Pubblicati alcuni testi inediti sulla mistica di Etty Hillesum

Parla la curatrice dell’opera, suor Cristina Dobner

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CONCENEDO DI BARZIO (LECCO), venerdì, 2 febbraio 2007 (ZENIT.org).- È appena uscito nelle librerie un volume sull’intellettuale ebraica di origini olandesi Etty Hillesum (1914-1943), che rivela aspetti mai conosciuti in Italia di questa donna considerata una mistica del secolo XX.



Etty Hillesum. Pagine mistiche. Tradotte e commentate da Cristiana Dobner è una novità della casa editrice Ancora (www.ancoralibri.it, 158 pagine, 14 euro).

I testi sono stati curati da Cristiana Dobner, autrice di numerosi volumi di spiritualità. Nata a Trieste e laureata in Lettere e Filosofia, questa carmelitana scalza vive nel monastero di Santa Maria del Monte Carmelo a Concenedo di Barzio (Lecco).

Etty Hillesum ha lasciato pagine scritte dove traspare la sua tensione mistica e la sua esistenza intessuta di poesia, amicizia, grandi amori, persecuzioni e fiducia in Dio, ha spiegato a ZENIT suor Dobner, che è traduttrice dal tedesco, inglese, francese, spagnolo, ebraico e russo.

Nel suo saggio, Cristiana Dobner tenta non tanto di definire Etty Hillesum, “perché potrebbe risultarne una delimitazione e un impoverimento in una personalità tanto attratta dal simbolo e tanto creatrice sotto questo profilo, quanto di consentire al lettore di poter gustare il contatto con una donna sensibile e capace di esprimere il suo sentire profondo”.

“Etty è come un pesce che risalga la corrente di un fiume impetuoso e travolgente e che, per riuscirvi, scopra la corrente sotterranea, nuotando con tutte le forze per vincerla, ma godendo insieme della pace del fondale, senza degnare di uno sguardo lo spumeggiare delle onde di superficie”, spiega la carmelitana ricorrendo a un’immagine.

Sulla categoria “mistica” attribuita alle pagine inedite trovate dalla Hillesum, suor Cristiana ha confessato a ZENIT che “l’accezione di mistica indubbiamente condiziona la mia risposta, in questo specifico contesto ritengo ‘mistica’ quella pagina che riesce a comunicare l’irruzione di Dio nel proprio interiore. Si tratta di pagine che rispecchiano una Etty che si osserva e ritrova altro e Altro da sé”.

Circa la notevole produzione letteraria lasciata da Etty, la suora carmelitana ha parlato di una urgenza interiore di condividere con gli altri: “La sua è una consapevolezza che è stata uno sprone, ma poggiava su di un talento naturale, sviluppato da una cultura rara e completa, in ambito letterario e poetico”.

“Etty non si considerava mai da un punto di vista solipsistico – ha continuato – si avvertiva e si voleva in relazione, quindi il suo sé era proiettato anche alla e nella crescita degli altri”.

“Era una ragazza, come amava definirsi, che si stava allenando per diventare una scrittrice, ed ebbe l’umiltà di non accorgersi di essere, mentre lo diveniva, una scrittrice completa”, ha sottolineato.

Interpellata sul perché si dicesse di Etty Hillesum che “non sapeva inginocchiarsi”, suor Cristiana ha risposto che “Etty stessa, tale si considerava”.

“Per lei la posizione in ginocchio significava ed equivaleva ad accettare se stessa in relazione con Dio, aiutarLo diventando un’orante, nella certezza che ogni mezzo violento fosse distruttivo, mentre la crescita e lo sviluppo del gratuito, dell’amore donato, costituivano l’unica chiave per uscire dal gorgo di morte instaurato dal nazismo”, ha spiegato la suora carmelitana.

In queste pagine la Hillesum spiega la penuria di donne di spicco nel campo della scienza e dell’arte affermando che “la donna cerca l’uomo e non l’umanità” cui comunicare tutta la sua conoscenza e capacità creativa.

Suor Cristiana ha confessato a ZENIT di aver sorriso nel tradurre questa frase: “Io, oggi, così non penso, ma appartengo ad un’altra generazione, con alle spalle l’esperienza di molte altre precedenti”.

“Io preferisco parlare di persona, dove la distinzione fra uomo e umanità cade, mentre l’apporto della donna in tutti i rami dello scibile, può e pretende di passare per il suo essere donna che si pensa autonomamente e non attraverso lo schema mentale maschile o esclusivamente maschile”, ha affermato.

“Un’autonomia della donna, con tutta la sua capacità creativa, ora si sta sviluppando e sta dimostrando quante siano le donne di rilievo”, ha quindi fatto notare.