"Questa non è una manifestazione omofoba, ma a difesa della famiglia naturale"

Grande partecipazione, ieri a Crotone, al raduno in piazza per dire "no" a tutte le leggi e le iniziative che depotenziano e alterano il concetto di famiglia, matrimonio e natura

Roma, (Zenit.org) Salvatore Cernuzio | 681 hits

Nella mentalità corrente manifestare a difesa della famiglia naturale equivale a dichiararsi omofobi. Per questo, al raduno Difendiamo la famiglia naturale! svoltosi ieri a Crotone, l’avvocato Giancarlo Cerrelli ha voluto subito chiarire: “Questa non è una manifestazione omofoba”. Anzi, ha aggiunto, richiamando il Catechismo della Chiesa Cattolica: “Siamo qui per denunciare ogni violenza, insulto o minaccia alle persone omosessuali ed è giusto che gli omosessuali siano accolti con rispetto, compassione, delicatezza”.

Da qui, però, a favorire matrimoni tra persone dello stesso sesso o adozioni a coppie gay c’è un abisso. Perché la famiglia è un’altra cosa. Punto. E il vicepresidente dell’Unione dei Giuristi Cattolici italiani lo ha sottolineato con vigore davanti ad una piazza gremita da un migliaio di persone provenienti da 22 associazioni e movimenti cattolici. “La famiglia non è stata creata dallo Stato, ma lo precede” ha detto; essa è frutto perfetto della creatività del Creatore, che “l’ha fondata come istituzione”, e quindi - ha rimarcato Cerrelli - “l’uomo non può distruggerla, ma solo deturparla”.

Ci pensano i mezzi di comunicazione, infatti con fiction e talk show, ad alterare il concetto di famiglia, se non il concetto stesso di natura, i quali – ha osservato l’avvocato – “tendono a fare il lavaggio del cervello, e insegnano che è normale chiudere un matrimonio se non c’è più amore, che sono accettabili i rapporti omosessuali ecc”. Ma ci pensa anche l’ideologia del gender che, dal 1994, con la prima Risoluzione del Parlamento Europeo, ha avviato un processo di demolizione dell’idea di sesso biologico per lasciare il posto a quella di genere, come costrutto sociale e culturale. E ci pensano proposte come quella del Comune di Crotone di approvare il Registro delle Unioni Civili, o il disegno di legge contro l'omofobia e la transfobia all’esame del Parlamento, a predisporre dispositivi tendenti a depotenziare sempre più la famiglia naturale, quella cioè formata da uomo e donna secondo il progetto primordiale di Dio. 

Lo ha evidenziato bene l’arcivescovo Domenico Graziani nel messaggio per l’occasione, letto dalla dott.ssa Tiziana Salatino: “Sono in atto strategie che minano l’integrità della famiglia proiettandola in una prospettiva apparentemente più coinvolgente, in realtà tutta ideologica”. Di fronte a questo scenario, allora, cosa fare? Stare a guardare mentre la “dittatura del relativismo”, come la chiamava Benedetto XVI, schiaccia uno ad uno i valori fondanti della vita? Oppure - ha chiesto Cerrelli – aspettare che le future generazioni vedano trasformate in leggi idee come quella proposta via web “da un noto movimento politico”? Ovvero: “Discutere una legge che dia la possibilità agli omosessuali di contrarre matrimonio (o unioni civili), a sposarsi in più di due persone e la possibilità di contrarre matrimonio (o unioni civili) anche tra specie diverse purché consenzienti”.

Papa Francesco nel discorso agli universitari romani lo ha detto esplicitamente: “Non guardate la vita dal balcone, ma vivete le sfide del mondo contemporaneo”. Ben vengano, quindi, iniziative popolari come quella di ieri dove una folla “non anonima” di laici responsabili ha ricordato che una verità c’è ed è quella data dalla “imprescindibile legge morale naturale scritta da Dio nella coscienza di ogni uomo”, come ha detto Cerrelli citando Ratzinger. A dispetto di quel relativismo etico che fa credere che non esista una verità, ma che “tutti abbiano diritto a tutto”.

“Il fine di questo incontro non è di giudicare o non rispettare la dignità di ogni persona”, ha affermato invece la dott.ssa Antonella Cernuzio, in apertura dell’incontro, ma di “prestare la voce ad ogni famiglia di questa città, di questa nazione, di tutte le nazioni della terra, affinché non possano essere promulgate leggi che, non solo non sostengono la famiglia naturale, sminuendone la dignità e i bisogni, ma che addirittura non rispettino la libertà di educare i figli, secondo le proprie tradizioni e il proprio credo”. La manifestazione, ha chiosato dunque l’avvocato Cerrelli, “non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza. La nostra azione dovrà quindi proseguire diventando missionari del buon senso. Non dovrà essere accompagnata da slogan semplicistici ma con ragionamenti chiari, fondati antropologicamente”.

Uomini, donne, bambini, anziani, malati dell’Unitalsi, tutti i presenti in piazza hanno applaudito e ascoltato con partecipazione ogni parola proclamata dal palco allestito proprio davanti al Comune cittadino, in particolare le testimonianze di due famiglie del Rinnovamento nello Spirito e del Cammino Neocatecumenale. Hanno poi assistito al video che ha espresso il “Sì alla famiglia” attraverso le più belle parole spese per questa “cellula fondamentale della società”. Dal Maschio e femmina li creò della Genesi, a La famiglia è l'associazione istituita dalla natura per provvedere alle necessità dell'uomo di Aristotele, fino a La famiglia è la patria del cuore di Giuseppe Mazzini. Come pure l’omelia di Benedetto XVI all’Incontro delle famiglie di Milano, e i pensieri dei Beati Giovanni Paolo II e Madre Teresa di Calcutta, e di Papa Bergoglio.

A suggellare l’incontro, infine, la fiaccolata fino al Duomo, dove il vescovo Graziani ha accolto il corteo ricordando la responsabilità dei laici nei richiami e nelle sfide del mondo contemporaneo ed esortando ad essere ancora “più audaci” nel difendere la sacra istituzione della famiglia. In questo, ha concluso il presule, ci accompagna la Vergine Maria, “Colei che è Madre bellissima, tutta santa e onnipotente per grazia di Dio”.