Programma per la sterilizzazione dei “non idonei”

Con il pretesto della tutela dei figli

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di padre John Flynn, L.C.



ROMA, domenica, 12 settembre 2010 (ZENIT.org).- Un sociologo britannico ha recentemente sostenuto che le persone “non idonee” dovrebbero essere sterilizzate in quanto non in grado di crescere i figli in modo responsabile.

Il professor David Marsland, che insegna presso la Brunel University di Londra e l'Università di Buckingham, ha reso i suoi commenti nell'ambito del programma radiofonico Iconoclasts, della BBC Radio 4. Il programma è presentato come un luogo in cui poter “pensare l'impensabile”.

Secondo Marsland, i non idonei comprendono i tossicodipendenti, gli alcolizzati e la gente con problemi psicologici; persone che dovrebbero essere definitivamente sterilizzate, al fine di evitare fenomeni di abuso o abbandono di minori, ha affermato.

Quando la gente presenta i predetti problemi e quando questi persistono nonostante un trattamento della durata di cinque anni, allora i fenomeni di abuso sui minori diventano probabili, ha osservato, aggiungendo che l'unica soluzione in questi casi è la sterilizzazione.

“A chi si è reso colpevole di questi reati dovrebbe essere impedito di fare altri figli e di moltiplicare le proprie vittime”, ha detto.

Dopo un'iniziale presentazione della sua posizione, si è svolto un dibattito con alcuni commentatori, provenienti dai servizi sociali e da altre realtà professionali, che hanno espresso forti critiche verso le sue proposte.

Ciò nonostante, quando alla fine dei 45 minuti di durata del programma gli è stato chiesto se il dibattito avesse cambiato le sue idee, ha risposto in senso negativo, dicendo che era ancora più convinto di prima.

“Noi non siamo a corto di persone, quindi non abbiamo bisogno di esercitare questo diritto di avere figli, sebbene sia un diritto; piuttosto le persone sono troppe”, ha concluso.

Marsland non è l'unico a proporre misure così drastiche, anche se in passato se ne è parlato principalmente in relazione ai tossicodipendenti e agli alcolizzati.

Sterilizzarsi per soldi

Nel 1997, negli Stati Uniti è stato creato da Barbara Harris un programma chiamato Project Prevention. In questa iniziativa si assicura la somma di 300 dollari (240 euro) ai tossicodipendenti che acconsentono a fare uso di contraccezione di lungo periodo o a essere sterilizzati.

Secondo il loro sito Internet, l'organizzazione si sta aprendo a livello internazionale e due membri si recheranno nel Regno Unito alla fine di settembre per lavorare su un documentario e per prendere contatti.

Un articolo pubblicato il 17 aprile sul sito Time.com ha preso in esame il lavoro svolto da Project Prevention, affermando che ad oggi l'organizzazione ha lavorato con 3.371 tossicodipendenti negli Stati Uniti. Di questi, 1.253 hanno accettato di essere sterilizzati, mentre gli altri hanno optato per la contraccezione.

L'articolo ha anche riferito delle critiche sull'apertura al Regno Unito. “Le loro pratiche sono moralmente disdicevoli e irrilevanti”, ha detto Simon Antrobus, direttore di Addaction, un ente londinese dedito alla cura delle dipendenze da droga e alcol.

Un 'organizzazione statunitense, la National Advocates for Pregnant Women (NAPW), ha accusato la Harris di diffondere “propaganda pericolosa”, secondo quanto riferito dalla BBC l'8 febbraio.

Secondo il servizio, la NAPW ha considerato l'attività della Harris come ingegneria sociale, che identifica una categoria di persone come non idonee ad avere figli. Le critiche sono arrivate a paragonare l'attività di Harris al programma eugenetico nazista, che aveva come fine quello di sterminare non solo gli ebrei, ma anche gli zingari e i malati mentali.

Il viaggio della Harris nel Regno Unito per promuovere il suo lavoro, nel maggio scorso, ha innescato ulteriori reazioni negative. Una donna scozzese si è rivolta alla polizia dopo essere stata avvicinata da rappresentanti di Project Prevention, secondo quanto riferito dalla BBC il 23 maggio.

La donna, di nome Deborah Wilson, è stata avvicinata mentre usciva da una clinica. Le sono state offerte 200 sterline (240 euro) se avesse acconsentito ad essere sterilizzata. La donna ha risposto di non essere una tossicodipendente e di essere semplicemente uscita dalla clinica dopo una visita dal suo medico. Ha aggiunto che era accompagnata da suo figlio di nove anni e che quelle persone non avrebbero dovuto presentare la questione davanti a lui.

Queste critiche così incisive non hanno sortito alcun effetto deterrente sulla Harris. Secondo un articolo sul suo lavoro, pubblicato il 12 giugno dal quotidiano britannico Guardian, Project Prevention ha in programma di iniziare a lavorare ad Haiti.

