Proposta del Papa per la Chiesa in America Latina: costruire discepoli

Spiega monsignor Héctor Gutiérrez, Vescovo di Engativá (Colombia) e membro del CELAM

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APARECIDA, giovedì, 15 giugno 2005 (ZENIT.org).- “Noi, membri della Chiesa cattolica, siamo impegnati, attraverso la nostra predicazione, la nostra azione sacramentale, liturgica, ministeriale, a costruire discepoli”, ha affermato un Vescovo membro del CELAM (Consiglio Episcopale Latinoamericano).



E’ questa la proposta di Benedetto XVI per l’America Latina, ha detto monsignor Héctor Gutiérrez, Vescovo di Engativá (Colombia) e membro del Dipartimento per le Comunicazioni del CELAM.

Il tema scelto dal Papa per la V Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi, che si svolgerà dal 13 al 31 maggio 2007 ad Aparecida (Brasile), è proprio “Discepoli e missionari di Gesù Cristo perché i nostri popoli in Lui abbiano la vita”

La grande riunione episcopale avrà luogo nel Santuario Nazionale di Nostra Signora Aparecida – patrona del Brasile –, che accoglie circa 8 milioni di visitatori all’anno. Benedetto XVI si recherà in Brasile per l’apertura dell’evento.

Nel contesto dei preparativi della V Conferenza, monsignor Gutiérrez ha concesso un’intervista collettiva questo martedì ad Aparecida (a circa 170 chilometri da San Paolo), insieme a monsignor Raymundo Damasceno Assis, Arcivescovo di Aparecida, monsignor Baltazar Porras, Arcivescovo di Mérida (Venezuela) e Oresidente del Dipartimento per le Comunicazioni del CELAM, padre David Gutiérrez, Addetto stampa del CELAM, e padre Sidney Fones, Segretario esecutivo del CELAM.

Secondo il Vescovo di Engativá, è necessario costruire “uomini e donne che ascoltino la parola di Dio, la meditino, riflettano su di essa e l’incarnino nel modo di comportarsi in ambito lavorativo, nel calcio, nella famiglia, nel perdono, nella riconciliazione”, ha affermato.

“I Vescovi dell’America Latina vengono qui in Brasile, al Santuario di Nostra Signora Aparecida, per dire all’America che c’è una via d’uscita, che è possibile, e che la via è fare discepoli. Costruiamo uomini e donne che capiscano la parola di Dio e l’incarnino nel loro vissuto quotidiano, nell’amore per Dio e per il prossimo”, ha insistito il presule.

Secondo monsignor Gutiérrez, “alcuni di voi si chiederanno che importanza ha la V Conferenza per il Brasile, la Colombia, la zona meridionale. Che importanza ha in questo mondo di trattati di libero commercio? Cosa vogliono i Vescovi latinoamericani?”.

“La Chiesa non è indifferente alle questioni politiche, sociali, sportive, familiari, giovanili, economiche, ecologiche. Ciascuno nella Chiesa ha come compito fare presenza in America Latina”, ha osservato.

Il presule ha anche sottolineato che “la Chiesa ha i contenuti, d’amore, del perdono, dell’antropologia, della giustizia, dello sport… La sfida è come fare perché questi valori arrivino alla società, a tutte le persone che sono intorno alla Chiesa e che fanno o meno parte di lei”.

“E’ necessario trovare le vie perché la persona che ascolta il messaggio della Chiesa lo capisca, lo mediti e lo metta in pratica. Dobbiamo riuscire in questo, perché la parola di Dio è l’unica via che l’America Latina e il mondo hanno per trovare la soluzione ai problemi della giustizia che viviamo”.

Di fronte alla difficoltà di far sì che il messaggio della Chiesa penetri nel nostro cuore e nella vita quotidiana di ogni persona, monsignor Gutiérrez ha spiegato che molte volte “parliamo su una diversa lunghezza d’onda rispetto alle persone”.

“Molti parlano con un linguaggio e la Chiesa con un altro. Le persone hanno una preoccupazione e la Chiesa non risponde a questa preoccupazione. Questo è il nostro compito: sintonizzarci, metterci d’accordo”, ha continuato.

“Parliamo nella lingua delle madri, dei giovani, degli sportivi, dei poveri, dei ricchi; studiamo e domandiamo. Tu cosa vuoi? Cos’hai nel cuore? Qual è la tua preoccupazione? Questo per cercare una risposta e la proposta che la Chiesa farà. E’ un processo lungo, in cui la Chiesa si impegnerà. Non è facile, ma ci riusciremo”, ha affermato.

Il Dipartimento per le Comunicazioni del CELAM lavora da un anno alla formazione di un’équipe di comunicazione della V Conferenza con tutti i mezzi di comunicazione della Chiesa e alcuni privati di tutto il continente, come ha spiegato monsignor Baltazar Porras.

“La base di sostegno di ogni rete di comunicazione, però, è quella brasiliana e quella che esiste qui ad Aparecida”, ha detto l’Arcivescovo di Mérida. “Per noi è una gioia constatare che c’è una struttura abbastanza ampia, con una grande qualità tecnica”, perché il messaggio echeggerà non solo in America Latina e nei Caraibi, ma in tutto il mondo, ha infine concluso.