Produrre di più e meglio consumando meno acqua

Proposte per lo sviluppo e l'innovazione duratura in agricoltura. Una buona pratica per un'ecologia umana

Roma, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 397 hits

L’agricoltura avanzata permette di produrre cibo per un numero sempre maggiore di persone, ma il consumo di acqua  dolce sta raggiungendo livelli difficili da sostenere. Secondo la Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO) l’agricoltura è il settore che in assoluto assorbe le maggiori quantità di acqua.

In Italia tra il 65 e il 70% del consumo idrico è attualmente assorbito dai campi, e si prevede che nei prossimi anni crescerà il ricorso all’irrigazione per far fronte alle necessità produttive del Paese. Solo per la maiscoltura i costi per l’irrigazione oscillano in media tra i 200 e i 400 euro ad ettaro, equivalenti al 15-25% circa di tutti i costi produttivi.

L’Italia vanta una delle più vaste aree agricole irrigue d’Europa, 4 milioni di ettari circa, con esigenze idriche variegate e di difficile gestione: il clima è variabile, si passa da estati siccitose a periodi contraddistinti da intense precipitazioni. Per questo motivo è necessaria una innovazione tecnologica diffusa con tecniche di irrigazione innovative per rendere più efficiente l’utilizzo dell’acqua in agricoltura, riuscendo nello stesso tempo ad incrementare quantità e qualità.

Tra le diverse soluzioni proposte sta suscitando un notevole interesse il progetto AquaTEK, nato ufficialmente nel 2013, ma la cui prima definizione del progetto risale al 2009. In quel periodo la società DEKALB del gruppo Monsanto stava progettando soluzioni per incrementare la resistenza alla siccità dei propri ibridi di mais, mentre gli agricoltori italiani erano alla ricerca di nuovi metodi per migliorare l’efficienza irrigua delle proprie aziende. L’incontro tra i due “gruppi” ha rappresentato la scintilla che ha dato vita ad AquaTEK, all’epoca denominato “Efficienza Irrigua”.

Nel 2013 si sono uniti al progetto un'altra società esperta nell’irrigazione a goccia, NETAFIM ITALIA, e l’Università degli Studi di Milano. La partnership ha permesso di mettere a sistema le più avanzate tecnologie e competenze in materia di moderna genetica e irrigazione con il rigore e l’indipendenza della ricerca pubblica italiana. Il progetto è nato da un partenariato pubblico-privato per promuovere un utilizzo efficiente e sostenibile, sia sotto il profilo ambientale, sia sotto il profilo economico e sociale, della risorsa acqua in maiscoltura.

Lo scopo dell’iniziativa è quello di produrre di più, incrementando il reddito del maiscoltore; gestire in maniera efficiente l’utilizzo di acqua, terra ed energia, risparmiando sui costi ed ottimizzando la gestione aziendale. In sintesi: aumentare la competitività e la sostenibilità dell’impresa agricola italiana. Il progetto prevede di ottimizzare i diversi metodi utilizzati in maiscoltura, e cioè irrigazione per scorrimento, irrigazione a goccia, nessuna forma di irrigazione.

Sono state installate da DEKALB delle sonde nei terreni delle aziende coinvolte nel progetto, vengono rilevate, zona per zona e in tempo reale, le dotazioni idriche dei suoli. Agli agricoltori vengono fornite informazioni dettagliate e continuamente aggiornate che consentono di valutare e modificare il modello irriguo impiegato, identificando al contempo l’utilizzazione delle sementi ibride più rispondenti alle caratteristiche agronomiche del terreno.

I risultati dei test sperimentali vengono esaminati e valutati sotto ogni aspetto – quantitativo, economico, sociale, ambientale – da ricercatori dell’Università degli Studi di Milano. Gli esperti valuteranno e suggeriranno agli agricoltori coinvolti nella fase di sperimentazione la combinazione ottimale semente-irrigazione-terreno per massimizzare le rese e minimizzare i costi. Un esempio per una buona pratica che va nella direzione dell’ecologia umana, dove lo sviluppo tecnologico non viene utilizzato per fini speculativi bensì è diretto al bene comune di produttori e consumatori.