Primo Congresso Mondiale degli organismi ecclesiali operanti per la Giustizia e per la Pace

Indirizzo introduttivo del cardinale Renato Martino

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ROMA, giovedì, 28 ottobre 2004 (ZENIT.org).- Aprendo il 27 ottobre i lavori del Primo Congresso Mondiale degli Organismi Ecclesiali operanti per la Giustizia e la Pace, il cardinale Renato Raffaele Martino ha illustrato il programma di lavoro degli oltre 300 delegati convenuti a Roma.



“È la prima volta che, nella breve storia del Pontificio Consiglio, si ritrovano tutti gli Organismi Ecclesiali che operano per la Giustizia e per la Pace”, ha constatato il presidente del Dicastero vaticano ad hoc rivolgendosi ai presenti all’incontro a porte chiuse, in corso presso l’Hotel Ergife fino al 30 ottobre.

“Con il cuore educato dagli insegnamenti del Vangelo del Signore Gesù, in questa sala è possibile quasi lambire con la mano il riverbero del miracolo dell’amore cristiano che, nei vostri Paesi, rende ognuno di voi prossimo ai tantissimi emarginati, esclusi, senza voce, senza dignità, senza cittadinanza e senza futuro che popolano il nostro mondo”, ha aggiunto.

“I poveri sono il nostro tesoro, - ha sottolineato il presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace - perché ad essi è per primi destinato il tesoro della buona novella di nostro Signore Gesù Cristo”.

Il tema conduttore dell’incontro è “Annunciare il Vangelo della Giustizia e della Pace”.

“Siamo qui per confermare una identità cristiana, ecclesiale e spirituale e per confermare l’opzione evangelica per i poveri e gli ultimi attraverso l’annuncio del Vangelo della giustizia e della pace”, ha aggiunto il porporato.

Dopo aver rinnovato, tramite il segretario di Stato, l’affetto e la gratitudine al Pontefice Giovanni Paolo II, “per la Sua opera e il Suo Magistero sociale, confermandoGli la nostra fedeltà e tutta la nostra filiale devozione”, Martino ha illustrato il programma che prevede una riflessione sui temi “la giustizia nell’era della globalizzazione”, “il nostro impegno per la pace”, “i diritti dell’uomo”.

Nella mattinata di venerdì 29 ottobre, si rifletterà sulla dottrina sociale della Chiesa come strumento più adeguato per illuminare con la luce del Vangelo le complesse realtà sociali, economiche e politiche della vita dell'uomo d’oggi.

A questo proposito Martino ha ricordato la pubblicazione del “Compendio della dottrina sociale della Chiesa” che al n. 63 afferma: "Evangelizzare il sociale è infondere nel cuore degli uomini la carica di senso e di liberazione del Vangelo, così da promuovere una società a misura dell'uomo perché a misura di Cristo: è costruire una città dell'uomo più umana, perché più conforme al Regno di Dio".
Nel pomeriggio di venerdì verrà affrontato un problema che Martino ha definito “assai importante”, “quello della nostra identità e quindi del profilo ecclesiale e spirituale del nostro impegno […] per un rilancio dell'azione pastorale della Chiesa nella realtà sociale”.

“L'obiettivo è chiaro”, ha sottolineato il porporato: “E’ quello di costruire una civiltà dell'amore in una quotidiana declinazione di quell’umanesimo integrale e solidale che da sempre la dottrina sociale propone”.

“Non ci si può fare carico dei problemi del nostro tempo senza lo strumento della dottrina sociale della Chiesa, ma non ci si può fare carico degli stessi se non ci sono Organismi Ecclesiali pastoralmente generosi, intellettualmente qualificati e spiritualmente motivati”.

Il cardinale ha annunciato che il Pontificio Consiglio pubblicherà un documento intitolato "L’azione pastorale della Chiesa nella realtà sociale", che porta due sottotitoli: "Instrumentum laboris" e "Direttorio".

"Instrumentum laboris", ha precisato Martino “perché siamo solo all’inizio di un lavoro di ricognizione e Direttorio perché conosciamo la meta finale del nostro lavoro. Il nostro Congresso sarà utilissimo per dare corpo e anima al testo”.

”L’ultima giornata sarà dedicata alle conclusione del Congresso, individuando piste di lavoro, rinsaldando collaborazione, rafforzando i propositi e ritrovando la freschezza dell’entusiasmo evangelico per le cause della Giustizia e della Pace”, ha quindi concluso.