo Master, quando ce ne sono altri sull’ecumenismo e il dialogo?

Rocha: Questo Master risponde alla necessità di conoscere meglio le religioni nell’odierno contesto mondiale, in cui la dimensione religiosa ha dimostrato la sua importanza, ma dove il relativismo spunta spesso per una mancanza di criteri.

Esistono altre iniziative di dialogo ecumenico e interreligioso, ma noi ci muoviamo sul livello che precede il vero dialogo, cioè sul piano della conoscenza degli altri. Il dialogo viene dopo.

Il Master si dirige piuttosto a persone che abbiano voglia e necessità di conoscere cosa sono e cosa credono le altre confessioni cristiane, le altre religioni, i movimenti religiosi alternativi (sette, New Age, ecc.), e cosa dice la Chiesa Cattolica in rapporto a loro.

In questo senso, il Master si colloca in completa sintonia con il desiderio del Papa Benedetto XVI, che ha assunto “come impegno primario quello di lavorare senza risparmio di energie alla ricostituzione della piena e visibile unità di tutti i seguaci di Cristo”.

Non esiste un pericolo che il tentativo ecumenico e il dialogo interreligioso danneggino la forza dell’evangelizzazione e lo spirito missionario?

Rocha: Dobbiamo distinguere: l’ecumenismo è molto diverso dal dialogo interreligioso, anche se il nuovo Master affronta ambedue gli aspetti. L’ecumenismo cerca la promozione dell’unità dei cristiani, divisi per motivi storici e dottrinali ma che hanno come punto di riferimento Gesù Cristo. È lo stesso Gesù Cristo che desidera che “tutti siano uno” (Ut Unum Sint).

Se i cristiani non sono uniti, è difficile che siano credibili al mondo. Senza ecumenismo, la missione e l’evangelizzazione sono deboli, perché puntano al di fuori senza aver risolto il problema dentro.

Da qui l’importanza prima di conoscere le altre confessioni, Chiese e comunità cristiane, per camminare dopo verso un dialogo che porti all’unità.

Il discorso del dialogo interreligioso è un’altra cosa: qui si tratta, come cattolici, di capire il perché della diversità religiosa, come fatto storico e culturale. Perché ci sono tante religioni? Qual è il senso di esse alla luce della Rivelazione di Cristo? Per arrivare a queste domande bisogna prima conoscere chi sono gli altri.

La conoscenza, insieme alla propria identità, è la base per il dialogo. Non ha senso dialogare quando non sai chi sei né chi sono gli altri.

La missione si fonda su questa conoscenza, ed il dialogo non è un sostituto di essa. Anzi: come ha accennato chiaramente il Magistero, il vero dialogo è un aspetto della missione, perché significa innanzitutto la testimonianza della propria fede. Non significa la perdita dell’identità, ma la riaffermazione delle propria identità religiosa di fronte agli altri, riconoscendo l’“alterità” dell’altro, ma allo stesso tempo la particolarità della propria fede.

Noi intendiamo fornire gli strumenti di conoscenza per un’ulteriore dialogo. Prima, conoscere. Dopo, dialogare. Una prospettiva del nuovo Master è presentare la dottrina della Chiesa Cattolica sulle confessioni cristiane ed il pluralismo religioso.

Il nuovo Master offre gli elementi previi ed indispensabili per avviare un dialogo ecumenico ed interreligioso fecondo, cioè la conoscenza basilare delle altre confessioni cristiane, delle altre religioni e dei movimenti religiosi alternativi, additando le somiglianze e differenze rispetto alla fede cattolica.

Come si svolgerà questo programma di conoscenza delle altre confessioni e religioni?

Rocha: Gli scopi del Master sono fornire gli elementi necessari per affermare e dare consistenza alla propria fede di fronte alle altre confessioni e religioni e conoscere la storia, dottrina, caratteristiche ed attualità delle altre confessioni cristiane, delle altre religioni e dei movimenti religiosi alternativi.

Per farlo, il Master si divide in due anni di lezioni che si terranno i mercoledì pomeriggio. Il programma è diviso in quattro moduli che comprendono lo studio comparato delle religioni, le confessioni cristiane e l’ecumenismo, le grandi religioni del mondo e il dialogo interreligioso, e i movimenti religiosi alternativi (sette, New Age, ecc.)

Come metodologia si punterà sulla presentazione delle confessioni cristiane e delle grandi religioni del mondo, mostrando i rapporti storici con queste e studiando i documenti magisteriali e teologici che esprimono le direttive e gli orientamenti di questi rapporti.

Accanto alle lezioni in aula, il percorso del Master comprende anche la lettura di testi offerti tramite Internet, complimentando così il lavoro in aula con la lettura di testi e documenti d’approfondimento.

Per il primo anno il programma include la presentazione dei grandi temi delle religioni presentati in modo comparativo (primo semestre) e la fede cattolica in rapporto ad altre confessioni cristiane, così come la Chiesa cattolica e l’ebraismo (secondo semestre). Il Master partirà ad ottobre 2005.

[Per ulteriori informazioni: andreurocha@upra.org]