Pronta per risorgere

Una ragazza racconta che i genitori vogliono divorziare

Roma, (Zenit.org) Maria Cristina Corvo | 434 hits

Buongiorno prof,

questa è la storia di una ragazza che era solare. Poi la partenza dalla sua amatissima terra e le lacrime di nostalgia, arrivarono insieme alle derisioni e le beffe dei nuovi “amici” e lei divenne vittima del panico e dell’ansia.

Ma un giorno decise che non voleva più soffrire, asciugò le lacrime e cercò di ritrovare il sorriso.

Ma i suoi genitori litigavano, si odiavano, mentre a scuola gli insulti per le sue origini continuavano. Lei urlò anche a Dio: “Basta! Non ce la faccio più!”

Per giorni non rivolse parola a nessuno, nemmeno a Dio: piangeva e basta. Stava chiusa nella sua camera e quando usciva indossava una maschera sorridente; ma dentro di sé, era il buio.

Un giorno, in una chiesetta, intonò un canto implorando il suo Papà di ascoltarla (visto che il padre terreno non la proteggeva più) e con il tempo la sua anima si rasserenò, ma poi arrivò la notizia: i suoi genitori volevano divorziare.

In casa si urlava e lei si sentiva sola. Non faceva altro che compiangersi e si rivolse ancora al Padre chiedendoGli “perché”.

Smise di mangiare; poi cominciò a mangiare a dismisura.. Un giorno guardò fuori dalla finestra e pensò a quanto poteva esser semplice volare via da questa vita.

Ma la paura e il desiderio di riprendere in mano il futuro, la fermò.

Quel futuro che le avrebbe portato la bruttissima sorpresa dell’esclusione dall’esame di maturità. Quello si che fu il suo fondo!

Si era ridotta a stare a testa china, sotto la pioggia.

Perché Dio aveva permesso tutto questo proprio a lei che amava così tanto leggere, imparare e scoprire cose nuove?

La ragazza partì per il Brasile, staccando la spina da tutto.

Conobbe persone eccezionali, che la ospitarono nella loro povertà e in quella semplicità ritrovò il sorriso!

Un giorno, mentre parlava con Dio davanti all’oceano, dentro di lei si sentì  pervadere da un’energia incontenibile! Ma tornata a casa, la ragazza doveva tornare a scuola ed affrontare tutto. Stava male, un mal di pancia l’attanagliava. Stava ricurva su se stessa, mangiava le unghie, la pelle e le labbra fino a farle sanguinare.

Impaurita iniziò il percorso scolastico.

I suoi minacciavano di separarsi e lei soffriva.

Era schernita da tutti perchè era “quella bocciata”e diversa.

Non era affatto facile. Di lì a breve avrebbe ceduto ancora.

Non so se mai quella ragazza avrà la sua vittoria e smetterà di soffrire almeno per un po’!

***

Carissima Manuela,

man mano che leggevo la tua lettera, aspettavo con ansia, il lieto fine; ma niente da fare.

Mi sembrava di stare sulle montagne russe: un momento in alto ed il momento dopo, verso il basso a tutta velocità!

Poi mi sono detta: ma questa è proprio com’è la vita!

Vivere bene è un’arte che va imparata con fatica, dedizione e pazienza.

Mentre leggevo le tue montagne russe, ripensavo anche alle mie montagne russe e riflettevo sul fatto che sta a noi scegliere se urlare o goderci il viaggio. 

Non aver paura delle difficoltà che incontri in questo cammino. Ricorda che l’aquilone si alza sempre con il vento contrario, mai con quello a favore!

La lotta interiore che tu stai facendo è la lotta che fanno tutti gli esseri umani che vogliono diventare “umani”;appunto!

Praticamente si tratta di partorire se stessi; solo che l’anestesia epidurale non c’è.

Che dolor!

L’obiettivo è grande: la gioia di vivere!

Avanti tutta quindi, perché sappiamo benissimo che per vedere l’arcobaleno bisogna sopportare la pioggia e guardare verso il cielo.

Non troverai mai arcobaleni se guardi sempre verso il basso.

E tu non avrai mica intenzione di fissarti verso il basso, vero?!

Il primo passo da fare in questo travaglio che porta alla (ri)nascita, è dare scacco matto al dolore, trasformandolo in occasione di crescita!

Il dolore, è democratico: ce n’è per tutti, ma è anche prezioso come l’oro!

Conosci l’antica arte giapponese del kintsugi?.

Praticamente quando un oggetto importante si rompe, quegli abili artigiani provvedono a ripararlo con l’oro. Una crepa riempita del nobile metallo rende il vaso caduto a terra ancora più bello e prezioso.

Credo che il dolore possa fare su di noi lo stesso effetto: impreziosisce la nostra vita rendendoci più belli.

In questo mondo dove tutti devono sorridere e divertirsi per forza, affermare che ogni lacerazione interiore può esser ricomposta con l’oro dell’opportunità, può sembrare assurdo.

Io vedo l’oro nell’amore, l’unica forza che ti spinge a guardare oltre il buio!

Amore per se stessi, per gli altri, per il creato, per Dio!!!

E’ l’amore che trasforma un dolore in opportunità, persuadendoci che la croce è destinata a trattenerci per tre ore, ma poi verrà la risurrezione.

Ed ogni resurrezione reca con sé la gioia di vivere!

Trasformare il dolore in fertilizzante per terreni interiori rinnovati; è faticoso, ma ne vale la pena! I frutti che nasceranno saranno la prova della nostra vittoria! 

Una mattina ci si alza e si dice a se stessi: «Ora basta: così non posso continuare. O trovo il modo di lasciarmi alle spalle le macerie del passato, oppure cado e non mi rialzo più».

E non fa niente se, a perdita d’occhio, non riusciamo a vedere niente di incoraggiante o di rasserenante.

Autodisciplina, autostima e forza interiore saranno ingredienti preziosi concederci un’altra possibilità!

Cara Manuela, la tua resurrezione non è tutta nel futuro!

Ecco, sta per cominciare; è già iniziata!

Proprio ora!

Festeggia la tua Pasqua, e chiedi a Gesù di farti risorgere con lui, perché solo Lui potrà dire, ogni giorno della tua vita: “Togliete la pietra che tiene chiusa Manuela!”

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Per ogni approfondimento: www.intemirifugio.it