Questo giovedì Benedetto XVI inaugurerà l’Anno di San Paolo

Nella Basilica di San Paolo fuori le Mura

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CITTA’ DEL VATICANO, mercoledì, 27 giugno 2007 (ZENIT.org).- Questo giovedì pomeriggio, vigilia della Solennità dei Santi Pietro e Paolo, Benedetto XVI indirà ufficialmente l’Anno Paolino presiedendo i Primi Vespri nella Basilica Papale di San Paolo fuori le Mura.



L’evento, che celebra il bimillenario della nascita dell’Apostolo delle Genti, inizierà il 29 giugno del prossimo anno per concludersi il 29 giugno del 2009.

Promotore dell'iniziativa è stato l’Arciprete della Basilica di San Paolo fuori le Mura, il Cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo.

Parlando all’emittente pontificia, il porporato ha detto che negli ultimi due anni, da quando è Arciprete della Basilica, ha pensato e cercato “una qualche data che potesse aiutarci a fissare una celebrazione particolare, sia per la figura di San Paolo e particolarmente per l’insegnamento di San Paolo, che avesse un valore per tutta la Chiesa cattolica”.

“Dicono gli esperti di Sacre Scritture che San Paolo doveva avere più o meno una decina di anni meno di Cristo, quindi la sua nascita si colloca tra l’anno 7 e l’anno 10 dell’era cristiana”, ha spiegato.

“Ho pensato: perché non celebrare un bimillenario? Così ho chiesto al Santo Padre se non ritenesse che potesse essere di un certo interesse, per tutta la Chiesa cattolica, indire una celebrazione bimillenaria, cioè un anno dedicato alla vita, alla figura, all’insegnamento e all’attività di San Paolo”.

Il Papa, ha proseguito il Cardinale, “ha accolto ciò con molto interesse, ha promesso prima di pensarci e dopo mi ha comunicato che era sua intenzione indire l’Anno Paolino”.

Il programma previsto comprende “un anno di preparazione, indetto adesso, un anno di celebrazioni ed eventualmente un terzo anno”.

“Tra gli appuntamenti finora già stabiliti c’è un Colloquio paolino, che da diverso tempo si celebra ogni due anni e ha un carattere ecumenico”, ha spiegato.

“Pensiamo di promuovere dei programmi di carattere liturgico in Basilica, dei cicli di preghiera, di organizzare sempre meglio – e più ancora di quanto già si faccia – pellegrinaggi da tutto il mondo alla Basilica di San Paolo, di promuovere anche pellegrinaggi che girino il vicino Oriente, le piste di San Paolo, per studiare tutti quei luoghi della Terra Santa che sono così ben chiaramente definiti”, ha aggiunto.

“Pensiamo anche a dei programmi culturali da celebrarsi nella Basilica o nelle adiacenze della Basilica o anche altrove e di promuovere, di lanciare dei concorsi per studi particolari o particolari pubblicazioni o anche per opere musicali o cose del genere”.

Parlando di ciò che colpisce di più nella fede di San Paolo, il Cardinale ha ricordato “la profondità, la sicurezza e l’ampiezza della sua fede, che ha saputo trasmettere con grande forza, con grande vigore e questo senso di apertura al mondo”.

San Paolo, che ha in sé un forte “senso della universalità”, “è proprio l’Apostolo delle genti, quello che può veramente farci approfondire sempre di più la fede in Cristo, che è una ed una sola e deve portarci all’unità di tutto il gregge cristiano”.

Al giorno d’oggi, secondo il Cardinale, il grande Santo annuncerebbe il Vangelo “con parole e una lingua più moderna”, ma “la forza del contenuto sarebbe quella”.

Quanto alla tomba di San Paolo, riportata recentemente alla luce nella Basilica, il Cardinale Cordero Lanza di Montezemolo ha spiegato che “scavando dalla parte dell’ipogeo, aprendo una finestra di circa 70 cm, siamo arrivati al fianco del sarcofago, che oggi è visibile” e “sistemato con una grata e un’opportuna illuminazione in modo che i fedeli possano vedere il fianco del sarcofago di San Paolo, che è di marmo di Carrara molto grezzo, non lucidato”.

“Non ha iscrizione, non ha nulla, ma è sicuro che da venti secoli quello è il fianco del sarcofago della tomba di Paolo”, ha concluso.