Questa è la gioventù del Papa!

Testimonianze di giovani che sono stati vicini a Benedetto XVI durante la GMG a Madrid nel 2011

Roma, (Zenit.org) Rocío Lancho García | 886 hits

“Sì, io faccio parte di questa gioventù del Papa. Di questa gioventù che cantava il nome di Benedetto XVI per le strade di Madrid e nell’aeroporto di Cuatro Vientos due estati fa. Di questa gioventù per la quale un uomo di 84 anni ha sopportato temperature di oltre 40 gradi e poi una burrasca di vento e pioggia. Di questa gioventù a cui il Papa ha insegnato che come quella sera abbiamo resistito alla pioggia, con Cristo potremo anche superare tutti gli ostacoli della vita. Faccio parte di questa gioventù nella quale il Papa pone fiducia, alla quale chiede di essere sempre allegra e di dare testimonianza in ogni circostanza. Faccio parte di questa gioventù che adesso vede come il suo Papa, senza forza per la sua età avanzata, umilmente ha fatto spazio ad un successore per guidare la Chiesa di Cristo. Sì, faccio parte di questa gioventù che deve ringraziare Benedetto XVI per tutto ciò che ci ha insegnato, non solo attraverso le sue parole, ma anche con il suo esempio di dedicazione, anche nei momenti di difficoltà. Oggi è un giorno per ringraziare Dio per Joseph Ratzinger, perché un giorno l’ha eletto e messo al nostro servizio. Oggi è un giorno per pregare per lui, per pregare per il nostro futuro Papa e per pregare per la Chiesa di Cristo. Questa è la gioventù del Papa, chiunque sia, e questa è la gioventù della Chiesa!”.

Subito dopo aver saputo la notizia della rinuncia del Papa, si poteva leggere questo messaggio sulla bacheca di Facebook di molti giovani spagnoli. Una gioventù che si dichiara apertamente vicina a Benedetto XVI e vuole dare testimonianza del suo sostegno e vicinanza al Papa.

ZENIT ha potuto parlare con alcuni giovani che hanno lavorato come volontari durante la Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid e hanno avuto l’occasione di stare vicino al Pontefice.

Cristina del Campo, Spagna

“Uno dei grandi regali di Dio durante la GMG, sicuramente il più particolare, è arrivato alla giusta fine. Alcuni giorni prima dell’inizio del GMG, ho ricevuto la notizia che ero una delle persone elette ad accogliere il Papa alla Puerta de Alcalá. Sì, uno dei 50 giovani provenienti dai cinque continenti che gli avrebbero dato il benvenuto, rappresentando, nel mio caso, la Spagna. Fu una grande sorpresa, qualcosa di totalmente inaspettato, che mi ha commosso durante  questi ultimi giorni”.

“Ma la sorpresa più grande è stata al momento dell’accoglienza. Alcune ore prima dell’arrivo del Papa a Madrid ci avevano informato su come si sarebbe svolto l’atto e spiegato che, sfortunatamente, sarebbe stato impossibile salutare il papa. Ebbene, quel 18 agosto 2011, il nostro amato Benedetto XVI ha voluto salutare, uno per uno, i giovani presenti lì sotto la Puerta de Alcalá. Ha fatto saltare il protocollo non, non ha “obbedito” alle regole dell’organizzazione e ha lasciato da parte la scaletta dell’evento.

“Potevamo avvicinarci a lui, salutarlo e rivolgergli alcune brevi parole. Pochi secondi che ci siamo goduti, abbiamo riso e pianto di emozione e abbiamo potuto rivolgergli un “ti vogliamo bene”, “prega per noi”, “chiedi per i giovani”. È stata una sensazione incredibile. Me lo sono goduto tantissimo. Mi ricordo quel viso, quel sorriso, quegli occhi di un ‘nonno’ accattivante che sentiva quello che volevo. Per me è stato una persona autentica. Non lo dimenticherò mai. Sono molto grato per tutto il bene che ha fatto durante il suo pontificato, e da qui, da Palencia, prego per lui e per la Chiesa ogni giorno”.

Attraverso un’estrazionea sorte, erano stati scelti, tra i volontari provenienti dai cinque continenti, anche dodici ragazzi per pranzare con il Papa. Sylvie e Eva sono due delle ragazze che hanno condiviso questo momento con Benedetto XVI.

