Quando l'argilla racconta la meraviglia della vita

Paola Grizi racconta i segreti della sua arte scultorea

Roma, (Zenit.org) Federica Pansadoro | 552 hits

ZENIT oggi intervista Paola Grizi, artista ed insegnante di tecniche di scultura.

Come ti sei avvicinata al mondo dell’arte e quindi della scultura? 

Paola Grizi: Prima di me, il mondo dell’arte era già stato ampiamente avvicinato dagli artisti della mia famiglia ma, proprio per la loro levatura, non mi sentivo in grado di percorrere una strada simile. Poi, in seguito a circostanze fortuite e ad importanti incontri artistici, ho iniziato ad esplorare la scultura con crescente entusiasmo fino a farne una professione, grazie al riscontro del pubblico e della critica: prima quello del web poi quello reale delle mostre e dei concorsi.

Quali sono i soggetti che prediligi raffigurare?

Paola Grizi: Prediligo le figure femminili e i bambini, non per una scelta meditata, ma istintiva. Lo spunto proviene dalla mia interiorità: ricordi, pensieri e istanti riemergono, facilitati da un mezzo duttile e non verbale come l’argilla.

Esiste un tua opera che ami in particolare?

Paola Grizi: Sì, si intitola Futuro ancestrale: rappresenta un neonato dormiente che si erge su mossi panneggi, che ne seguono le forme. È tra le mie preferite in quanto la sento come un simbolo, che lega passato e futuro dell’umanità,  nel comune denominatore  del rispetto che si deve ad ogni momento fragile e delicato della vita umana, in questo caso alla vita nascente.

Cosa rappresenta per te l’argilla?

Paola Grizi: L’argilla è per me un modo per esprimere compiutamente,  sinteticamente e iconograficamente il mio mondo interiore e la mia emotività. È anche un’attività di meditazione e concentrazione, in cui l’elemento tridimensionale e fisico della materia fa la differenza rispetto ad altre arti, favorendo un coinvolgimento globale che va dal cuore alle dita.

Paola, tu sei anche mamma di due bimbi, come riesci a conciliare il tuo lavoro presso il laboratorio, con quello di moglie e mamma? 

Paola Grizi: La scultura, per  come la vivo io, è  un tipo di lavoro che ben si concilia con il ruolo di mamma, anzi talvolta lo agevola: la creatività, soprattutto oggi, nell’era dei touch screen, è un’alleata preziosa per la crescita dei bambini, che partecipano volentieri ai workshop in laboratorio, spesso anche con i loro amici, entusiasti per questo inconsueto “ritorno alla materia”. La realizzazione delle sculture, invece, segue i tempi particolari e discontinui dell’ispirazione, fluttuando all’interno dei limiti di tempo che mi pongo, per potermi adeguatamente dedicare alla famiglia.

Per visualizzare on line le opere di Paola Grizi: www.paolagrizi.com