Primo Congresso mondiale di radio cattoliche a Roma

Presentato dal presidente del dicastero per le Comunicazioni Sociali

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di Claudia Soberón

ROMA, mercoledì, 18 giugno 2008 (ZENIT.org).- Alla vigilia del Congresso delle radio cattoliche organizzato dal Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, il suo presidente, monsignor Claudio Maria Celli, ha esposto a ZENIT gli obiettivi dell'incontro, che si celebrerà all'Università Urbaniana di Roma dal 19 al 21 giugno. 

L'evento attende rappresentanti di 50 Paesi e circa 63 radio cattoliche provenienti da vari settori culturali, religiosi e politici.

"Abbiamo cercato di convocare queste persone per dialogare insieme, per riflettere, comprendere qual è l'identità e missione di una radio cattolica oggi nel mondo", ha affermato l'Arcivescovo nella sede del dicastero per le comunicazioni.

Il Congresso, ha osservato, promette attività che promuovano il dialogo tra i partecipanti: "i convenuti non ascolteranno solo delle conferenze, ma avranno occasione di dialogare fra di loro in base a ciò che propongono alcune tavole rotonde; quindi avremo dei temi, poi una tavola rotonda e un lavoro di gruppo, e sarà molto importante che tutte queste persone provengano da contesti diversi, dall'Asia all'Africa, dall'America Latina all'Europa all'Australia. Tutti questi si troveranno per discutere e riscoprire qual è la loro identità e qual è la loro missione". 

L'iniziativa, ha aggiunto, cerca di analizzare il presente guardando al futuro, e vuole che i partecipanti collaborino affinché "questo Congresso non sia un avvenimento che rimane legato soltanto a questi due giorni, ma qualcosa che guarda al futuro e mette in essere delle iniziative che a poco a poco rendano sempre più efficiente questo servizio di una radio cattolica nel mondo".

Un'altra grande sfida già operante nella realtà, ha osservato monsignor Celli, è che "oggi è innegabile che c'è una multimedialità e che interessa tutti i settori, come Internet. Oggi molte radio, compresa quella vaticana, possono essere ascoltate via Internet". 

"Credo che dobbiamo scoprire ancora di più cosa ci aspetta", ha osservato.

Monsignor Celli ha concluso ricordando che egli stesso segue molto la radio e i suoi contenuti: "Ascolto la radio, sento musica e notiziari. Alle volte mi è capitato di ascoltare conversazioni anche religiose. La seguo regolarmente".