Prof. Galot: Maria, “espressione nuova” del martirio

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ROMA, lunedì, 31 maggio 2004 (ZENIT.org).- “Maria è regina dei martiri, perché il martirio ha trovato in lei una espressione nuova, l'impegno in un dolore che tocca il fondo se l'anima è in unione con il dolore di Cristo crocifisso”, ha affermato il Professore Jean Galot, S.J., Professore Emerito della Pontificia Università Gregoriana.



A conclusione del mese dedicato alla Vergine Maria, pubblichiamo per intero il testo dell’intervento pronunciato dal professore belga nel corso della Teleconferenza promossa dalla Congregazione per il Clero , e trasmessa il 28 maggio scorso.


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Invocando Maria come Regina dei martiri, vogliamo riconoscere il posto eminente di Maria nell'opera di salvezza, in quanto questa opera suscita le offerte eroiche del martirio. II valore del martirio è stato particolarmente posto in luce da Gesù quando si e rivolto a Pietro: "In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi". L'evangelista aggiunge: "Questo gli disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio" (Gv 21, 18-19).

L'annuncio fatto a Pietro fa capire l'importanza del martirio come supremo dono che associa l'apostolo al destino del suo Maestro. Gesù aveva detto al suo discepolo: "Pasci le mie pecore". Per compiere pienamente questa missione di pastore, Pietro era chiamato a condividere il sacrificio della propria vita: "II buon pastore offre la sua vita per le pecore" (Gv 10,11).

La predizione del martirio e stata più specialmente pesante per Pietro perché, nel primo annuncio della Passione, Pietro aveva reagito con violenza; si era ribellato e aveva chiesto che 1'avvenimento doloroso fosse tolto dal programma, ma fu rimproverato da Gesù: "Tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini"( Mt 8,32) Dopo, aveva capito che la prova era necessaria nel compimento della missione. L'annuncio del future martirio conferma questa verità.

Possiamo osservare che le circostanze dell'annuncio suscitarono riflessione nella mente di Pietro, con il paragone fra la sua sorte e quella del discepolo prediletto: quando Pietro aveva chiesto a proposito di Giovanni: "Signore, che cosa sarà di lui?" (Gv 21,21). aveva ricevuto una risposta che mostrava un destino molto diverse dal martirio: "Se voglio che egli rimanga finche io venga, a te che importa?" Secondo la volontà di Cristo, l'apostolo Giovanni non avrà una morte violenta, ma dovrà aspettare la venuta di colui che l'ha chiamato e che, al momento scelto da lui, porrà fine alla sua vita sulla terra.

Il destino assegnato a Giovanni ci dimostra che non tutti gli apostoli hanno terminate la loro vita con il martirio, Esso ci aiuta a capire meglio che non era necessario per Maria dare una suprema testimonianza di martirio per essere pienamente unita con il suo Figlio nel compimento della missione redentrice,

E' certo che Maria ha offerto a Gesù la più alta partecipazione all'opera salvatrice e che questa partecipazione e stata piena di frutti per l'umanita. Ma questa partecipazione non comportava una condivisione nella crocifissione. Era appropriata al suo ruolo di madre. II dolore di Maria e stato quello del suo cuore materno. In questo senso ha vissuto un martirio non del corpo ma del cuore.

Da questo punto di vista Maria è regina dei martiri, perché il martirio ha trovato in lei una espressione nuova, l'impegno in un dolore che tocca il fondo se l'anima è in unione con il dolore di Cristo crocifisso. Questo dolore viene perfettamente offerto con una generosità senza riserva.

In Maria la partecipazione al sacrificio redentore viene segnata da un clima di serenità e di mitezza che conviene a un cuore materno. Talvolta le circostanze del martirio potrebbero risvegliare delle tentazioni di vendetta o di ostilità. Il cuore della madre di Gesù, nella sofferenza della croce, e rimasto pieno di compassione e di perdono. La partecipazione all'offerta del Salvatore e stata per Maria una partecipazione alla bontà del cuore mite ed umile di Cristo.

Sul Calvario, Maria ha dato una testimonianza superiore di carità, che corrisponde al significato fondamentale del martirio. II suo cuore materno traboccava di amore verso Cristo e verso tutta l'umanita.