Sylvie Kambau, Repubblica Democratica del Congo

“Per me, essere vicina al Papa e vederlo di persona ha segnato la mia vita. È stato il più bel regalo di compleanno, visto che il giorno dopo compivo gli anni. Quindi, questo avvenimento, legato a questa data, è qualcosa che celebrerò tutta la mia vita. Mi ricordo questi momenti come momenti di pace e tranquillità che ci ha trasmesso lo stare di fronte al Papa. Il Papa è una persona molto vicina e attenta. Mi ha preso la mano, mi ha guardato dritto negli occhi mentre abbiamo scambiato alcune parole. Durante il pasto, non abbiamo smesso di guardarlo ed eravamo attenti al messaggio che ci trasmetteva perché non volevamo perdere nessun dettaglio. Ringrazio Dio per aver avuto l’opportunità di conoscere Benedetto XVI durante il suo pontificato. Ricordate sempre il suo sguardo tenero”.

Eva Janosikova, Slovacchia

“La cosa che mi ha colpito di più durante il tempo trascorso con il Santo Padre era la sua capacità di ascolto e di interessarsi ai giovani. Mi hanno anche sorpreso le sue parole e i suoi pensieri pronunciati sempre con tanta chiarezza da una persona molto intelligente, aperta e di preghiera. Allo stesso tempo il Papa è una persona molto semplice”.

Benjamín Paz, Argentina

“Solo l’esperienza di far parte di un’équipe internazionale, composta da persone di diverse sensibilità, culture e lingue, è già stata davvero edificante. Ma per me la storia non è finita qui.

Ho avuto l’opportunità di rappresentare il continente americano insieme con quattro altri giovani che rappresentavano i loro rispettivi continenti, di ricevere  dalle mani di Benedetto XVI la croce di invio durante la Messa conclusiva della GMG.

Il lavoro nel corso della GMG, e soprattutto in questi giorni, mi ha permesso di conoscere un aspetto del Santo Padre che ignoravo allora. Il suo lato più umano, più paterno.

Un esempio semplice, ma molto forte per tutti i presenti, fu durante la veglia a Cuatro Vientos. Due milioni di giovani riuniti con il Papa e, nel mezzo della calda estate madrilena, è scoppiato un temporale. I collaboratori più stretti insistevano che il Santo Padre dovesse abbandonare il palco: a loro ha risposto in varie occasioni che se giovani fossero rimasti anche lui l’avrebbe fatto. Più tardi lui si è riferito a questo momento dicendo: “Abbiamo vissuto una grande avventura insieme. Saldi nella fede in Cristo avete resistito alla pioggia”. Ed è stato veramente così, e penso che queste parole siano il riflesso di un uomo che sa lottare.

Per quanto riguarda la sua rinuncia, sono personalmente molto grato. In un contesto in cui molti lottano per raggiungere o conservare il potere, questo gesto indica molta umiltà e molto amore verso l’istituzione che rappresenta. Credo che per lui sarebbe stato più facile continuare, ma la sua responsabilità come leader lo ha spinto a fare questo passo, conoscendo le ripercussioni personali che avrebbero comportato, ma facendolo per il bene maggiore della Chiesa.

Da parte mia, adesso che sto lavorando come responsabile del settore di Comunicazione della GMG Rio 2013, ringrazio Benedetto XVI per la sua testimonianza e sono consapevole del fatto che avremo come sfida quella di presentare il prossimo Papa ai giovani di tutto il mondo”.

Ernesto Oyarbide, El Salvador

“Nel 2011 ho avuto la fortuna di portare con altri giovani la croce della GMG durante la Veglia. Dovevamo portarla da un lato del palco all’altro, mentre si ascoltava l’inno della GMG. Anche se non sembra a prima vista, la croce pesava molto. Tutti provenivano da varie parti del mondo. Fu un momento solenne e molto emozionante. Mentre facevamo il percorso, si sentì lo sguardo di affetto del Papa. Poi è arrivata la famosa tempesta serale e gli sforzi per far sì che la Croce non si rompesse sotto la spinta dei forti venti. Tuttavia mi ricordo ancora lo sguardo sereno del Papa durante la tempesta. Alcuni si chiedevano se si dovesse continuare o meno l’atto. Il Santo Padre non ha avuto alcun dubbio che bisognava continuare. Fu un esempio per tutti noi”.