Quattro sacerdoti arrestati in Cina

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ROMA, domenica, 29 luglio 2007 (ZENIT.org).- Nel pomeriggio del 24 luglio scorso, a casa di un fedele cattolico nella regione dello Ximeng, nella Mongolia Interna, tre sacerdoti di Xiwanzi, Hebei, sono stati arrestati da otto poliziotti in borghese per aver rifiutato di unirsi all’Associazione Patriottica cattolica cinese, ha reso noto la Cardinal Kung Foundation.



Si stavano nascondendo nella Mongolia Interna per sfuggire all’arresto, ma alla fine sono stati braccati dalla polizia.

I tre sacerdoti sono: padre Liang Aijun, di 35 anni, della contea di Chong Li, Hebei; padre Wang Zhong, 41 anni, della contea di Gu Yuan, Hebei; padre Gao Jinbao, 34 anni, della contea di Shang Yi, Hebei.

Subito dopo l’arresto, i sacerdoti sono stati rinchiusi in una gabbia d’acciaio. Non potevano parlare con nessuno. L’acqua che veniva portata loro era respinta dalla polizia. Ora sono stati tutti trasferiti in una località segreta.

Un quarto sacerdote, padre Cui Tai, cinquantenne di Shuangshu, nella contea di Zhuolu, è stato coinvolto in un incidente di motocicletta all’inizio del mese di luglio. Dopo l’incidente, le autorità lo hanno trasferito all’ufficio per la sicurezza pubblica e gli affari religiosi. E’ in carcere nella contea di Zhuolu da allora. Anche questo sacerdote non ha voluto aderire all’Associazione Patriottica. Appartiene alla diocesi di Xuanhua, Hebei.

Secondo la Cardinal Kung Foundation, sono almeno cinque i Vescovi in prigione; molti altri sono agli arresti domiciliari e sotto stretta sorveglianza; circa 15 sacerdoti cattolici e alcuni laici – non si sa quanti – sono anch’essi in prigione.