"Proteggere i bambini in qualunque contesto sociale"

L'intervento di monsignor Tomasi alla XIX sessione del Consiglio dei Diritti Umani

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di Anne Kurian

ROMA, giovedì, 15 marzo 2012 (ZENIT.org) - Il fenomeno degli abusi sessuali di cui i bambini sono vittime deve essere combattuto efficacemente in qualsiasi società. È questa l’esortazione dell’arcivescovo Silvano M. Tomasi, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite a Ginevra.

Il presule si è espresso il 9 marzo scorso nel quadro della 19a sessione del Consiglio dei Diritti Umani, durante un dibattito sulla violenza sui bambini.

Mons. Tomasi ha chiesto di affrontare la piaga degli abusi sessuali in tutta la società, riconoscendo il fenomeno “onestamente” e prevenendolo “effettivamente” per proteggere “la sicurezza e la salute fisica ed emotiva” dei bambini che “rappresentano il futuro della società”.

Il presule ha espresso la “profonda preoccupazione” della Santa Sede per i bambini, il cui benessere “fisico, emotivo e spirituale” è “gravemente ferito”, quando subiscono tali violenze.

Mons. Tomasi ha deplorato che “300.000 bambini siano coinvolti in più di 30 conflitti nel mondo”. Vengono – ha denunciato il rappresentante diplomatico vaticano - reclutati “brutalmente” come “combattenti, messaggeri, cuochi, guardie e per rapporti sessuali forzati”. E “115 milioni dei 215 milioni di bambini lavoratori nel mondo sono utilizzati in lavori pericolosi”.

Tra tutti questi flagelli, la “violenza sessuale” è particolarmente “preoccupante” e richiede una extra attenzione da parte di tutti: “tutti i membri della famiglia umana devono condividere la responsabilità di proteggere nostri bambini”, aiutandoli a beneficiare della loro “dignità umana” ed accompagnandoli in modo “attento e sano” nel loro cammino di maturazione, ha chiesto l’arcivescovo.

A questo proposito, la Delegazione della Santa Sede si è dichiarata “estremamente consapevole” di azioni “molto deplorevoli” perpetrate da ministri religiosi che hanno “tradito i valori stessi che predicano”, commettendo “atti aberranti” su dei bambini.

L’Osservatore della Santa Sede ha assicurato che la Chiesa cattolica sta lavorando attivamente per prevenire tali abusi in ambienti religiosi, in particolare attraverso la creazione di una banca dati su Internet “per la protezione del bambino”, con l’obiettivo di aiutare le istituzioni con legami con la Chiesa cattolica.

Ha anche citato Benedetto XVI, augurando che “gli sforzi coscienziosi della Chiesa per affrontare questa realtà aiuteranno tutta la comunità a riconoscere le cause, la vera portata e le conseguenze devastanti dell’abuso sessuale e a rispondere con efficacia a questa piaga” (Discorso ai vescovi cattolici degli USA,26 novembre 2011).

Tuttavia, ha detto Tomasi, non bisogna illudersi pensando che il fenomeno dell’abuso sessuale sui minori si limiti “alle sole istituzioni”. Ha infiltrato “insidiosamente”, “tutti gli elementi della società”, ad esempio “il vicinato, il cerchio sociale immediato del bambino, la scuola, il luogo di lavoro, i centri di detenzione”, persino “l’interno della famiglia”.

Inoltre a questi rischi “tradizionali”, ha proseguito il presule, le “nuove tecnologie” sono da prendere in considerazione. Spesso “bombardano” i bambini di immagini ed informazioni “nocive e spaventose”. Oppure ospitano forum “manipolati”, a cui i bambini partecipano “ingenuamente”, diventando “preda” di persone che hanno motivi “egoisti e deleteri”.

[Traduzione dal francese a cura di Paul De Maeyer]