Pulire il cuore

Meditazione quotidiana sulla Parola di Dio

Roma, (Zenit.org) | 217 hits

Lettura 

«Un fariseo lo invitò a pranzo» (Lc 11,37). L’evangelista Luca colloca la denuncia dell’ipocrisia religiosa nel contesto di un pranzo nella casa di un fariseo. Nel Vangelo di oggi, Gesù dice apertamente che i suoi discepoli, a differenza dei farisei, non devono limitarsi a pulire l’esterno del bicchiere e del piatto. Questo brano viene dopo l’insegnamento sul cuore del discepolo ideale, che deve essere libero da cattive disposizioni (Lc 11,33-35). Torna l’eco dell’incontro di Gesù con la peccatrice in casa di un fariseo (Lc 7,36-50) e, nello stesso tempo, l’invito a non cercare i primi posti nelle mense (Lc 14,7-11). 

Meditazione

«Mentre stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo»: l’invito arriva mentre Gesù “spezza” la sua parola di maestro di vita. Gesù accoglie e si lascia mettere sul banco degli imputati: infatti, il padrone di casa si meraviglia che Gesù non fa le abluzioni previste dalle regole religiose. Ciò diventa occasione per andare al cuore della vita religiosa. Il fariseo non apprezza il dono della presenza di Gesù, ma si scandalizza della sua libertà interiore. «Stolti!»: è la risposta di Gesù alle accuse farisaiche. “Stolto”, nei libri sapienziali, è colui che rifiuta il comandamento di Dio assumendo un atteggiamento di presunzione e di disprezzo. Qui la stoltezza nasce dal fatto che i farisei pensano di poter rendere puro l’esterno senza aver purificato l’interno del cuore. Gesù ci chiede di passare dalla purità esteriore a quella interiore, fatta di misericordia, umiltà e comunione. Non possiamo fermarci a guardare le piccole cose, le regole minuziose che finiscono per allontanare dalla sostanza della legge. Bisogna uscire dal pregiudizio che ci porta a cercare di apparire migliori agli occhi degli altri per liberare il cuore da noi stessi. Gesù ci chiede di guardare gli altri con amore e tenerezza, non con l’occhio di chi cerca sempre di cogliere in fallo il fratello. La via per imparare a far questo è quella indicata dai profeti: “date in elemosina quel che c’è dentro”. Il cuore dell’uomo, “l’interno”, è rinnovato dalla conversione e dal distacco dai beni: allora diventa buono, generoso e passa da una religione del giudizio ad una religione della carità. La carità non è l’elemosina data a chi mi tende la mano per la strada, è il dono di noi stessi. Gesù si è donato a noi offrendo la sua vita: a noi è chiesto di rispondere con la stessa moneta, con il dono della vita. Una frase di Madre Teresa deve accompagnarci: “Amare non è tanto donare, quanto donarsi”. 

Preghiera

Spirito di Dio, roveto che arde e purifica le impurità del cuore, rendici capaci di amore per gli ultimi. Da’ alla Chiesa tenerezza e coraggio, lacrime e sorrisi. Rendici veri fratelli alla mensa eucaristica. 

Agire

Farò oggi un gesto di accoglienza “cordiale” verso coloro che incontrerò. 

Meditazione del giorno a cura di monsignor Pietro Maria Fragnelli, vescovo eletto di Trapani, tratta dal mensile Messa Meditazione, per gentile concessione di Edizioni ARTPer abbonamenti: info@edizioniart.it