Quindici pagine per spiegare la Fede

Con "L'ABC della fede" il cardinale Giacomo Biffi indica la via della salvezza

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di Antonio Gaspari

ROMA, venerdì, 23 novembre 2012 (ZENIT.org) - Ne “L’ABC della Fede”, edito dalle Edizioni Studio Domenicano” di Bologna*, attraverso 15 brevi e appassionati capitoletti lunghi appena una pagina di libro, il cardinale Giacomo Biffi propone una sintesi della fede cristiana, in maniera schietta e arguta, così come è il carattere dell’autore

"C'è chi pensa che aver fede sia qualcosa di fortuito e, tutto sommato, di irrilevante” scrive l’Arcivescovo emerito di Bologna, “i più ritengono sia qualcosa di marginale nell'esistenza dell'uomo”, ma, sottolinea Biffi “il cristianesimo è prima di tutto un avvenimento, l’avvenimento del Figlio di Dio che si fa uomo, muore in Croce, risorge e ci coinvolge”, per questo motivo il cristianesimo “è un fatto, che si può accogliere o rifiutare”.

“La fede cristiana - rivela il porporato – è un arrendersi a questo avvenimento che salva ed è un lasciarsi cambiare di dentro da ciò che è avvenuto”. Il cardinale Biffi spiega che il più grande ostacolo a credere è l’enigma del male nel mondo.

“E’ stato detto che dopo gli orrori di Auschwitz non è più possibile credere in Dio”, secondo l’emerito di Bologna è vero il contrario “Dopo Auschwitz non è più possibile non credere in Dio” perché “diversamente tutto nell’esistenza umana e nella storia sarebbe tragicamente inutile e quasi beffardo”.

“La presenza del male - precisa il porporato- è un dato di fatto indipendentemente dalle nostre scelte ideologiche . “Ma per chi non crede - rileva - è un assurdo assolutamente irrimediabile”, per chi crede invece “diventa un ‘mistero’ cioè una realtà che essendo più alta di noi, proprio per questo ci può salvare dalle nostre contraddizioni”.

Ricordando i tre crocifissi nel pomeriggio del venerdì santo sulla collina del Calvario, il porporato spiega che c’è insieme a Gesù c’è il malfattore che si pente e compiendo un atto di fede raggiunge la salvezza. C’è anche il malfattore ribelle che non crede e che impreca contro Gesù.

Nella notte di Natale Luca racconta che “E’ nato il Salvatore”, ma “il messaggio natalizio – confessa il cardinale Biffi – non è raccolto da tutti”. Riflette l’Arcivescovo emerito di Bologna: L’uomo vuole spesso salvarsi con le sue sole forze. Gli illuminati pensavano che bastasse la conoscenza per salvarsi. Altri hanno creduto che bastasse l’attesa del “sol dell’avvenire” per una società senza classi e ingiustizie.

Oggi alcuni sono conviti che la salvezza si trova nel “salutismo” diete ferree, tecniche sessuali, innovazione tecnologica adorata come un totem … ma la salvezza va cercata altrove- sostiene il cardinale – e precisamente “nell’unico Salvatore che Dio nostro Padre ci ha dato”. 

I cristiani credono che “Gesù è l’unico Salvatore del mondo” e per questo motivo guardano anche alle realtà terrene con positività, con un atteggiamento di stima e di fiducia, perché anche di fronte al peccato, esiste “l’azione redentrice di Cristo” per cui tutte le cose “sono state riconciliate”.

“La Chiesa – sostiene il cardinale Biffi -  è il corpo vivo di Cristo nel quale i singoli sono rianimati e sorretti”, la garanzia che contro di essa “le porte degli inferi (cioè le forze dell’errore e della malvagità) non prevarranno”. E l’Eucaristia – conclude il porporato – è il “sacramento di ogni salvezza” e noi “potremo vivere nella gioia, nella gratitudine, nella fierezza di essere per una insperata misericordia il popolo dei salvati”.

http://www.edizionistudiodomenicano.it/Libro.php?id=803