“Offriremo iniezioni di 'depo' ogni tre mesi alle donne, in cambio di buoni pasto”, ha detto la Harris al Guardian. “Depo” si riferisce al farmaco ormonale Depo-Provera, che viene utilizzato come metodo contraccettivo.

Handicappati

Non sono solo i tossicodipendenti o i malati mentali ad essere nel mirino. Poco dopo la diffusione radiofonica del programma con Marsland, un giudice inglese ha negato a un'amministrazione locale la possibilità di sterilizzare una donna che risultava avere un basso quoziente intellettivo.

Il tentativo dell'autorità locale era quello di fare in modo che la polizia prelevasse questa donna sposata (che vuole mantenere l'anonimato) da casa e la facesse sterilizzare sotto sedazione contro la sua volontà, secondo quanto riferito dal quotidiano Telegraph del 18 agosto.

Il giudice Bodey ha convenuto sulla sua incapacità mentale di prendere decisioni importanti relative alle sue cure mediche. Tuttavia, ha affermato che il tentativo di impedire alla donna, di 29 anni, di avere figli “presenta forti dubbi di ingerenza dello Stato nella vita privata e familiare”.

Qualche mese fa, un tribunale in Australia si è espresso in senso opposto. Il Family Court ha dato il via libera ai genitori di una bimba di 11 anni, fortemente disabile, per sottoporla ad isterectomia, secondo quanto riferito dal quotidiano Australian del 9 marzo.

“È sempre solo sulle ragazze disabili”, ha detto Carolyn Frohmader, direttrice di Women with a Disability Australia. La sua organizzazione ha lavorato per anni a favore di un divieto della sterilizzazione delle bambine disabili.

“Quando si guardano i casi, si vede che non sono mai i maschi, per quanto mentalmente disabili, a dover essere sterilizzati”, ha sottolineato.

I genitori della bambina sostengono che le mestruazioni le innescano delle crisi epilettiche e vorrebbero sottoporla ad isterectomia per alleviare la sua sofferenza.

Eugenetica

Mentre queste richieste di sterilizzazione possano sembrare solo l'espressione di un piccolo gruppo estremista, sono in realtà la mera conseguenza logica di una mentalità eugenetica che si è rapidamente diffusa negli ultimi anni.

Un chiaro esempio di ciò è la reazione delle donne in gravidanza quando dalle analisi risulta che il feto è affetto dalla sindrome di Down.

Recenti dati relativi allo Stato australiano di Victoria mostrano che il numero delle donne che pongono fine alla loro gravidanza dopo aver scoperto che i loro bambini sono Down è quasi triplicato nell'arco di un decennio.

Secondo un articolo pubblicato il 22 luglio 2006 sul quotidiano Herald Sun, vi sono state 146 interruzioni di gravidanza. Di queste, cinque erano interruzioni tardive per sindrome di Down, mentre nel 1995 erano salite a 54. Il numero degli aborti per sindrome di Down è stato pari al doppio dei bambini nati con la sindrome.

Il giorno precedente, il quotidiano aveva riferito di due coppie dello Stato di Victoria che avevano fatto causa ai medici per non aver diagnosticato la sindrome di Down durante la gravidanza, negando loro così la possibilità di abortire.

L'altro lato della medaglia è il desiderio di avere figli che siano più intelligenti o più belli. William Saletan, in un commento pubblicato il 29 marzo sul sito Internet Slate, ha riferito dei risultati di un sondaggio svolto dall'Università di New York.

Secondo il sondaggio, il 10%-13% delle pazienti che cercano consulenza genetica vorrebbe selezionare gli embrioni a seconda dell'altezza, dell'intelligenza o della capacità atletica. “Questo è il numero di coloro che l'hanno ammesso”, ha aggiunto.

Saletan ha anche riportato un'analisi di Aaron Levine, professore del Georgia Institute of Technology. Levine ha esaminato gli annunci sui giornali universitari che cercavano donatrici di ovuli per fecondazioni in vitro. Un numero significativo di questi annunci offriva di più se le donne presentavano maggiori probabilità di generare figli più intelligenti o più attraenti, sulla base del curriculum accademico e dell'aspetto delle stesse donatrici.

Successivamente sono uscite notizie su un'organizzazione danese chiamata Beautiful People che offre servizi di fertilità. I membri dell'organizzazione, che vengono accettati solo se ritenuti sufficientemente attraenti, possono offrire il loro seme o i loro ovuli alle persone meno attraenti che vorrebbero migliorare l'aspetto dei loro futuri figli.

Una volta che si è persa la coscienza della profonda dignità di persona umana, il passaggio è breve, dal desiderio di un figlio intelligente alla sterilizzazione forzata dei “non idonei”.