Quando il satanismo non è solo un gioco

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ROMA, martedì, 8 giugno 2004 (ZENIT.org).- Ha destato molto scalpore il rinvenimento, nei primi giorni di giugno, tra Somma Lombarda e l'aeroporto di Malpensa, dei resti di due giovani milanesi Fabio Tollis e Chiara Marino, di 16 anni e 19 anni scomparsi il 17 gennaio del 1998.



Secondo gli inquirenti si è trattato di un omicidio rituale di una setta di nome le "Bestie di Satana" coinvolta in tre morti accertate e altre sospette.

Il caso ha richiamato drammaticamente l'attenzione sulla diffusione delle sètte sataniche tra i giovani. Un misto di rituali esoterici, concerti metal, droga, sesso e comportamenti autodistruttivi.

Per fare il punto sulla situazione ZENIT ha intervistato Carlo Climati, studioso di problematiche giovanili, autore di libri tradotti, in varie lingue, come: “I giovani e l’esoterismo” e “Il popolo della notte", entrambi pubblicati dalle Edizioni Paoline.

Quanto è diffuso il fenomeno del satanismo giovanile?

Carlo Climati: Si tratta sicuramente di un fenomeno in grande crescita e difficilmente controllabile. Lo definirei, soprattutto, un satanismo “fai da te”, che i ragazzi praticano partendo dall’ascolto di certa musica rock e navigando su Internet.

Naturalmente, non bisogna cadere nell’errore di generalizzare e condannare tutta la musica rock. Ma, nello stesso tempo, bisogna essere realisti ed accorgersi che, ormai, il rock satanico muove un giro d’affari di miliardi. Troppi cantanti diffondono la non-cultura della violenza, della droga e dell’odio.

In che modo un adolescente può entrare in contatto con il mondo del satanismo?

Carlo Climati: E’ un processo d'avvicinamento che avviene “a stadi”, e che si può facilmente spiegare con la grande familiarità dei giovani con le nuove tecnologie e i mezzi di comunicazione.

Il primo stadio, generalmente, è il semplice e banale interesse per un cantante “satanico”. Il giovane, in un primo tempo, acquista i suoi compact disc e si appassiona alla sua musica. Ma poi, sente il bisogno di saperne di più. Il secondo passo è la conoscenza dei testi delle canzoni e il conseguente approccio con una filosofia di vita trasgressiva.

Il terzo stadio è l'acquisto, da parte del giovane, di riviste musicali che parlano del suo cantante preferito. Ultimamente, su certi periodici rock, non si parla soltanto di musica, ma anche di satanismo ed esoterismo. A volte vengono perfino segnalati indirizzi di sette sataniche o siti Internet di cantanti legati al mondo dell'occultismo.

Così, per saperne di più, si entra nel quarto stadio: la ricerca su Internet. Partendo dalla semplice curiosità per i siti di cantanti di rock satanico si rischia, poi, di passare a un interesse per le pagine di vere e proprie sette, oppure per i gruppi di discussione frequentati da satanisti. Il quinto e ultimo stadio è il contatto diretto del giovane, attraverso l'e-mail, con una setta o con qualche cultore di magia nera.

Qual è la filosofia del satanismo giovanile?

Carlo Climati: Nell’analisi di questo fenomeno, è molto importante andare in profondità. Non bisogna soffermarsi solo sugli episodi di violenza, o sui macabri riti che vengono fatti nei boschi.

Mi interessa, soprattutto, sottolineare l’idea del “Fai ciò che vuoi”, un invito al relativismo morale e a una vita senza regole. E’ la presunzione dell’uomo che vuole mettersi al posto di Dio e vivere all’insegna del proprio egoistico piacere.

Inoltre, alla base del satanismo c’è la morte della speranza. L’invito a ripiegarsi su se stessi e a credere nel nulla, nel fatto che la vita sia soltanto una giungla in cui i più forti trionfano sui più deboli.

Purtroppo, molti giovani sembrano essere affascinati da certe orribili filosofie. Non è difficile incontrarli, di notte, fuori dai locali che propongono questo tipo di musica. In genere, sono vestiti di nero. Spesso hanno le braccia segnate da piccole ferite, che si procurano da soli.

Questi tagli sono un segno di resa, di pessimismo. Simboleggiano, forse, altre ferite più profonde, che sono quelle della vita di tutti i giorni. Una vita spesso segnata dall’incomunicabilità, dalla mancanza di dialogo in famiglia, dalle difficoltà nella scuola o nel lavoro.

Come si può combattere il fenomeno del rock satanico?

Carlo Climati: La soluzione sta nell’abituare i giovani ad avere un maggiore senso critico. I ragazzi non devono “bere” in modo passivo tutto ciò che dicono certi divi della musica rock. Dobbiamo aiutarli a riflettere, a capire, a rifiutare chi promuove la non-cultura della morte.

Non bisogna lasciarsi intrappolare da certe orribili filosofie. Se un cantante promuove la violenza, non dobbiamo più comprare i suoi dischi. Rivolgiamo i nostri applausi a quegli artisti che comunicano messaggi positivi e in favore della vita. I buoni esempi non mancano. Basta cercarli.

E’ questa la strada da percorrere per cambiare gli equilibri del mercato discografico. Un mercato spesso spietato, che punta a fare soldi sulla pelle dei giovani.

Prima di acquistare un compact disc, impariamo a chiederci che tipo di ideologia c’è dietro e quali messaggi vorrebbe trasmetterci. Altrimenti, i cantanti di rock satanico continueranno a occupare i primi posti delle classifiche. Indisturbati.